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Caterina Ceraudo a Bologna: la principessa di Calabria che porta in alto la regione

Caterina Ceraudo
Caterina Ceraudo 
La cuoca 35enne, che nel 2017 è stata nominata migliore chef donna dalla Michelin, sarà tra i protagonisti della grande festa del Gusto a Bologna
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Era una bambina quando papà Roberto ricostruiva pietra dopo pietra il piccolo regno di cui oggi è principessa incontrastata. E stellata. Caterina Ceraudo ora ha 35 anni e non è più soltanto una promessa. Nel casolare seicentesco restaurato che a Strongoli (Crotone) ospita Dattilo, fulcro di un’azienda agricola a gestione familiare, la conferma del riconoscimento Michelin non è affatto un punto di arrivo, anche se nel 2023 ci saranno molte candeline da spegnere: vent’anni di ristorante e mezzo secolo di azienda.

 

È un’atmosfera da favola quella in cui si muove Caterina, che cucina sempre con la musica in sottofondo: un giardino mediterraneo con ulivi secolari e agrumeti, pini marittimi e melograni affacciati sullo Ionio. Qui coccola i suoi ospiti fin dalla prima colazione gourmet con preparazioni espresse, frutta di stagione, succhi biologici di sua produzione e marmellate da spalmare su fette biscottate artigianali. Piccole attenzioni per una sosta gioiosa: d’altra parte “Felice è colui che fa felici gli altri” è il motto inciso all’altezza della meridiana sull’edificio principale di questo caseggiato baronale del 1600. La passione di Caterina per la cucina esplode nel 2006, quando nel ristorante nato da poco inizia a occuparsi della carta dei vini e del servizio in sala: Dattilo vantava già una stella Michelin e questo – racconta lei oggi – «mi ha spronata ogni giorno a mantenere quel riconoscimento». Laurea in enologia a Pisa nel 2011, frequenta la Scuola di Alta Formazione di Niko Romito, dove impara il rispetto per il cibo e la materia prima dalla nascita alla trasformazione nel piatto.

 

È Donna chef dell’anno nel 2016 secondo Identità Golose e nel 2017 – anno in cui viene menzionata dal Nyt – per la guida Michelin, che le riconfermerà la stella verde (la prima risale al 2019) per il suo impegno su sostenibilità e ambiente. Quasi una missione, che la vede anche nei panni di divulgatrice: nel programma tv Green Storyteller con sei colleghi ha rilanciato la lotta allo spreco alimentare. «Le pietanze che arrivano a tavola – dice – rivelano l’anima gastronomica della mia Calabria, terra inesplorata e da scoprire, ricca di storia e agricoltura con una grande scelta di materia prima, dalla carne al pesce, alle verdure, al vino e all’olio». Da lei respirerete aria di casa: oltre al padre la supportano la sorella Susy, laureata in economia, che si occupa di marketing, accoglienza e sala, e il fratello Giuseppe, che ha seguito le orme del papà e cura la parte agronomica della tenuta.