Non ti piacciono i formaggi? Così ho fatto cambiare idea alla mia amica

Un viaggio lungo l'Italia, dal Piemontre alla Sicilia, attraverso specialità casearie inedite: alla scoperta di sapori contrastanti e abbinamenti sorprendenti. E alla fine che cosa avrà deciso la ragazza reticente rispetto al cacio?
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"Non mi piace il formaggio". Questa è stata la prima affermazione che la mia amica ha dichiarato non appena ha messo a piede a Cheese. Ed io, braidese doc, le ho strizzato l'occhio, dicendo "Questo è quello che credi!", convinta che sarei riuscita a farle cambiare idea nell'arco della mattinata. Così ci siamo avventurate insieme per le via di Bra, alla scoperta dei formaggi più sensazionali di questa manifestazione. 

Il nostro viaggio è iniziato con dei formaggi dei Monti Sibillini, situati nelle lontane Marche: tanti piccoli tomini di capra lavorati con caglio vegetale e dagli abbinamenti sorprendenti: limone, fragola, miele, fiori... È bastato l'assaggio di una fettina della forma ai fiori di zucca per avere il forte contrasto tra il salato e il dolce, l'abbinamento inaspettato del caprino saporito con il delicato fiore.

Successivamente abbiamo assaporato la Puglia con un apparentemente normale cremino al peperoncino, il quale ci ha particolarmente stupito. Infatti, dopo il suo classico sapore, è esploso il piccante del peperoncino contenuto, lasciando un retrogusto avvolgente e deciso. In seguito, risalendo in Toscana, siamo state attirate da un pecorino tanto morato quanto misterioso. Quindi, incuriosite, abbiamo scoperto la storia di questo formaggio, affinato nelle botti della vinaccia, come la tradizione comanda.

L'impatto forte e salato era arricchito dal retrogusto delicato del vino e dall'aroma tipica delle botti in legno, che, chiudendo gli occhi, ci ha trasportate  nelle antiche cantine toscane. Dalle arance della Sicilia ha preso il colore vivace un pecorino ennese, impreziosito dallo  zafferano e personalizzato col pepe: l'aroma delle spezie era accompagnatrice della pasta avvolgente e decisa, che ci ha convinte a conoscere il suo cugino. Subito affianco, infatti, abbiamo assaporato un pecorino al  pistacchio e olio d'oliva, dal carattere più morbido e delicato grazie alla dolcezza del pistacchio e la leggerezza dell'olio.

Tornando a casa in Piemonte siamo state accolte dal calore del Marsala, intrappolato in uno storico blu antico. In un attimo siamo riuscita a immaginare le familiari cantine locali.  L'ultima tappa del nostro viaggio gastronomico è stata la Campania, che ci ha abbracciate con due formaggi tanto simpatici quanto particolari. Il primo è stato un Gigetto arricchito da rose e rosmarino, la cui pasta tenera si sposava perfettamente con il gusto di boccioli appena fioriti e l'elegante rosmarino. Infine, ci siamo salutate con una  mozzarella nella mortella, inaspettatamente consistente e dal gusto aromatico esuberante tipico del mirto.

Alla fine della nostro, ho rivolto uno sguardo saccente alla mia compagna di avventure e le ho domandato incuriosita e trepidante: "Che ne pensi ora? Continuano a non piacerti i formaggi?" sicura che la mia guida tra i tesori caseari scoperti le avesse fatto cambiare idea. Lei, ridendo come se si fosse aspettata la domanda,  ha risposto con un semplice "Forse", facendomi capire che la mia missione era stata compiuta con successo.