Con il 110% bonus generosi per chi ristruttura, ma occhio al fattore tempo

Con il 110% bonus generosi per chi ristruttura, ma occhio al fattore tempo
Burocrazia e liste d'attesa per l'avvio dei lavori rischiano di riportare in auge le vecchie facilitazioni
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A girare per le città piccole e grandi è tutto un fiorire di ponteggi. Basta questo colpo d'occhio per capire l'accoglienza riservata dagli italiani al Superbonus 110%, la detrazione che viene concessa a chi mette mano all'immobile conseguendo un miglioramento di almeno due classi energetiche. Dopo mesi di incertezza, dovuti a contorni della normativa non propriamente chiari, si è fatta chiarezza e ora è partita la corsa ai lavori.

 

A guardare i numeri dell'Enea, al quale devono essere inviate le asseverazioni, si ha un quadro aggiornato, dato che le pratiche approvate a fine ottobre ammontavano a 57.664, ma negli ultimi giorni vi è stata una vera e propria esplosione, che sarà evidente con il consuntivo dei prossimi mesi.

 

L'indagine Swg

Una voglia di riqualificazione che non sorprende: dall'indagine di Swg "Gli italiani e l'abitare sostenibile" (che ha coinvolto un campione di 1475 intervistati) emerge come oltre il 40% degli italiani ritiene la propria casa poco o per nulla sostenibile. Nel 71% dei casi si tratta di un'abitazione costruita più di 35 anni fa che solo in meno della metà dei casi è stato oggetto di qualche tipo di ristrutturazione. A questo proposito è molto alto l'interesse per il miglioramento della sostenibilità ambientale della propria casa, soprattutto nella fascia di età tra i 18-34 anni e tra coloro che sono in cerca di una nuova abitazione. Anche tra gli affittuari, due su tre vorrebbero abitare in una casa più sostenibile, per motivi legati alla salvaguardia dell'ambiente e non solo per ridurre i costi energetici e di riscaldamento. Dal report emerge, inoltre, una diffusa disponibilità a pagare di più per un'abitazione sostenibile, mentre a livello di interventi la priorità viene data a quelli legati a un maggior isolamento termico.

 

Pro e contro

In questo contesto favorevole, la generosità del beneficio fiscale, insieme con la possibilità di cedere il credito al costruttore in cambio di lavori a costo zero, è la ragione principale che sta favorendo il boom del Superbonus. Di contro non mancano alcuni fattori di criticità. Innanzitutto la burocrazia necessaria e la severità del legislatore in caso di irregolarità. In secondo luogo il limite temporale al 2022 per le case unifamiliari e plurifamiliari. Da Nord a Sud si segnalano lunghe liste d'attesa per i ponteggi e il rischio di non rispettare le tempistiche in caso di imprevisti è elevato.

 

Secondo Confindustria Assoimmobiliare andrebbero, inoltre, snelliti i processi burocratici per l'accesso ai contributi previsti dal Superbonus 110%. Per rendere più incisivo l'incentivo, secondo l'associazione, quest'ultimo andrebbe infine esteso (per un periodo superiore ai due anni) a tipologie diverse di asset class oltre quella residenziale, a una platea più ampia di utilizzatori come Oicr (organismi di investimento collettivo del risparmio), fondi e Siiq (società di investimento immobiliare quotate) e agli immobili caratterizzati da interventi di edilizia libera e con difformità minori, anche in assenza di asseverazione di conformità urbanistica ed edilizia.