L'analisi

Dalla Svezia a Parigi: 50 anni di promesse

Una protesta a Stoccolma nel 1972, durante la confrenza per l'ambiente Onu. -/Pressens Bild/Afp via Getty Images 
Nel 1972 a Stoccolma il primo incontro dal titolo "Una sola Terra". Ma i pericoli non erano evidenti e tra tanti argomenti si parlò di tutto tranne che di clima: il tema venne sollevato a Kyoto nel 1997
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Il primo incontro internazionale sull'ambiente si svolse quasi 50 anni fa e fu la Conferenza di Stoccolma Onu del 1972, (Una sola Terra), ma tra i tanti argomenti non si parlò di clima, poiché allora ancora non si sapeva che la temperatura del pianeta stava crescendo. Iniziavano a comprenderlo soltanto pochissimi scienziati che dopo alcuni anni dal 1980 cominciarono a vedersi annualmente a Villach in Austria.

Fu da questi primi studi, che portarono all'incontro della diplomazia internazionale dell'Unep (il programma dell'Onu per l'ambiente) con la Organizzazione mondiale della meteorologia, che si giunse nel 1987 al Protocollo di Montreal relativo al buco d'ozono e nel 1988 alla prima conferenza dedicata ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze, la Conferenza mondiale sul cambiamento dell'atmosfera: implicazioni per la sicurezza globale. Il Protocollo stabilì l'eliminazione dai cicli produttivi dei clorofluorocarburi e di altri composti responsabili della riduzione dello strato di ozono che circonda il pianeta proteggendolo dalle radiazioni ultraviolette del sole; ratificato da molti stati, nel tempo ha portato a buoni risultati e a una diminuzione della preoccupazione mondiale in merito.


A seguito della Conferenza di Toronto, l'Onu predispose insieme all'Organizzazione mondiale della meteorologia due livelli di azione sul problema dell'innalzamento della temperatura: un livello scientifico rappresentato dall'Intergovernamental Panel on Climate Change (Ipcc) formato da un pool di esperti, e l'altro livello di cooperazione e decisioni internazionali rappresentato dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici e dall'organo che raccoglie gli Stati che vi aderiscono, la Conferenza delle parti che si riunisce periodicamente (abbreviazione di Conferenza delle parti aderenti alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell'Onu, Cop). L'Ipcc fu creato nel 1988 con sede a Ginevra, e gli fu attribuito il compito di studiare il riscaldamento globale e i conseguenti cambiamenti climatici e di pubblicare rapporti periodici.

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La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici fu predisposta come uno dei documenti della Conferenza sull'ambiente e sullo sviluppo dell'Onu che si svolse a Rio de Janeiro nel 1992. Pose come obiettivo principale la stabilizzazione delle concentrazioni di inquinanti nell'atmosfera, e stabilì norme cornice da precisare con protocolli aggiuntivi e applicativi da negoziarsi in un secondo momento; definì inoltre la responsabilità comune ma differenziata dei Paesi nell'inquinamento atmosferico, poiché a quelli industrializzati risultavano attribuibili i 3/4 delle emissioni, responsabilità accentuata considerando le quantità di inquinanti accumulate dalla Rivoluzione industriale in poi.

Al suo terzo incontro nel 1997 a Kyoto (Cop3) la Conferenza delle parti emanò il Protocollo di Kyoto, che definì gli obiettivi espliciti e vincolanti di riduzione delle emissioni di gas serra. Fu stabilito che il Protocollo sarebbe entrato in vigore quando sarebbe stato ratificato da 55 paesi responsabili insieme di almeno il 55% delle emissioni mondiali, condizione che fu raggiunta con la ratifica della Russia nel 2004, che così rese possibile farlo entrare in funzione nel 2005; l'impegno fu una riduzione delle emissioni del 5,2% rispetto al 1990, per il periodo 2008-2012. Il Protocollo contenne un meccanismo di scambio di "crediti di riduzione delle emissioni": un Paese che abbia ridotto il proprio inquinamento in misura maggiore all'obiettivo, o abbia realizzato iniziative di riduzione delle emissioni in altri paesi, acquisisce crediti scambiabili con paesi che, al contrario, non sono in grado di rispettare l'obiettivo.

La Conferenza delle parti ha continuato nel tempo a riunirsi periodicamente, come era suo compito. Dei suoi incontri il più importante è stato il ventunesimo (Cop 21), la Conferenza di Parigi, nel 2015; in una situazione internazionale di emergenza crescente, nell'incontro fu recepito l'aggiornamento indicato dall'Ipcc nel 2014 di stabilizzare le emissioni di gas serra su un livello che permetta di mantenere l'aumento della temperatura media mondiale al di sotto di 2 °C (rispetto al livello preindustriale calcolato al 1750), e ha aggiunto l'ulteriore impegno di proseguire le azioni per limitare l'aumento a 1,5 °C.

Tra gli accordi internazionali deve essere ricordato anche il provvedimento dell'Unione Europea del 2009 "Pacchetto per il clima e l'energia 2020", un insieme di norme per ridurre le emissioni del continente del 20% entro il 2020 rispetto al 1990, da ottenersi con un aumento dell'impiego di rinnovabili e con un incremento dell'efficienza energetica; nel 2014 i suoi obiettivi sono stati modificati in una riduzione del 40% entro il 2030 rispetto al 1990.

Come in tutti gli incontri internazionali, anche in quelli su materie ambientali si sono registrati spesso diversità di vedute e controversie, ma essi rappresentano comunque uno dei pilastri indispensabili nell'opera collettiva di contrasto al degrado del pianeta.