Tecnologia

Nell'orto botanico di Palermo si combatte l'emergenza clima. In 3D

La dracaena dell'orto botanico di Palermo. 
“Anima Mundi” è un percorso naturalistico, interattivo e multimediale alla scoperta delle straordinarie piante del giardino. Ma è anche una sfida a prendere decisioni che condizioneranno gli esiti della battaglia contro il cambiamento climatico
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Camminare nelle sere d’estate tra i viali di uno dei giardini botanici più affascinanti del Mediterraneo, tra piante esotiche e rarissime, e all’improvviso, dal tronco spinoso di una Ceiba, trovarsi a interagire con Puch, lo spirito Maya dell’albero della vita, e un po’ avanti sentire cosa ha da dire Yara, il demone aborigeno che vive nel Ficus gigante, e ritornare così all’origine del mondo, quando e in ogni pianta o piccolo arbusto si riconosceva la sacralità della vita e farlo grazie alla tecnologia, la più umana delle tecniche.

Si chiama “Anima Mundi”, come il termine filosofico con cui i platonici indicavano il principio unificante da cui prendono forma i singoli organismi senza mai smettere di respirare all’unisono con la natura, ed è il primo percorso naturalistico, interattivo e multimediale realizzato in Italia dalla ODD Agency e che animerà tutte le sere i viali dell’Orto Botanico di Palermo dal primo luglio al 31 di agosto.

Un’esperienza che è insieme naturalistica, artistica, tecnologica e formativa, nella quale il fruitore sarà immerso in un percorso, della durata di un’ora circa, alla scoperta delle specie più straordinarie di piante e anche sfidato a prendere delle decisioni che condizioneranno gli esiti della battaglia contro un nemico comune, il cambiamento climatico.

"È la prima volta che non proiettiamo su pietre, ma interagiamo con esseri viventi come ficus, bambù e ceibe" dice Fabrizio Pedone della ODD Agency. "Questo lavoro, per il quale abbiamo impiegato più di due anni di studio e progettazione, è un passo avanti nel nostro percorso narrativo mirato a raccontare la comunione tra uomo e natura e a divulgare l’idea che minacciando la natura, l’uomo minaccia se stesso".

Si tratta di un itinerario altamente innovativo, il primo evento in Italia Human Environment Centred, ovvero relazionale, dove l’ambiente e l’uomo entrano in relazione stretta e reciproca con l’obiettivo di suscitare empatia attraverso le creature di luce e la narrazione dei miti legati ai vari esemplari coinvolti. Continua Pedone "Siamo partiti dall’idea che dietro ogni coltura c’è una cultura, da questo punto di vista l’Orto Botanico di Palermo è un punto di incontro straordinario tra culture che vengono da tutte le parti del mondo, dall’Australia all’Africa. Ecco perché abbiamo pensato di portare in vita gli spiriti delle piante, ma anche di metterli di fronte a un antagonista e alle minacce del cambiamento climatico. Chi partecipa ad Anima Mundi affronterà un vero e proprio cammino e le sue scelte condizioneranno l’evoluzione della storia".

Non solo video mapping, il percorso è stato creato perché possa essere una vera immersione nello spirito della natura, suscitando meraviglia e stupore, per questo si avvale anche di animazioni, scenografie, ologrammi che danno la sensazione di interagire con personaggi tridimensionale e la spazializzazione del suono.

Inoltre, visto che l’Orto Botanico non è solo un museo vivente, ma rappresenta anche una sorta di “dormitorio” per numerose specie di uccelli, “Anima Mundi” è stato coinvolto in un progetto innovativo, promosso dal SiMuA- Sistema Museale di Ateneo, di indagine sull'impatto dell'inquinamento acustico e luminoso sull’avifauna. «La valorizzazione dei beni culturali in ambiente naturalistico non deve disturbare gli ecosistemi coinvolti. Per questo abbiamo messo in pratica alcune accortezze che riguardano il nostro progetto, come evitare la riproduzione dei versi dei predatori, ma faremo anche un’attività di monitoraggio sugli effetti di luci e suoni, in modo da potere correggere il lavoro nostro e degli altri» conclude Pedone.