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Monica Guerritore: “Meloni può fare un gran male al Paese non la salva nemmeno l’essere donna”

L’attrice domani sul palco del Festival Internazionale di Capri “Confido negli italiani, sono più saggi di quanto si pensi”

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Monica Guerritore si dipinge così: calma, solida, previdente e capricorno. Salti nel buio mai. Però le sfide, quelle sì. Per questo ha aperto la LuminaMGR, casa che produce idee, acquisisce i diritti di romanzi, come «Tutta la stanchezza del mondo» di Enrica Tesio, adatta e crea per il cinema, fornisce contenuti di qualità. Il teatro, primo amore da sempre ricambiato, è comunque nel suo cuore: ne è immediata riprova la partecipazione al Festival Internazionale di Capri, manifestazione al suo secondo anno di vita felice, ideata da Geppy Gleijeses, che si sta svolgendo in questi giorni. Domani, prima nazionale, l’attrice interpreta la novità italiana di Luciano Giannini, «Notturno caprese», omaggio alla trascendentale bellezza di quest’isola magica, struggente storia d’amore per il proprio uomo e la propria terra. Ma la sfida è anche impegno sociale, coraggio di prendere posizione, essere artista calata nel suo tempo, voce autorevole che si fa sentire.

Guerritore, per la prima volta in Italia si profila la possibilità di una donna premier, ed è una donna di destra, Giorgia Meloni. Che ne pensa?

«A me non interessa questo tipo di dibattito, il fatto che sia donna o uomo è ininfluente rispetto al dato gravissimo che questa persona abbia contribuito, in un momento storico drammatico, a buttare giù un governo sei mesi prima della sua fine naturale. Un governo che stava lavorando bene in uno scacchiere geopolitico molto complesso. Una grave complicità in un’azione che ha fatto un gran male al nostro Paese. Io credo che per diventare premier si debba innanzitutto essere responsabili» .

E chi sono secondo lei i politici di cui fidarsi?

«C’è il Pd, ha dato sostegno a un progetto che ci aveva tirato fuori da una situazione drammatica. Non butterei a mare equipaggio e capitano di una nave in piena tempesta».

Dunque la vede malissimo?

«Nonostante tutto, no. Gli italiani, e lo hanno dimostrato durante la pandemia, sono molto più solidi e saggi di quanto si pensi. Confido, quale che sia il risultato alle urne, che la forza degli italiani possa calmierare. A farmi paura c’è il dato incontrovertibile che siamo una piattaforma nel Mediterraneo e che c’è un signore che ha un contratto firmato con Putin e questo signore è nell’alleanza di destra. Non ci dimentichiamo di quanto testimoniato dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, su come la Marina abbia respinto due navi russe nell’Adriatico. Quando si parla di russi bisogna stare attenti, sono stati loro i primi a pagare le campagne di disinformazione. E non ci dimentichiamo la bozza della discordia del M5S contro l’invio delle armi a Kiev che ha portato come ricaduta alla fine di questo governo».

L’ingerenza russa per lei è un fatto reale?

«Certo che lo è, i popoli slavi sono stati conquistati dalla Russia e Trieste non è lontana. E ora si comincia persino a parlare di vendere i porti ai privati. Avevamo un governo che aveva detto no all’invasione in Ucraina, una violenza enorme che va fermata, una questione civile e morale».

La ricaduta sull’Europa è enorme, la crisi energetica, il contingentamento per aziende e famiglie...

«Metteremo calze di lana e piumoni sul letto. Abbiamo vissuto per troppo tempo con i caloriferi al massimo e le finestre aperte inquinando il mondo. E la storia ci ha detto di calmarci. E sono anche contenta che così ci libereremo da una dipendenza. Purtroppo i problemi sono molti di più».

Che altro la preoccupa?

«Mi chiedo, dovesse vincere Meloni, sarà capace di mettersi a un tavolo con chi ne sa qualcosa? In fondo lei è stata solo un cattivo ministro della gioventù in un governo terribile. Quando non sarà più all’opposizione le arriveranno mazzate da ogni parte. Con gli speculatori e lo spread impazzito finiremo in serie C. Il problema di genere non si pone, ci vuole saggezza, esperienza, fare quello che va fatto. Tre mesi prima che questo governo fosse mandato via, aveva chiesto il tetto al prezzo del gas. E a Draghi hanno fatto la guerra».

Al Pd comunque si rimprovera...

«Che sia noioso? Non esuberante? Sostiene lo stato sociale, i diritti civili, il mondo del lavoro, questo mi preme. Dall’altra parte c’è un partito che ha siglato un accordo con Russia Unita, il partito nazionalista di Putin».

Ma il terzo polo, Renzi, Calenda, non lo prende neppure in considerazione?

«Il terzo polo deve ancora rassicurarmi, temo il salto della quaglia, devono prendere posizione. Vede, io non cambio la visione del mondo, il passato vale, non si può dimenticare. Io non ho incarichi pubblici, sono libera e perciò posso parlare e voglio pregare la Meloni, in caso sia lei a vincere, di stare molto attenta a non essere travolta, perché noi finiremmo travolti con lei. Mi chiedo, avrà la forza e il sostegno internazionale? Lei è sola con i suoi del Movimento Sociale. Certo, ci sarebbero anche politici che si sono dimostrati responsabili, mi riferisco a Giorgetti, Fedriga, Zaia, ma saranno coinvolti? In campagna elettorale Meloni si è professata atlantista, lo resterà o farà accordi con Orban e Le Pen? Anche se fossi di destra, direi che non ci sono le condizioni».

L’alternanza però è contemplata in tutti i Paesi democratici.

«Sarebbe bello avere conservatori e riformisti, ma da noi ci sono strani personaggi e una donna che ha una sua biografia e su quella lei poggia. È tutta una contraddizione, parla di famiglia tradizionale e non è sposata, si porta dietro dogmi ancestrali che hanno fatto male all’Italia e che ben si legano a quelli di Orban».

La cultura ne sarà colpita?

«La cultura si mette in grado di analizzare l’accaduto. Chi va a teatro, chi legge un libro tenta di non subire la propaganda. Noi andremo avanti, un palco, un proiettore e ce la caveremo anche questa volta».

A proposito di teatro, perché ha scelto di interpretare “Notturno Caprese”?

«È un testo visionario, molto caprese, riconducibile a uno spirito femminile che amo. È una mise en éspace, una lettura scenica, con echi, colori, una musica che parla. Spero sia una lettura affascinante. E sono felice di esserci in una manifestazione di prestigio che celebra il teatro».

In autunno sarà ancora in scena?

«Quest’anno no, riprenderò il lavoro con Carlo Verdone, poi nel 2023/2024 mi dedicherò a un bellissimo progetto, “Ginger e Fred” , con Alessandro Benvenuti di cui curo regia e adattamento drammaturgico dalla sceneggiatura del film di Fellini. Spettacolo fantastico, musicale, in grandi teatri, un bellissimo cast e si balla pure».

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