Allevamenti

La bistecca inquinante fa litigare il governo spagnolo

Il ministro del Consumo, Alberto Garzón, aveva invitato a ridurre il consumo di carne. Il premier, Pedro Sanchez, gli ha risposto che niente è meglio di "un bel chuletón". Sugli allevamenti e il loro impatto si divide l'esecutivo
1 minuti di lettura

In mezzo a una conferenza stampa internazionale, in una base aerea in Lituania, Pedro Sanchez afferma con orgoglio: "Quando mi mettono nel piatto un bel chuletón ben cotto, la cosa è imbattibile". Stupore tra i lituani, giubilo tra allevatori e macellai. Perché il capo del governo spagnolo, uno che raramente rompe gli schemi, si mette a parlare della costata di manzo nel corso di una visita bilaterale? In patria infatti da un po' di ore era scoppiata una polemica infuocata. Ad accenderla era stato il ministro del Consumo, Alberto Garzón, leader di Izquierda Unida, che con un video ha aderito alla campagna "meno carne e più vita", "se riduciamo il consumo di carne, arrivando ai livelli raccomandati dalla scienza, si eviterebbero: il 50% delle emissione di gas serra associati all'alimentazione e il 20% delle morti premature".

Citare i dati scientifici (pubblicati in decine di studi e pubblicati dall'Oms) non è servito a molto. Su Garzón si è abbattuto un uragano, con l'accusa, assai imprecisa, di voler abolire la carne. Le associazioni degli allevatori sono scese in guerra, i giornali conservatori hanno attaccato il ministro di incoerenza, l'opposizione lo ha accusato di "voler decidere cosa fanno gli spagnoli dentro casa loro". Ma il fuoco è stato soprattutto quello amico. Prima di Pedro Sanchez, e il suo chuletón, poi il presidente della Castiglia la Mancha (terra di grandi allevamenti): "Se il ministro Garzón non ha nulla da fare non si inventi dei problemi. A Madrid si dicono cose molto sceme".

A reagire è stato anche Luis Planas, ministro dell'Agricoltura: "Non sapevo nulla di questa campagna. Il settore dell'allevamento è oggetto di critiche profondamente ingiuste e merita rispetto per il lavoro onesto che fa per la nostra alimentazione e la nostra economia". Vista l'ondata Garzon ha provato a spiegare: "Io non dico di eliminare la carne, ma di cambiare le abitudini dei consumatori - ha spiegato in un'intervista alla trasmissione radiofonica Hora 25 della Cadena Ser-. La scienza ha dimostrato che un consumo eccessivo di carne è legato a specifiche malattie cardiovascolari e l'impatto ecologico di alcuni allevamenti è impressionante". Il tono conciliante non è servito a molto, i giornali hanno persino tirato fuori le foto del matrimonio del ministro "con il filetto per 270 invitati". I retroscena politici scommettono che Garzon ora perderà il posto, lui dice che se ne farà una ragione. Ben cotto anche lui.