Biodiversità

Le chiocciole sanno contare. E così sopravviveranno al caldo

Le Chiocciole delle Dune contribuiscono a mantenere in equlibrio l’ecosistema marino distruggendo piante invasive. Strisciano in ambienti caldi e per trovare un po’ di ristoro si nascondono all'ombra di arbusti
2 minuti di lettura

Vivono sulla sabbia e lungo le coste del Mediterraneo al caldo e sotto i raggi ultravioletti. Se fino a ieri le "Chiocciole delle dune" erano conosciute per finire sulle tavole dei consumatori dopo essere passate dai supermercati, oggi, grazie alla ricerca dell’Istituto di psicologia di Padova, hanno acquisito sul campo la capacità di saper contare che non gli era mai stata riconosciuta scientificamente. Ma Angelo Bisazza ed Elia Gatto hanno dimostrato qualcosa di più della qualità alfanumerica, spiegando che questo genere di popolazione potrà in futuro, per l’aumento delle temperature, riuscire a cavarsela più di altre specie che non hanno certe attitudini. "E pensare che finora, la specie era considerata a giusta ragione ipovedente e con un’intelligenza limitata  – osserva Elia – invece riesce a far di conto". I due ricercatori hanno impiegato circa cinque anni per giungere alle conclusioni maturate dopo lunghi cheek in laboratorio opportunatamente realizzati in alcuni periodi dell’anno.



L'ESPERIMENTO. Le Chiocciole delle Dune che si differenziano dalle altre dell’entroterra per la forma diversa del guscio, contribuiscono a mantenere in equlibrio l’ecosistema marino distruggendo piante invasive. Strisciano in ambienti caldi e per trovare un po’ di ristoro si nascondono all’ombra di arbusti. Annualmente Bisazza e Gatto hanno prelevato dalle spiagge di Cavallino vicino Venezia dei campioni di questa popolazione. In laboratorio, nel frattempo avevano predisposto un'arena larga un metro che doveva assomigliare all’ambiente naturale dove si trovavano. L’arena è stata illuminata con lampade a Led in modo da scaldare l’habitat e riprodurlo simile a quello ravvivato dai raggi ultravioletti. Sullo sfondo i due ricercatori hanno raffigurato dei gruppi di barre di cartone che davano la sensazione di assomigliare a delle piante. All’inizio, il quadro risultava abbastanza facile con le 5 assi predisposte solo da un lato e dall’altro. Via via che l’esperimento andava avanti, venivano aumentate le spranghe sia da una parte  che dall’altra con un solo numero di differenza, incrementando la loro circonferenza.

LE ABILITA'. I gruppi di chiocciole hanno dimostrato abilità rare, riuscendo a riconoscere le barre più numerose, perfino con una sola unità in meno. All’origine, una sola chiocciola era messa alla prova poi venivano poste casualmente insieme e divise in due gruppi. Era la dimostrazione che questo genere di popolazione riusciva a identificare non solo il fresco delle piante ma anche quelle numericamente più alte. E la conseguenza importante che nei punti più caldi della penisola e delle coste delle località dove vivono, le chiocciole riuscendo a contare potranno individuare le zone dove gli arbusti sono più cospicui e riuscendo a salire, potranno fare affidamento su una maggiore refrigerazione, evitando la disidratazione.

LA DIFFUSIONE DELLA SPECIE. "E’ la prima volta che sono dimostrate queste abilità – spiega Elia Gatto –  nel passato erano stati compiuti esperimenti con forme quadrate e rotonde. Con la loro scarsa vista non avevano neanche un ruolo primario, se non di nutrire l’uomo". Secondo la deriva geologica dei continenti che nella scienza moderna fa riferimento allo spostamento delle terre, questa popolazione nasce in Marocco proprio nel periodo in cui si cominciano a dividere le placche terrestri. E a differenza di altri animali la diffusione avviene per mezzo dell’uomo.

L’esempio eclatante è del 1800 quando con i bastimenti carichi di persone, le chiocciole attaccate allo scafo migrarono negli Usa. Il loro ambiente è costituito dall’umidità e fino a quando esiste questa condizione strisciano sul terreno. Nel momento in cui il caldo diviene torrido preferiscono arrampicarsi sulle piante per ripararsi. Solo le chiocciole d’importazione immergendosi in ambienti nuovi, come gli Stati Uniti, non avendo l’umidità necessaria a soddisfare lo standard di vita, sono state costrette ad arrampicarsi sugli arbusti. In certi casi hanno distrutto intere raccolte di grano.