Plastica, il calcolo matematico: la bottiglia più grande riduce lo spreco di Pet

Bottigliette troppo piccole, ma anche contenitori da 3 o più litri, fanno utilizzare una maggiore quantità di plastica in relazione al volume d'acqua contenuto. I ricercatori americani hanno individuato le dimensioni 'ideali' della bottiglia che fa ridurre lo spreco
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Qual è la bottiglia d'acqua ideale, quella che riduce la quantità di plastica utilizzata rendendo massimo il volume di liquido? Apparentemente è una domanda bizzarra, ma in realtà è un problema matematico interessante, la cui risposta potrebbe aiutare a ridurre la plastica utilizzata per produrre  bottiglie e bottigliette. Due ricercatori dell'Università della Carolina del Sud e della California hanno calcolato le dimensioni della bottiglia anti-spreco ideale, che è risultata essere quella da 2,2 litri. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports.

La bottiglia di plastica rigenerata: come funziona il riciclo

La plastica è ovunque. Lo sappiamo: plastica e microplastiche sono ovunque  negli oceani, nei campi, negli alimenti e nell'acqua che beviamo. Ogni anno milioni di tonnellate di plastica si accumulano negli oceani, che attualmente si stima ne contengano già circa 150 milioni. Ridurre la produzione della plastica è essenziale per difendere il pianeta e la nostra salute.

Attenzione a dimensioni e forma. Non sempre al crescere del peso – dunque della quantità di plastica – di una bottiglia aumenta in maniera corrispondente anche il volume dell'acqua contenuta. In altre parole, non è detto che una bottiglia da un litro sia costituita esattamente dal doppio della plastica rispetto a un'altra da mezzo litro. Gli autori dello studio odierno, R. Becerril-Arreol e R. E. Bucklin, hanno stimato che il peso di una bottiglia dipende per l'80% strettamente dalla sua capacità contenitiva, mentre per la restante parte del 20% da altri elementi, come le dimensioni, e da caratteristiche legate al marchio, come la forma e lo spessore.

Nella fabbrica dell'acqua, dove "rinasce" il Pet

Partendo da quest'idea gli autori si sono chiesti quale fosse, in media, il ruolo della grandezza di una bottiglia rispetto all'utilizzo del Pet, il polietilene tereftalato, materiale di cui è composta. La domanda è: c'è una dimensione (o più dimensioni) che in qualche modo favoriscono un minore uso di Pet nella produzione? Per rispondere i ricercatori hanno svolto un'indagine paragonando vari prodotti in commercio negli Usa. In particolare, hanno pesato 187 bottiglie vuote di dimensioni differenti, confrontando, al variare delle dimensioni (e anche dei marchi), quantità di plastica usata in relazione al volume della bottiglia.

Meglio evitare le bottigliette. Dall'analisi è emerso che bottiglie associate a sprechi minori di Pet sono quelle che vanno da mezzo litro a circa tre litri – precisamente dagli 0,5 ai 2,9 litri. Al contrario bottigliette molto piccole (da 0,4 litri o meno) oppure contenitori grandi (oltre i 3 litri) richiedono un maggiore uso di Pet in relazione alla loro capacità. Anche intuitivamente è facile immaginarlo: nelle bottigliette molto piccole c'è un maggiore uso della plastica rispetto a quelle da 2 litri, che contengono anche molta più acqua. Mentre nei contenitori grandi – peraltro molto meno diffusi, utilizzati ad esempio nelle aree comuni degli uffici o delle palestre – è probabile che l'ampia capacità richieda un maggiore rinforzo nella struttura e nello spessore della bottiglia.

La domada è: esiste una dimensione ideale? Lo studio stabilisce che la bottiglia da 2,2 litri è quella che riduce gli sprechi. Ma non è tutto. All'interno della fascia indicata da 0,5 a 2,9 litri, i ricercatori hanno individuato le dimensioni ideali: la bottiglia anti-spreco 'vincitrice' risulta essere quella da 2,2 litri. Gli autori hanno poi quantificato il possibile risparmio di Pet a fronte di una scelta più oculata. Negli Stati Uniti ogni anno si producono 740 mila tonnellate di rifiuti Pet e basterebbe che soltanto il 20% degli acquisti virassero verso bottiglie più grandi per far registrare un calo annuo di circa 10 mila tonnellate, circa l'1% di questi rifiuti.