Biodiversità

Uomini e animali, il più veloce? Quando a battere il record è un ragno

Una ricerca tedesca indaga su cosa rende tanti animali irraggiungibili persino per i migliori velocisti della nostra specie. Con risultati fantasiosi
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I migliori atleti del Pianeta corrono i 100 metri raggiungendo velocità prossime ai 45 chilometri orari. Impresa impressionante per un essere umano, ma nulla di che se guardiamo ai nostri parenti nel regno animale: con uno sprint del genere, infatti, si supera a malapena la massima velocità di un gatto domestico. Veramente poca cosa di fronte ai 100 chilometri orari di un ghepardo, i 90 di antilope, o persino i rispettabili 60 chilometri orari che raggiungono lepri e facoceri.

Facoceri nel Kruger National Park, Sudafrica (Cameron Spencer/Getty Images) 

Cosa rende tanti animali irraggiungibili persino per i migliori velocisti della nostra specie? Un mix di dimensioni corporee, forma del corpo e mobilità della spina dorsale, caratteristiche che un team di ricercatori dell'Università di Colonia ha utilizzato per realizzare un modello matematico che permette di calcolare, a priori, la massima velocità raggiungibile da qualunque essere vivente, vero, o fantastico, che sia.

Kimana Sanctuary, Kenya (Africa) 

Uomini ed elefanti: 40 km all'ora

La ricerca, apparsa sul Journal of Theoretical Biology, ha aiutato i suoi autori di rispondere a una serie di importanti domande sui fattori biologici che influenzano la velocità degli animali, come ad esempio la constatazione, in qualche modo non intuitiva, che gli animali più grandi non sono mai anche i più veloci: nonostante il vantaggio fornito dalle sue lunghissime gambe e dai suoi potenti muscoli, ad esempio, un elefante raggiunge una velocità massima simile a quella di un velocista umano (intorno ai 40 chilometri orari).

La forma è importante

Lo studio dei ricercatori tedeschi ha permesso infatti di portare alla luce in che modo i corpi degli animali si trovino a dover bilanciare fattori come la forza propulsiva delle zampe, la resistenza dell'aria e l'inerzia dei muscoli propulsori, per permettere di raggiungere la massima velocità possibile in funzione delle dimensioni corporee. Lavorando su queste caratteristiche, hanno ottenuto un modello con cui è possibile prevedere la strada che l'evoluzione deve seguire nel dare forma ai corpi animali ottimizzandoli per la massima velocità possibile negli spostamenti. “Questa strada descrive in che modo la forma degli organismi deve cambiare in funzione delle loro dimensioni per permettere di mantenere un'alta velocità di corsa – spiega lo zoologo Tom Weihmann – e anche in che modo la specifica forma che prende un organismo determina la massima velocità a cui si può spostare correndo”.

Peso e velocità: la soglia dei 50 kg

Cosa ci dice tutto questo? Nel caso degli elefanti, a limitare la loro velocità di corsa è il peso del corpo. “Quando un animale diventa troppo pesante, anche il possesso di muscoli estremamente potenti non aiuta, perché muscoli di dimensioni maggiori impiegano più tempo a contrarsi viaggiando a massima velocità”, prosegue Weihmann. “Intorno ai 50 chili di peso la massima velocità raggiungibile da un animale inizia a decrescere: non a caso, si tratta più o meno del peso medio di ghepardi e antilocapre, gli animali più veloci del pianeta”.

Bestie fantastiche

Ottenuto il modello, i ricercatori si sono potuti divertire anche a calcolare non solo la velocità massima degli animali conosciuti, ma anche quella di bestie fantastiche come Shelob, l'enorme demone/ragno immaginato da J.R.R. Tolkien ne “Signore degli Anelli”: nel suo caso, senza prendere in considerazione la magia o altre influenze sovrannaturali, la velocità massima raggiungibile durante uno scatto dovrebbe essere pari a circa 60 chilometri orari. Tornando a noi, cosa dice lo studio rispetto alla velocità degli esseri umani? Calcoli alla mano, l'attuale record del mondo sui 100 metri è già estremamente prossimo alla massima velocità teoricamente raggiungibile da un corpo dalla forma umana. Mettendo da parte scarpe high tech o altre invenzioni futuristiche, solo gambe più lunghe o tendini più elastici permetterebbero a un corpo come il nostro di correre a velocità ancora superiori. Adattamenti che evidentemente, però, nel corso della nostra evoluzione non sono risultati poi così decisivi.