L'allarme

La nuova battaglia di Erin Brockovich. Crollo di spermatozoi e rischio sterilità, i veleni minacciano l'umanità

(foto: Ivan Couronne/Afp via Getty Images) 
Il libro dell'epidemiologa riproduttiva Shanna Swan rilanciato dalla nota ambientalista Usa racconta il drammatico calo della fertilità a causa dell'esposizione a sostanze chimiche. "Non c'è più tempo"
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Il conto alla rovescia fissa la data sul destino dell'umanità: 2045. Fra appena ventiquattro anni, sostiene Shanna Swan, epidemiologa ambientale e riproduttiva della Icahn School of Medicine del Mount Sinai a New York, gli uomini potrebbero non essere più in grado di procreare senza l'aiuto della fecondazione assistita.

In realtà, quella raccontata nel libro-studio "Count Down", che sta facendo molto discutere negli States e in Gran Bretagna, è un'ipotesi che lancia l'allarme in base a curve e traiettorie specifiche che oggi ci dicono come a causa dei contaminanti ambientali, dagli ftalati ai pesticidi, i maschi delle nuove generazioni potrebbero avere sempre più seri problemi di fertilità.

Shanna H. Swan, epidemiologa ambientale e riproduttiva della Icahn School of Medicine del Mount Sinai a New York, Usa 

Non solo: sempre a causa delle sostanze chimiche e dell'inquinamento ambientale anche le dimensioni del pene degli uomini stanno cambiando e, secondo la dottoressa Swan, stanno diminuendo generazione dopo generazione. Questo mix di considerazioni, insieme ad altre approfondite all'interno del libro, sono state recentemente rilanciate anche da Erin Brockovich, paladina ambientale e attivista la cui storia è stata interpretata nell'omonimo film dall'attrice Julia Roberts che fu premiata con l'Oscar.

Sulle pagine del The Guardian Brockovich illustra e sostiene gli studi della dottoressa Swan, lanciando l'allarme su come sostanze chimiche di vario tipo stanno alterando ormoni, riducendo la fertilità e avviandoci verso un futuro sempre più incerto. "Il numero di spermatozoi maschili è diminuito di quasi il 60% dal 1973" ricorda l'attivista statunitense citando Swan. "Perché allora le Nazioni Unite non stanno affrontando come un'emergenza questo problema?" si chiede, parlando della "fine dell'umanità".
 


Al centro degli studi dell'epidemiologa americana ci sono in particolare sostanze chimiche legate a contenitori di plastica, involucri degli alimenti, indumenti impermeabili, prodotti per la pulizia da shampoo sino a saponi, altri legati a cosmetica, elettronica, giocattoli e perfino alla moquette. In particolare si indagano gli PFAS, sostanze perfluoro alchiliche che recentemente sono state oggetto anche in Italia, in Veneto, di diversi disturbi legati alla contaminazione delle acque.


"Si accumulano e si accumulano, facendo sempre più danni, minuto dopo minuto, ora dopo ora, giorno dopo giorno" ricorda Brockovich. Di recente, attraverso un tweet, anche Greta Thunberg ha rilanciato un articolo con i risultati raccolti dalla dottoressa Swan.

Nel suo libro, scritto in collaborazione con la giornalista scientifica Stacey Colino, Swan racconta il declino della fertilità sia femminile - "in alcune parti del mondo, una donna di vent'anni oggi è meno fertile di sua nonna a 35 anni", ma soprattutto di quella maschile. Sostanze chimiche come gli ftalati, avverte, riducono sia la qualità dello sperma, il volume dei testicoli e possono incidere anche sulla lunghezza del pene.

Gli ftalati, ricorda Swan, hanno un impatto sul sistema endocrino che produce ormoni. Con l'enorme presenza di ftalati in ambiente, questo inquinamento può portare, come osservato in ricerche già effettuate sui topi in laboratorio, a danneggiare anche i feti umani. Per la Swan bambini maschi esposti agli ftalati nell'utero avevano una distanza ano-genitale più breve, fattore che può essere correlato a un volume minore del pene. L'esposizione agli ftalati potrebbe essere legata a vari aspetti, trasmessa anche "da giocattoli e alimenti" spiega l'epidemiologa. In generale queste sostanze chimiche che alterano gli ormoni possono entrare anche "nella placenta e hanno la capacità di alterare lo sviluppo anatomico" oltre che modificare la funzione cerebrale e compromettere il sistema immunitario.

Nel fissare il conto alla rovescia verso il  2045, la ricercatrice cita i suoi studi del 2017 in cui è stato evidenziato come i livelli di sperma tra gli uomini dei paesi occidentali siano diminuiti anche di oltre il 50% negli ultimi 40 anni, studi basati su 185 ricerche che hanno coinvolto circa 45 mila uomini.
 

Negli stessi studi viene evidenziata anche la minore motilità e forma degli spermatozooi, sempre meno in grado di fecondare, cosi come il DNA che trasportavano risultato in alcuni casi danneggiato. Questo mix di inquinamento ambientale e tassi di fertilità in picchiata ci porteranno dunque a "una crisi esistenziale" e sarà "in pericolo il futuro della razza umana" dice la dottoressa.

Nelle traiettorie negative raccontate dalla Swan, c'è anche purtroppo il tasso di aborto spontaneo aumentato dell'1% l'anno negli ultimi due decenni e le sempre maggiori richieste di fecondazione in vitro e altre tecnologie riproduttive, le stesse che in futuro potrebbero essere uno strumento diffuso "per riuscire a concepire". Sempre riferendosi alle donne, punta il dito poi contro i potenziali danni causati dal bisfenolo A, che sarebbe in grado di interferire con il concepimento.
 


Gli studi citati, inoltre, raccontano per esempio che la questione delle dimensioni dei genitali legate all'inquinamento ambientale di sostanze chimiche sta provocando cambiamenti e anomalie anche negli animali, dove per esempio fra rettili, ma anche pesci e altre specie, sono state osservate riduzioni dei genitali.

In conclusione, l'esperta raccomanda la necessità di maggiori studi e attenzione, da parte dei governi, al problema delle traiettorie della fertilità sempre più in discesa e suggerisce attenzione da parte dei consumatori all'utilizzo di prodotti con ftalati e parabeni, per esempio. Più in generale, chiede una stretta a livello mondiale sulle sostanze chimiche che possono danneggiare uomo e ambiente.
 


Come chiosa anche Erin Brockovich nel suo commento al libro, sostanze come gli ftalati portano ad un inquinamento ambientale che "ci sta uccidendo, letteralmente, danneggiando e attaccando la fonte stessa della vita: le nostre capacità riproduttive. La rapida morte e il declino dello sperma devono essere affrontati e devono essere affrontati ora. Semplicemente non c'è tempo da perdere".