NON SPRECARE

Gli avvocati di strada in difesa dei più deboli

Alcuni volontari dell'associazione. Dal sito Avvocato di strada 
L'associazione di volontariato ha aperto 55 presidi in tutta italia, con oltre 1.000 legali che donano una parte del loro tempo per fornire assistenza a persone disagiate, in gran parte immigrati
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L’ultima sede si è appena aperta a Perugia. E così l’associazione di volontariato 'Avvocato di strada' è arrivata a 55 postazioni in tutte le regioni italiane. Oltre mille avvocati non sprecano il loro tempo e ne donano una parte a persone disagiate che non possono permettersi il lusso di una qualsiasi forma di assistenza legale.

Più della metà di queste pratiche riguardano immigrati, regolari ma poveri, e privi dei mezzi per affrontare un qualsiasi contenzioso. Una multa non pagata, un divorzio da gestire, la pensione da richiedere, il lavoro pagato in nero: per ciascuna di queste pratiche l’associazione Avvocato di strada interviene gratuitamente, attraverso la rete dei suoi sportelli, e copre anche le spese legali. Non mancano anche cause istruite per la violenza subita da un immigrato, come nel caso di S.H., aggredito e pestato, a Milano, da due ragazzi che volevano derubarlo. L’associazione è riuscita a fare condannare i due aggressori a 4 anni e 8 mesi di reclusione, e ha anche ottenuto per l’assistito un risarcimento di 25mila euro. 

Avvocato di strada nasce a Bologna nei primi anni del Duemila e da allora sono state assistite gratuitamente oltre 40mila persone, con una media che ha raggiunto le 3.800 pratiche all’anno, delle quali più del 60% si riferiscono a immigrati regolari ma impoveriti. Come Karim, un marocchino arrivato in Italia con un posto in una fabbrica metalmeccanica, travolta però dalla crisi economica e dalla pandemia. Esaurita la cassa integrazione e la mobilità, Karim è finito sotto sfratto e l’associazione è riuscita a difendere la sua casa aiutandolo a trovare un nuovo lavoro, indispensabile per pagare l’affitto.

"La nostra attività serve anche a dimostrare che non siamo così cinici e indifferenti come talvolta veniamo descritti" spiega Antonio Mumolo, presidente della onlus. "Prima di qualsiasi cosa, siamo esseri umani, e poi avvocati. Il Covid-19 ha aumentato povertà, paura e lacerazioni, e un’associazione come la nostra diventa un argine importante per affrontare problemi destinati ancora a crescere".

Massimiliano Arena, dopo molti anni di volontariato in Africa e in Sud America, ha capito che poteva fare molto anche in Italia, e così ha aperto la sezione di Avvocato di strada a Foggia. Lo sportello è nei pressi della stazione ferroviaria, e quando è aperto immediatamente si forma una fila di immigrati a caccia di qualcuno che possa aiutarli a rivendicare un sacrosanto diritto. Così arriva il bracciante costretto a stare 14 ore al giorno nei campi, lavorando in nero. Lo sfrattato che non sa più dove rifugiarsi. Il senza fissa dimora che cerca un posto, che non sia la strada, dove vivere. Arena ha messo insieme tante storie che sono entrate nel suo bagaglio professionale, e ha pubblicato per la casa editrice Baldini e Castoldi il libro Io, avvocato di strada. Una bella testimonianza di come il volontariato, immerso nei problemi della vita quotidiana, arricchisce la vita degli altri ma innanzitutto la propria.