Comunicazione

Ecocidio, solastalgia, tipping points. C'è un dizionario per capire il clima che cambia

Una raccolta di 227 lemmi coniati da 82 autori sparsi nella penisola, curata dall'Università di Torino, aiuta a comprendere il linguaggio che nasce dalle trasformazioni in atto
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Un modello lessicale per comunicare la realtà. Dal colonialismo del carbonio all’ecocidio ed eco-ansia. Dall’infodemia all’iperoggetto e solastalgia insieme alla tassonomia europea per le attività sostenibili e tipping points. Sono solo alcuni dei nuovissimi lemmi del dizionario del cambiamento climatico. All’interno, ci sono 227 lemmi coniati da 82 autori sparsi nella penisola universitaria. Si tratta di un’idea rivoluzionaria che  permette di conoscere gli stravolgimenti in atto con una terminologia appropriata.


Il Pianeta chiama, l’uomo risponde e per farlo deve essere in grado di trasmettere con simboli e termini appropriati il senso di appartenenza. Per sensibilizzare le persone occorre disporre di un lessico idoneo a comprenderne il significato. E’ sostanzialmente quello che due anni fa ha intuito Gianni Latini, project manager della direzione ricerca e terzo settore dell’Università di Torino: “Quando portavamo insieme ad altri colleghi progetti nella realtà di tutti i giorni, scuole e dibattiti pubblici – afferma Latini – ci siamo accorti che mancava tra le persone una conoscenza di un linguaggio comune e non si padroneggiava per nulla il lessico del cambiamento in atto”. Di fronte a tante novità non si riusciva a trasmettere in modo omogeneo il fine di quel che si proiettava. C’era bisogno di un progetto innovativo dove potevano essere divulgati modi di vivere come l’appartenenza multipla, in sintesi la rete di rapporti translocali e transnazionali tra le società dell’Oceania e le loro diaspore. E i punti di approfondimento sono antropologici culturali e sociologici. Insomma, non ci sono sentieri tortuosi su cui avventurarsi per andare a cogliere il contenuto semantico. Si spiegano invece gli stessi lemmi da diverse prospettive che aiutano a soddisfare la conoscenza coinvolgendo i settori della vita di ciascuno.

Un altro curatore del dizionario Lessico e Nuvole, Marco Bagliani del dipartimento di economia e statistica “Cognetti de Martiis” di Torino ricorda l’impegno che ha contraddistinto l’iniziativa: “Siamo riusciti a coinvolgere 82 professori e ricercatori di diverse materie sparsi nelle università italiane. Non è stato semplice – spiega il professore – mettere d’accordo tutti.  Abbiamo voluto offrire un testo scientificamente corretto che adottasse un linguaggio accessibile ai non addetti ai lavori ”.

Oltre ad una ricca bibliografia che serve alla verifica  su una vasta gamma di pubblicazioni scientifiche, il cambiamento climatico è un processo ampio e multidisciplinare che abbraccia molte scienze: dalla sociologia alla geografia all’economia alla filosofia e la psicologia. Insomma, il vocabolario è una ricca integrazione di studi che per la prima volta vengono messi insieme per affrontare la trasformazione in atto. Non solo è scaricabile online gratuitamente ma il testo è stato fatto anche su carta per accogliere le richieste di migliaia di studenti e professori che ne avevano sentito il bisogno.

“Tra gli usufruitori – precisa Gianni Latini – le persone più indicate a ricevere questo testo sono proprio gli studenti e i professori. Nessuno tra gli altri è escluso anche se al primo gruppo spetta il compito della divulgazione scientifica.”. Naturalmente  la categoria dei giornalisti è stata messa in lista visto che con l’Ordine sono previsti dei corsi di aggiornamento indirizzati a quei soggetti che più degli altri hanno il compito di informare i lettori. Questa nuova edizione di “Lessico e Nuvole” è stata introdotta da una pubblicazione del Sottosegretario Sergio Costa e del Rettore dell’Ateneo Stefano Geuna. L’obiettivo  è di aggiornare l’opera con nuovi lemmi che aiutano a comprendere la realtà dinamica. Il geografo, il giurista e l’economista, tanto per citare alcune figure, avranno modo di contribuire con la propria conoscenza a far vivere meglio un fenomeno in rapidissima evoluzione come il cambiamento climatico. Saranno solo alcune fonti a cui bisognerà attingere per amare il nostro Pianeta.