Itinerari del cicloturismo

Il giro del Lago d'Orta in bici: wilderness, arte e fiumi controcorrente

Chiunque può portare a termine questo percorso (nemmeno 40 km, dislivello irrisorio) senza patimenti

3 minuti di lettura

Honoré de Balzac, di rientro da uno dei suoi proverbiali e faticosissimi viaggi oltreoceano, lo definì "un lago dalle dimensioni umane". Che avesse ragione o torto, fa poca differenza: il lago d'Orta o Cusio (l'altro nome con cui viene chiamato questo piccolo specchio d'acqua piemontese) è un lago che riappacifica con i sensi. Il suo essere di dimensioni ridotte, dove tutto sembra a portata di sguardo, ci riconcilia con una prospettiva più umana cui forse non eravamo più abituati. Riprendendo infatti la definizione di Balzac, potremmo aggiungere che questo è anche uno straordinario lago a misura di ciclista.

Il giro completo del Cusio è breve, nemmeno 40 chilometri. Il dislivello è irrisorio: 300 metri scarsi. Strade tutto sommato poco trafficate (soprattutto se fuori stagione: andateci adesso, in autunno, non ve ne pentirete), asfalto in ottime condizioni. Chiunque può portare a termine questo percorso senza patimenti particolari, ma, soprattutto, chiunque ami la bici non può non venirci a pedalare almeno una volta.

Il lago d'Orta visto da nord. Getty 

Il lago d'Orta è compreso tra le province di Novara e quella del Verbano-Cusio-Ossola, poco più a est c'è il lago Maggiore mentre a occidente c'è l'altrettanto bella (e altrettanto pedalabile) Valsesia. Il nostro itinerario prevede di compiere il periplo del lago partendo dalla sponda occidentale in senso orario (nulla vieta però, per chi volesse, di percorrerlo in senso opposto).

Punto di partenza: il piccolo paese di Gozzano, poco più a nord di Borgomanero, facilmente raggiungibile in treno: i convogli regionali consentono quasi tutti il trasporto bici, ricordiamolo. E lasciare a casa l'auto è sempre un'ottima scelta. Aiuta a distendere i nervi e a preservare l'ambiente. 
 

Scegliamo di costeggiare il Cusio percorrendo la strada leggermente più in quota, non quella costiera: lo spettacolo del paesaggio si gode meglio da qui, un po' più in alto. Aperture sul lago ci regalano scorci panoramici di straordinaria suggestione, in particolare in questa stagione. La natura si fa subito molto selvaggia e vergine, i paesi, su questa sponda del lago, sono pochi. Anzi praticamente assenti. Fatta eccezione per qualche piccolo agglomerato di case dai buffi nomi: Pella (bellissima la sua torre medioevale), Cesara, Brolo.

Il punto più a nord del lago è Omegna, centro invece decisamente più grande e ideale per un caffè o comunque per una pausa ristoratrice. Qui c'è un fenomeno più unico che raro. È il torrente Nigoglia: esce del lago d'Orta e scorre... all'insù, verso nord, anziché all'ingiù, verso il mare.

Il torrente Nigoglia a Omegna. Wikipedia 

Dopo Omegna si passa sulla sponda orientale del lago. Siamo alle pendici del celebre Mottarone (1492 metri), meta indiscussa dei grimpeur della zona. La strada, da qui in avanti, si fa più piatta, i piccoli saliscendi della prima parte sono solo un ricordo. Lasciatevi trasportare allora dal vento, se avrete la fortuna di averlo a favore, e godetevi lo spettacolo di Orta San Giulio con la sua splendida isola. Abbarbicata al cucuzzolo emerso c'è l'abbazia: è circondata da un gruppetto di piccole fedelissime case. Se avete tempo, lasciatevi tentare dall'idea battello + bici e andate a visitarla.

Tornando sulla terra ferma, proprio sul promontorio che sta alle vostre spalle c'è la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte di Orta: vanta ben 21 cappelle edificate tra la fine del Sedicesimo e l'inizio del Diciottesimo secolo, con affreschi e sculture raffiguranti episodi della vita di San Francesco.

 

Superato il piccolo borgo di Vacciago, gli ultimi chilometri del nostro itinerario prevedono un piccolo strappetto finale in salita. Le pendenze sono assolutamente abbordabili e in tutto misura appena un chilometro. Ce la possiamo fare. È quello che nei pressi di Buccione ci riporta sulla strada per Gozzano, punto di partenza e d'arrivo del nostro giro. A questo punto il periplo del lago  è completo.
 

Senza fare troppa fatica, abbiamo scoperto uno specchio d'acqua dalle mille meraviglie. Appartato tra monti e valli selvagge e dimenticate, luoghi che sono autentiche perle del patrimonio naturalistico italiano. Come la selvaggia Val Strona (sopra Omegna) o l'ancora più estrema Val Grande, poco più a nord. Quest'ultima è nota in tutta Europa per essere l'area wilderness più estesa delle Alpi e d'Italia. Il suo territorio è estremamente esteso e totalmente privo di insediamenti umani: caratteristiche che ne fanno un autentico paradiso per amanti del trekking e della natura. Ma, attenzione: se vi avventurate in Val Grande, fatelo con una guida ufficiale del parco e senza allontanarvi dai sentieri mappati. Perdersi qui è un attimo.

Tornando al nostro giro del Cusio, vanno bene tutti i tipi di bici, con una predilezione per quella da corsa o, per chi non ne avesse dimestichezza, con quella da turismo. Divertitevi e, soprattutto, guardatevi intorno. Siete in un piccolo paradiso.

  • Distanza: 38 km
  • Dislivello: 290 m
  • Tempo di percorrenza: 2 ore e mezzo
  • Dove: partenza e arrivo da Gozzano Lago d'Orta (No); altitudine massima Cesara (479 m)
  • Livello: facile
  • Bici: da corsa o da turismo