Berlusconi da Mediaset al Colle senza Salvini

In principio fu Mediaset. Come sempre, del resto. Ma fu anche Joe Biden, in fondo. Vero. Comunque sia, Silvio Berlusconi, il vecchio B. - leader di Forza Italia e capo di una pattuglia di parlamentari che perde pezzi, ma potrebbe essere ancora determinante di qua e di là - ha trovato il modo di tornare sul palcoscenico della politica. Per allestire un nuovo spettacolo.

Mediaset, dunque. In nome dell'italianità, insomma per difendere l'azienda di famiglia dai continui attacchi dell'ingombrante socio francese Vincent Bollorè (Vivendi), B. ha chiesto aiuto a Zingaretti e a Conte, che sono stati ben contenti di dire sì: con un emendamento infilato in uno dei decreti Covid e ribattezzato SalvaMediaset, il governo ha reso pressoché impossibile la scalata francese. Ma in politica ogni soccorso, si sa, pretende delle contropartite, e così è stato chiesto al cavaliere di dare una mano alla maggioranza per approvare senza rischi la manovra di bilancio e gli aiuti all'economia: l'alleato M5S non si sa da che parte stia e agli ordini di chi...

Sta cambiando la maggioranza? S'avanza un inciucio 2.0? Difficile dirlo, più probabile che nasca una sorta di patto, come se ne sono visti tanti finora, e dai quali ciascuno trae un vantaggio. Il Pd, per esempio, mette al riparo le misure anti e post Covid e intravede, in sintonia con Sergio Mattarella, la possibilità di atteggiamenti nuovi, se non di maggioranza, di unità nazionale.

Gongola Renzi - sponsor dell'operazione e fan da sempre dell'abbraccio con Berlusconi - al quale si attribuisce il sogno di conquistare la segreteria generale della Nato, per la quale occorre vasto consenso. Fanno ovviamente i capricci alcuni grillini che non vorrebbero tra i piedi l'odiato Silvio, ma capiscono anche che un'alleanza con lui, purché tattica e non strategica, regalerebbe loro altri mesi di esistenza parlamentare. In quanto a B., torna in campo, si tiene la sua azienda e si distacca da Matteo Salvini che aveva trascinato il centrodestra lontano dall'Ue e in braccio a Donald Trump: oltre Atlantico ora c'è Biden, e l'Europa batte un colpo...

A destra, comunque, è in atto una rivoluzione. Salvini ha votato contro il SalvaMediaset, ma Giorgia Meloni a favore, ed è chiaro che non l'ha fatto solo per fermare i francesi: distinguersi da Matteo le ha finora portato bene, e molti consensi in più, in parte strappati alla Lega. In altre parole, il centrodestra unito non c'è più e il sogno di Salvini di modellare l'alleanza a sua immagine e somiglianza è svanito. Del resto, se davvero torna la legge proporzionale, meglio tenersi le mani libere per ogni eventuale accordo di maggioranza. Anche perché sullo sfondo ci sono altri appuntamenti, e il primo di questi si chiama Quirinale, questione sulla quale ogni partito vuol dire la sua. A proposito, il precedente patto Pd-B., detto del Nazareno, anche quello sponsorizzato da Renzi, si infranse proprio quando i due neo-soci non trovarono l'accordo sul candidato alla successione di Giorgio Napolitano. E stavolta? Calma, per ora si procede passo dopo passo...

 

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