Record storico di vendite per il Brunello: +43%. Rivoluzione green in vigna: la metà è biologica

Il panorama di Montalcino 
Doppia sorpresa per il principe dei vini toscani: Montalcino è sempre più "verde" e sui mercati le super annate 2015 e 2016 segnano un maxi incremento di sigilli di Stato assegnati nei primi 4 mesi di quest’anno rispetto alla media del triennio 2018-2020
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Doppia sorpresa per il Brunello: a Montalcino metà della vigna è green, con una percentuale di 3 volte superiore alla media nazionale. E sui mercati le super annate 2015 e 2016 segnano un record storico, con un incremento del 43% di vendita, o meglio, di fascette consegnate nei primi 4 mesi di quest’anno rispetto alla media del triennio 2018-2020. Sono le buone notizie in arrivo da Benvenuto Brunello, la presentazione delle nuove annate nell’ambito delle Anteprime Toscane, che quest’anno assume il sapore della ripartenza, se non del vero e proprio sprint.

Il paesaggio di Montalcino 

Sul fronte della sostenibilità, secondo un’analisi del Consorzio del vino Brunello di Montalcino risulta che l’alta qualità del principe dei vini toscani vada di pari passo con la sua propensione green, con una vigna bio che oggi sfiora il 50% del totale coltivato per la docg. Altissima anche la percentuale di viticoltori convertiti (o in fase di conversione) alla pratica sostenibile: 106 su 257 aziende, oltre 4 su 10. «Siamo soddisfatti per una transizione che si sta rivelando più veloce del previsto - dice il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci -. A Montalcino la vigna ha sempre avuto un ruolo rispettoso dell’ambiente, e rappresenta solo il 15% delle aree rurali, in un territorio contraddistinto da una notevole biodiversità con un patrimonio boschivo che copre il 50% del totale ma anche con oliveti, seminativi, pascoli e altre piantagioni».

La presentazione delle nuove annate di Brunello nell’ambito delle Anteprime Toscane 

Il vino biologico italiano è cresciuto di oltre il 100% nell’ultimo decennio e, in termini di ettari, a livello globale vale il 25% della superficie coltivata. Secondo Sinab, la superficie bio nazionale (107 mila ettari) rappresenta una quota media del 16,5% del vigneto Italia, con una crescita media annua del 7% negli ultimi 5 anni. Tra le regioni a maggior incidenza bio rispetto al vigneto, vince la Calabria (37,3%), seguita dalle Marche (33,8%) e dalla Sicilia (30,9%). La Toscana, terza assoluta per numero di ettari, è al quarto posto con il 24,4% della propria coltivazione regionale certificata biologica e con Montalcino al 49,9%.

Una tendenza che, evidentemente, viene premiata anche dal mercato. Lasciati alle spalle i duri mesi del lockdown, la corsa agli acquisti di Brunello è proseguita anche ad aprile, complici le due eccellenti annate 2015 e, soprattutto, 2016. «Da maggio 2020 ad aprile 2021 abbiamo registrato il record assoluto nella storia recente della Docg di fascette consegnate per le bottiglie collocate sul mercato» dicono dal Consorzio. «Nonostante le difficoltà che tutti conosciamo, siamo riusciti a chiudere molto bene il 2020, ma il vero exploit lo stiamo registrando adesso: nei primi 4 mesi di quest’anno l’incremento sullo stesso periodo dello scorso anno è addirittura del 38%». Ma ciò che balza all’occhio è anche il +43% di sigilli di Stato richiesti nel quadrimestre rispetto alla media del triennio 2018-2020.

Per quanto riguarda l’annata 2016, da metà novembre a oggi ha sommato 5,7 milioni di fascette consegnate alle 250 imprese di Montalcino, ben oltre la metà dell’intera produzione. «È un po’ come quando esce il nuovo modello di uno smartphone: qui però, invece che davanti ai negozi, le file si formano davanti alle cantine, con gli importatori e le enoteche che comprano per fare scorta - dice il presidente Bindocci -. E non ci fermiamo: siamo pronti ad accelerare sui mercati emergenti, Estremo Oriente in primis, e a consolidare il primato negli Usa e le vendite nel Nord Europa, forti anche della tendenza bio sempre più evidente».