L'emergenza clima

Florida, la marea rossa torna a uccidere tonnellate di pesci

La moria di pesci a Fort De Soto Park, Tierra Verde, Florida (Usa) (afp)
Il fenomeno naturale, dopo che nel 2018 morirono centinaia di cetacei, torna a colpire le coste Usa. Gli esperti: "In futuro più intenso e frequente per surriscaldamento e inquinamento"
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Solo qualche settimana fa, le immagini devastanti di miliardi di organismi marini uccisi in Canada dall'ondata di calore, una distesa di cozze e molluschi morti lungo le spiagge di Vancouver. In quel caso, complice la crisi climatica, si crede siano state le elevate temperature a far strage di animali. Ora, dalla Florida, altre immagini di pesci e creature marine uccise: questa volta è nuovamente la marea rossa, la fioritura di alghe particolarmente nocive per gli animali, a mostrarci immagini impietose di una distesa di pesci morti lungo la spiaggia di Coquina n Florida. Si tratta di un fenomeno naturale, causato da un pericoloso organismo monocellulare, noto come Karenia brevis, che secondo le prime stime ha portato a 600 tonnellate di pesci morti lungo la costa americana.
 

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Nel 2018 proprio in Florida, dove circa una volta l'anno si registra il fenomeno, quasi duecento fra delfini e lamantini furono uccisi dalla marea rossa. L'alga che rilascia una neurotossina letale per la fauna marina ha ucciso così nuovamente lungo vari tratti della Florida, per esempio a Tampa Bay. Un fenomeno, quello della marea rossa, che troppo spesso recentemente si sta registrando anche a inizio estate, mentre solitamente era legato all'autunno-inverno: gli scienziati ipotizzano che in questo anticipo ci siano connessioni con la crisi climatica e l'inquinamento ambientale. L'accumulo di grandi quantità di pesci morti sulle spiagge, oltretutto particolarmente maleodoranti raccontano i residenti della Florida, potrebbe poi essere legato ai venti della tempesta tropicale Elsa.
 

Pochi gli effetti sull'uomo, se non più che altro un solletico alla gola per chi ha transitato nelle aree colpite dalla marea rossa. Quella di quest'anno, secondo Kate Hubbard, ricercatrice presso la Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, per portata è una fioritura insolita per Tampa Bay e le concentrazioni di batteri in alcune zone della baia sono state da 10 a 17 volte le concentrazioni normalmente considerate alte, tanto che possono causare "problemi respiratori significativi nelle persone e uccisioni di pesci" spiegano gli esperti.
 
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Fra le concause della portata dell'ultima fioritura, si crede infine che ci possa essere anche un nesso con delle perdite rilevate in primavera da un importante serbatoio di acque reflue a Piney Point, a sud di Tampa e, come detto, gli scienziati dell'Università della Florida sostengono anche che nel tempo il riscaldamento degli oceani legato alla crisi climatica possa far diventare le ''maree rosse'' più frequenti e impattanti per la fauna marina.