Economia circolare

Future Track: come riciclare la merce contraffatta invece di incenerirla

Future Track: come riciclare la merce contraffatta invece di incenerirla
L'idea è della startup Ri.Circola assieme all'associazione Indicam. Con l'università di Modena stanno mettendo a punto il progetto per trovare un'alternativa sostenibile a 569 milioni di oggetti sequestrati
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Tutti meritano una seconda chance. Ogni oggetto può essere trasformato, rimodellato per una nuova vita. Bottiglie di plastica e reti ripescate dagli oceani, fuse insieme che diventano bracciali; scarti di agricoltura tramutati in costumi da bagno; vecchi teli di camion impiegati per realizzare borse e valige; cartacce riplasmate in accessori green. Gli operatori del mondo della moda lo sanno bene: niente si distrugge, tutto si trasforma. E allora perché si bruciano 569 milioni di oggetti, tra borse e scarpe, vestiti e occhiali? Una montagna di tessuti, plastiche, metalli che dopo essere rimaste per molto tempo nei magazzini, finiscono nell'inceneritore. Si tratta di merci contraffatte, oggetto di sequestri giudiziari. Un grande spreco. Almeno, guardando i dati forniti da Iperico (la piattaforma del ministero per lo Sviluppo Economico) che indica tra il 2008 e il 2019 sono 184,9 mila i sequestri per contraffazione (qui il report in .pdf). Non solo di oggetti di abbigliamento e accessori, ma anche di giocattoli e apparecchiature elettriche. Valore complessivo: oltre 5,8 miliardi di euro. Che, alla fine di procedimenti penali a carico dei contraffattori, finiscono nell'inceneritore.

Due gruppi di lavoro e un processo in tre fasi  

L'idea di riutilizzare e reinserire tutta questa montagna di merce, che altrimenti andrebbe sprecata, in un nuovo processo produttivo è della start up Ri.Circola - il cui presidente Nelson Marmiroli è professore emerito presso l'università di Parma - e dell'associazione Indicam, specializzata nella difesa dei diritti della proprietà individuale. Il loro progetto chiamato Future Track è stato pubblicato sul magazine online EconomiaCircolare.com.
 

Del progetto che avrà l'obiettivo di trovare un'alternativa sostenibile alle merci contraffatte, si stanno occupando due gruppi di lavoro dell'università di Modena: uno sta analizzando un sistema logistico ad hoc, l'altro si occuperà della parte informatica.

Tre le fasi previste con l'obiettivo di ottimizzare i costi ambientali e la gestione delle merci. Il primo step prevede la creazione di un database delle merci stoccate nei depositi in giro per l'Italia per organizzare sia i flussi informativi che la logistica.  
 

Il secondo punto riguarda il trasferimento nelle strutture di riciclo. "La terza e ultima fase, più tecnologica, si concentra sullo sviluppo di piattaforme avanzate, a basso consumo energetico, per un riciclo complesso; anche per la varietà dei materiali che si possono trovare nel prodotto contraffatto" si legge nel progetto. "Questo sistema informativo deve essere in grado indicare e suggerire sulla base delle caratteristiche dei materiali, quali sono le varie destinazioni in funzione al loro trattamento". Cosa verranno riutilizzate scarpe, borse e i loro scarti? Le idee per vestirsi in modo etico, limitando gli sprechi, sono tante. Ma questo il mondo della moda lo sa già.