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Guerra Russia-Ucraina, un enorme buco e perdite di gas dal Nord Stream. Medvedev: “Risultato referendum chiaro, bentornati in Russia”. Esplosioni vicino a Zaporizhzhia e missili su Kharkiv

Avvistate perdite nel mar Baltico. Onu: referendum Ucraina illegali per diritto internazionale. Sedici chilometri di auto in coda al confine con la Georgia

DIRETTA A CURA DI MARINA PALUMBO
Aggiornato 22 minuti di lettura

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È il 216° giorno di guerra in Ucraina. Diventano un intrigo internazionale le fughe di gas che stanno interessando i gasdotti Nord Stream 1 e 2. Il governo danese alza il suo livello di allerta, quello tedesco ritiene possibile che i gasdotti siano stati danneggiati da attacchi. La pista ritenuta più plausibile è quella di un attacco commesso per mano di sommozzatori della marina o con un sommergibile. L’istituto sismico svedese comunica che sono state registrate due esplosioni sottomarine «molto probabilmente dovute a detonazioni». E sebbene nessuno dei due gasdotti fornisca attualmente gas all'Europa, gli incidenti sollevano preoccupazioni sulla sicurezza.
Il Consiglio della Federazione russa, la Camera alta del Parlamento di Mosca, potrebbe votare il 4 ottobre l'annessione delle regioni ucraine di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, se l'esito dei referendum tenuti dalle autorità filorusse e non riconosciuti dalla comunità internazionale sarà favorevole. Secondo i primi dati diffusi dai filorussi, oltre il 95% dei votanti si sarebbero espressi a favore dell'annessione a Mosca.

Fuga dalla Russia, la coda chilometrica al confine con la Georgia vista dall'alto

Il caso – Perdite di gas dal Nord Stream dopo un danno definito "senza precedenti". Il Cremlino: “Potrebbe trattarsi di sabotaggio”
Il retroscena – I Servizi russi in Italia e la villa segreta in Sicilia di Alexey Sedov e famiglia, il generale del Fsb che guida in Russia la repressione del dissenso
Reportage – Gli irriducibili di Orichiv: “Per scappare da qui ci vogliono i soldi”
Il caso – Russia, dal Cremlino il "manuale" alla stampa per convincere i russi alla mobilitazione
Analisi – Se la Russia chiude i rubinetti del gas, la bolletta elettrica rischia di aumentare del 60%

SEGUI QUI GLI AGGIORNAMENTI DOPO LA MEZZANOTTE

22.42 – Ue: se stop Nord Stream è deliberato risposta sarà forte
«Ho parlato con la premier danese Mette Frederiksen dell'azione di sabotaggio del Nord Stream. E' fondamentale ora indagare sugli incidenti, ottenere piena chiarezza sugli eventi e sul perché. Qualsiasi interruzione deliberata delle infrastrutture energetiche europee attive è inaccettabile e porterà alla risposta più forte possibile». Lo scrive in un tweet la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

22.39 – Zelensky: non c'è più nulla da discutere con Putin
«La Russia disprezza già la Carta delle Nazioni Unite. La Russia infrange già tutte le regole di questo mondo. Quindi è solo questione di tempo prima che distrugga quest'ultima istituzione internazionale che può ancora agire. L'esortazione è di agire ora. Il riconoscimento da parte della Russia dei referendum fasulli come presumibilmente normali, l'attuazione del cosiddetto "scenario della Crimea" e un altro tentativo di annettere il territorio dell'Ucraina significano che non c'è nulla di cui parlare con questo presidente della Russia. Ora c'è bisogno di un segnale chiaro da ogni paese del mondo». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram.

21.47 – Medvedev: risultato referendum chiaro, bentornati in Russia
«I referendum sono finiti. I risultati sono chiari. Bentornati a casa, in Russia!». Lo ha scritto su telegram il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev commentando l'esito del referendum per l'annessione nelle regioni ucraine di Kherson e Zaporizhzhia e nelle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk.

21.19 – Onu: referendum Ucraina illegali per diritto internazionale
I referendum russi «si sono svolti durante un conflitto armato attivo, in aree sotto il controllo di Mosca, al di fuori del quadro giuridico e costituzionale dell'Ucraina. Non possono essere definiti un'espressione genuina della volontà popolare». Lo ha detto il capo degli Affari Politici dell'Onu, Rosemary DiCarlo, alla riunione del Consiglio di Sicurezza. «Azioni unilaterali volte a conferire una patina di legittimità al tentativo di acquisizione con la forza da parte di uno Stato del territorio di un altro Stato non possono essere considerate legali ai sensi del diritto internazionale», ha aggiunto.

21.05 – Sindaco Kharkiv: diverse esplosioni e blackout
Una serie di esplosioni ha colpito oggi la città ucraina Kharkiv provocando fra l'altro l'interruzione dell'elettricità. Il sindaco Igor Terekhov ha detto che non ci sono ancora informazioni su eventuali vittime; le autorità sono al lavoro per ripristinare la diffusione dell'energia elettrica. Ad essere colpita è stata in particolare una non meglio precisata «infrastruttura».

20.25 – Aiea: esplosioni vicino alla centrale nucleare di Zaporizhzhia
Due esplosioni si sono verificate vicino al canale di approvvigionamento idrico del sistema di raffreddamento della centrale nucleare di Zaporizhzhia «elemento essenziale della sicurezza nucleare». Lo afferma l'Aiea in una nota riportata da Ria Novosti. «Non ci sono danni alle strutture e alle apparecchiature della stazione», aggiunge l'Aiea spiegando che «la causa delle esplosioni non è attualmente chiara ed è sotto inchiesta».

20.15 – Tbilisi: 78.800 russi entrati in Georgia in 10 giorni
Sono 78.800 i cittadini russi che sono entrati in Georgia negli ultimi 10 giorni, dopo la mobilitazione parziale per la guerra in Ucraina dichiarata dal Cremlino. Lo riferiscono le autorità di Tbilisi, secondo l'agenzia Anadolu, spiegando che 62 mila russi sono già rientrati nel loro Paese.
20.14 – Sindaco Mariupol: russi chiamano uomini a mobilitazione
Gli uomini di Mariupol, città ucraina attualmente occupata dai russi, hanno iniziato a ricevere messaggi per recarsi all'ufficio di registrazione e arruolamento militare. Lo denuncia il sindaco della città Vadym Boychenko. Lo riporta Ukrainska Pravda. «Gli invasori giustificano la decisione con il fatto che Mariupol farà parte della Federazione Russa secondo i risultati di uno pseudo-referendum», ha spiegato.

19.51 – Parigi: i referendum russi una buffonata
I referendum di annessione organizzati dalla Russia in Ucraina sono una «buffonata», ha dichiarato oggi la ministra degli Esteri francese, Catherine Colonna, intervistata dalla tv BFM a margine della sua visita a sorpresa a Kiev. Per la Colonna, non c'è «nessuna sincerità» nella consultazione organizzata da Mosca: «Si tratta di una buffonata, non c'è nessuna sincerità nei voti che possono essere stati espressi. Non hanno nessuna legittimità, nessun valore, noi non li riconosceremo. Comporteranno delle sanzioni da parte della Francia, dell'Europa e di altri stati della comunità internazionale». La Colonna aveva insistito sulle nuove sanzioni alla Russia oggi nella conferenza stampa tenuta a Kiev, nella quale aveva definito l'iniziativa russa «un simulacro di referendum».
19.31 – Russi in fuga: fino a 25.000 sterline per un posto su un jet privato
La domanda di posti su jet privati è esplosa a Mosca dopo l’ordine di mobilitazione e i ricchi russi cercano una via d'uscita dal paese. Secondo il Guardian, i voli più richiesti sarebbero verso Armenia, Turchia e Azerbaigian, che consentono ai russi l'ingresso senza visto. I prezzi, al momento si aggirerebbero tra le 20 e le 25.000 sterline (circa 22.000-27.000 euro) per un posto a sedere su un aereo privato, con l’affitto di un intero velivolo a otto posti che si aggira tra le 80.000 e le 140.000 sterline.

19.17 – La Casa Bianca apre sui russi che chiedono asilo
Gli Usa danno il benvenuto a qualsiasi persona cerchi asilo provenendo dalla Russia: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre nel briefing con i reporter.

18.32 – Usa: Kiev userà le nostre armi anche nei territori annessi
«Le armi che stiamo fornendo sono state finora usate in modo efficace dagli ucraini. Kiev ha il diritto di continuare a difendersi anche nei territori che saranno eventualmente annessi dalla Russia. Dal nostro punto di vista non cambia niente, non li riconosceremo mai». Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in una conferenza stampa a Washington con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar.

18.06 – Usa: prime indicazioni su Nord Stream indicano un attacco
«Le fughe di gas dal Nord Stream sono sotto indagine, i primi report indicano che siano state causate da un attacco ma sono solo le prime notizie». Lo ha detto il segretario di Stato americano, Antony Blinken, in una conferenza stampa a Washington con il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar. «Nei prossimi mesi dobbiamo lavorare per mettere fine alla dipendenza energetica dell'Europa dalla Russia», ha sottolineato il segretario di Stato Usa.

18.02 – Frontex: scorsa settimana 66 mila russi entrati in Ue, +30%
A seguito dell'annuncio della mobilitazione parziale da parte della Russia, i vicini Stati membri dell'Ue hanno assistito a un aumento degli attraversamenti ai valichi di frontiera. Nell'ultima settimana, quasi 66 mila cittadini russi sono entrati nell'Ue, più del 30% rispetto alla settimana precedente. La maggior parte di loro é arrivata in Finlandia ed Estonia. Solo negli ultimi quattro giorni sono arrivati in Finlandia 30 mila cittadini russi. Lo rende noto l'agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex. «La maggior parte di loro possiede permessi di soggiorno o visti per gli Stati membri dell'Ue o Paesi associati Schengen, altri hanno doppia cittadinanza», spiega Frontex secondo cui é probabile che i valichi di frontiera illegali aumenteranno se la Federazione Russa decidera' di chiudere il confine per potenziali coscritti. 

18.01 – Stoltenberg sente Zelensky, «referendum illegittimi» 
«Ho appena parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e chiarito che gli alleati della Nato sono incrollabili nel loro sostegno alla sovranità dell'Ucraina e al suo diritto all'autodifesa. I referendum farsa tenuti dalla Russia non hanno legittimità e sono una palese violazione della legge internazionale. Queste terre sono Ucraina». Lo scrive su Twitter il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

17.55 – Gibilterra: venduto yacht di un oligarca russo sanzionato. Imbarcazione ceduta per 37,5 milioni di euro
Le autorità di Gibilterra hanno venduto all'asta per 37,5 milioni di dollari un mega-yacht sequestrato all'oligarca russo Dmitriy Pumpjanskiy, in virtù di sanzioni applicate dal Regno Unito dopo l'inizio dell'invasione in Ucraina: lo riportano l'Afp e il Gibraltar Chronicle, citando l'autorità giudiziaria marittima della città britannica. L'imbarcazione di lusso, chiamata Axioma, battente bandiera maltese e lunga circa 72 metri, era stata sequestrata lo scorso marzo, su segnalazione della banca Jp Morgan, spiega Afp. Pumpjanskiy è stato ai vertici di Oao Tmk, società che produce gasdotti.

17.45 – Premier Polonia, fuga di gas da Nord Stream è sabotaggio. Morawiecki, nuova escalation nella guerra in Ucraina
Il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki ha parlato di «sabotaggio» commentando l'imponente fuga di gas dal gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico, in Danimarca. ««Non conosciamo ancora i dettagli di quello che è successo lì, ma possiamo vedere chiaramente che c'è stato un atto di sabotaggio», ha detto Morawiecki citato da Dpa oggi a Goleniow vicino a Stettino, in Polonia, dove ha assistito all'apertura del gasdotto Baltic Pipe. Questo atto di sabotaggio è «probabilmente il prossimo livello di escalation con cui abbiamo a che fare in Ucraina».

17.10 – Eurofighter italiani in Polonia intercettano aerei russi
Attività intensa per gli Eurofighter italiani impegnati nella missione di 'Air policing' Nato in Polonia. Oggi, informa l'Aeronautica Militare in un tweet, c''è stato un nuovo ordine di decollo immediato (in gergo 'scramble') per i caccia tricolori che hanno intercettato tre velivoli russi in volo a ridosso del fianco nord-est dell'Alleanza Atlantica. Anche ieri gli Eurofighter della task force air 'White Eagle' si erano alzati in volo per un aereo russo che volava vicino alla zona di confine polacca. Schermaglie ad alta quota che sono una spia del livello di tensione presente nell'area. I caccia sono schierati nella base di Malbork, nella Polonia settentrionale, a poca distanza dall'exclave russa di Kaliningrad.

16.58 – Kuleba, referendum non influiranno su campo battaglia
Il verdetto dei "referendum" per l'unificazione con la Russia appena conclusi nelle regioni ucraine occupate da Mosca "non avranno alcuna influenza sulle politiche, sulla diplomazia e sulle azioni dell'Ucraina sul campo di battaglia". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in una conferenza stampa congiunta con l'omologa francese Catherine Colonna.

16.24 – Voto Senato Mosca su annessione regioni ucraine il 4/10: lo riferisce la Tass
Il Consiglio della Federazione russa, la Camera alta del Parlamento di Mosca, potrebbe votare il 4 ottobre l'annessione delle regione ucraine di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, se l'esito dei referendum tenuti dalle autorità filorusse e non riconosciuti dalla comunità internazionale sarà favorevole. Lo riporta la Tass.

16.22 – Forze di Kiev riprendono 454 insediamenti sotto il controllo russo a Kharkiv
Le forze armate ucraine sono riuscite a riprendere il controllo su un totale di 454 insediamenti russi nella regione di Kharkiv, nel nordest dell'Ucraina. A confermarlo è stato Kirilo Timoshenko, 'numero due' dell'ufficio della presidenza ucraina di Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta l'agenzia Ukrinform. Dopo la presa di controllo della regione, hanno ripreso le loro attività 14 dipartimenti di polizia, 90 centri di istruzione, 80 centri di primo soccorso e 23 organismi governativi locali. Sono inoltre riprese le operazioni di installazione di impianti di comunicazione, somministrazione di gas e elettricità.

16.05 – Mosca: oltre 96% per annessione a Russia in referendum
La Russia ha iniziato a diffondere i primi risultati dei referendum organizzati dalle autorità filorusse nelle regioni ucraine occupate di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia sull'annessione alla Russia. Lo riportano le agenzie di stampa russe. Secondo quanto riferito dalla Tass, a Kherson il 97,47% ha votato per unirsi alla Russia (con il 12% delle schede conteggiate), nella regione di Zaporizhzhia il 96,94% ha votato per unirsi a Mosca (con il 22% delle schede conteggiate), nella regione di Donetsk il 97,74% ha votato per unirsi alla Russia (con oltre il 12% dei conteggi effettuati) e nel Luhansk il 97,77% ha votato a favore dell'annessione (con il 12,06% delle schede conteggiate).

15.50 – Due esplosioni sono state registrate nel Mar Baltico
Due esplosioni sono state registrate nel Mar Baltico, vicino ai gasdotti Nord Stream 1 e 2, dove sono state registrate tre fughe di gas. Lo ha riferito l'Osservatorio sismico svedese, citato dalla televisione Stv, secondo cui la prima esplosione è stata registrata ieri alle 2.03 e la seconda alle 19.04.

15.30 – Pierre Devigne, Ue: le sanzioni alla Russia funzionano, il Pil crollerà dell'11%
«Le nostre sanzioni funzionano, il Pil crollerà del 11%, un crollo maggiore che quello prodotto durante il crollo dell'Urss». Così il direttore esecutivo del Servizio esterno dell'Ue, Luc Pierre Devigne, durante la sua audizione alla commissione Esteri dell'Eurocamera. «Inoltre la Russia è sempre più isolata, partner come Cina e India hanno espresso le loro preoccupazioni all'intervento militare. Riteniamo perciò che la strada scelta dall'Ue funzioni e che dobbiamo essere ancora più risoluti, non è questo il momento di cedere», ha aggiunto Devigne.

15.25 – Nord Stream, riunioni di emergenza in Danimarca e in Svezia 
Riunioni di emergenza per la gestione delle crisi sono state convocate in Danimarca e in Svezia dopo la scoperta di fughe di gas lungo la tratta off shore del gasdotto Nord Stream, al largo delle coste danesi e svedesi. La ministra degli Esteri svedese, Ann Linde, in contatto con l'omologo danese Jeppe Kofod, ha spiegato, in una intervista ad Aftonbladet, che a Stoccolma prenderanno parte alla riunione diversi ministri e direttori di agenzie del governo. «Non voglio fare speculazioni su quello che è accaduto. Bisogna capirlo con certezza e come influisce sulla nostra sicurezza», ha affermato. Riunioni sono in corso anche in Danimarca, ha confermato Kofod dopo aver preso parte a un incontro alla Commissione esteri del Parlamento.

15.20 – Ucraina: riconquistato un altro insediamento in regione Kharkiv
Le forze armate ucraine hanno riconquistato l'insediamento di Kupiansk-Vuzlovy, nella regione di Kharkiv, sulla sponda Ovest del fiume Oskil. Lo riferisce, secondo il Kyiv Independent, il governatore dell'Oblast, Oleg Syniegubov. Resta sotto il controllo russo ancora il 6% della regione di Kharkiv, aggiunge Syniegubov.

15.17 – La Russia rinuncia a partecipare agli Oscar 2023
La Russia rinuncia a partecipare agli Oscar «alla luce dei rapporti sempre più difficili tra l'Occidente e Mosca a causa della guerra in Ucraina». Lo comunica l'American Academy of Motion Picture Arts and Sciences, spiegando che la Russian Film Academy in una nota ha comunicato la decisione di «non nominare un film russo per la corsa agli Oscar del 2023». Decisione, questa, annunciata dal capo della commissione per la selezione delle candidature, Pavel Chukhray, che si è dimesso sostenendo che era stata presa «alle sue spalle».

15.15 – Gas: falle in Nord Stream, avvistate fuoriuscite gas in mare
Vaste fuoriuscite di gas sono state avvistate nel mar Baltico dopo che tre falle sono state riscontrate nei gasdotti Nord Stream 1 e 2 che collegano Russia ed Europa. Lo hanno riferito le forze armate danesi tramite foto e video in cui si vede il mare ribollire.

15.08 – Kiev: su Nord Stream attacco russo e aggressione contro Ue
La “fuga di gas” dal Nord Stream 1 non è altro che un attacco terroristico pianificato dalla Russia e un atto di aggressione nei confronti dell'Ue. La Russia vuole destabilizzare la situazione economica in Europa e provocare il panico pre-inverno». Lo scrive su Twitter Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino. «La migliore risposta e investimento per la sicurezza» è fornire «carri armati all'Ucraina. Soprattutto quelli tedeschi...», aggiunge.

Fughe di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2, le immagini delle forze armate

15.05 – Onu: 6mila civili uccisi da inizio guerra
In Ucraina sono 5.996 i civili uccisi e 8.848 quelli feriti dall'inizio della guerra. Lo riferisce l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr). Delle persone rimaste uccise, 2.334 sono uomini, 1.605 donne, 157 ragazze e 190 ragazzi, oltre che 35 bambini e 1.675 adulti il cui sesso è ancora sconosciuto.

14.55 – Ucraina: appello leader religiosi, non riconoscere i referendum
Un appello a «tutti i Paesi del mondo a non riconoscere gli pseudo-referendum tenuti dalle autorità di occupazione russe nei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina» e un invito alle autorità della Federazione Russa ad «abbandonare il piano criminale di annessione». A lanciarlo è il Consiglio pan-ucraino delle Chiese e delle Organizzazioni religiose nel giorno in cui nei territori temporaneamente occupati delle regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson si chiudono i seggi elettorali voluti dalle autorità di occupazione russe per l'annessione di queste regioni alla Federazione Russa. Il Consiglio pan-ucraino delle Chiese, riporta il Sir, è sceso in campo con una dichiarazione che è stata diffusa anche in lingua italiana. «La sovranità dell'Ucraina», scrivono i leader religiosi, «si estende a tutto il suo territorio» e questo territorio «è integro e inviolabile entro i confini esistenti, internazionalmente riconosciuti e costituzionalmente stabiliti».

14.50 – Parolin: la minaccia dell’uso delle armi atomiche è ripugnante
Un mondo «vicino all'abisso di una guerra nucleare». A ribadirlo è il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenuto ieri alle Nazioni Unite in un incontro ad alto livello per la Giornata internazionale per l'eliminazione totale delle armi nucleari. La minaccia dell'uso di questo tipo di armi nel conflitto in Ucraina, che ha riportato, ha detto, la guerra in Europa ad una dimensione mai vista da generazioni è «ripugnante». Lo riporta il sito della Santa Sede Vatican News.

14.47 – Meta blocca rete propaganda russa di 1.600 account Facebook
Una rete tentacolare di disinformazione con origine in Russia ha cercato di utilizzare centinaia di account falsi sui social network e dozzine di siti web di notizie false per diffondere il punto di vista del Cremlino sull'invasione dell'Ucraina. Lo rivela Meta, società proprietaria di Facebook e Istagram, riferendo di avere identificato e disattivato l'operazione prima che riuscisse a guadagnarsi un pubblico vasto. Secondo quanto riferito da Meta, sono oltre 1.600 gli account fake che erano usati per diffondere la propaganda russa fra gli utenti in Germania, Italia, Francia, Regno Unito e Ucraina. L'operazione, riferisce ancora Meta, coinvolgeva oltre 60 siti web creati per imitare siti reali, compresi quelli di testate come il Guardian e Der Spiegel, solo che anziché le notizie riportate da quelle testate i siti fake contenevano link alla propaganda russa e ad articoli di disinformazione sull'Ucraina. 

14.37 – Ucraina: legge finanziaria 2023 prevede guerra tutto l'anno
La bozza di legge finanziaria in Ucraina è stata predisposta sulla base della previsione che le ostilità nel Paese continueranno per tutto il 2023. Lo ha detto in un'intervista a Ukrinform il presidente della commissione Bilancio del Parlamento di Kiev, Yuriy Aristov. «In queste difficili condizioni per l'Ucraina, la Verkhovna Rada prevede di accelerare il processo per approvare il bilancio statale per il 2023 non prima del primo dicembre, come previsto dalla legge, ma entro la fine o addirittura la metà di ottobre.
A tal fine, i rappresentanti del popolo hanno convenuto di non presentare troppi emendamenti, limitandosi solo alle proposte più urgenti per il Paese. La commissione Bilancio del Parlamento si augura che sia così, e che si eviti il "tradizionale invio dei desiderata dei deputati», ha spiegato Aristov.

14.21 – Mosca: «Non cercheremo estradizione dei renitenti fuggiti»
Mosca non chiederà l'estradizione dei russi fuggiti nei Paesi vicini per evitare la mobilitazione parziale, annunciata la settimana scorsa alla luce della guerra in Ucraina. Lo ha fatto sapere il ministero della Difesa, sottolineando di «non aver inviato alcuna richiesta alle autorità del Kazakistan, Georgia e altre nazioni per il presunto ritorno forzato sul suolo russo dei connazionali». E «non intendiamo farlo», ha aggiunto. Negli ultimi settimane decine di migliaia di russi, preoccupati di essere richiamati, hanno abbandonato il Paese, dirigendosi verso Kazakistan, Georgia ma anche Finlandia.

13.38 – Nord Stream, le autorità dell'Energia danesi: «C'è veramente un grande buco»
Le autorità danesi hanno precisato che una delle falle nel gasdotto Nord Stream non è una «piccola frattura», ma «un grande buco».

13.29 – Varsavia sulle perdite dei gasdotti: «E’ provocazione russa»
Varsavia punta il dito contro Mosca per le tre fughe di gas scoperte lungo i gasdotti NordStream 1 e NordStream 2. Per le autorità polacche si tratterebbe di una provocazione russa: «Purtroppo, il nostro vicino persegue costantemente una politica aggressiva. Se è capace di una politica militare aggressiva in Ucraina è ovvio che non si può escludere alcuna provocazione, anche...in Europa occidentale», ha dichiarato il viceministro degli Esteri Marcin Przydacz.

13.21 – Arrestato giornalista russo-ucraino Blokhin su richiesta del comando russo in Siria
E' stato arrestato nelle ultime ore in Siria dalla polizia segreta di Damasco in circostanze ancora poco chiare un giornalista con doppia nazionalità russa e ucraina, Oleg Blokhin, a lungo impegnato nel seguire i militari russi nella guerra siriana. Lo riferiscono stamani media siriani, citando fonti giornalistiche russe. Sul suo profilo Telegram, il giornalista russo Andrey Medvedev ha scritto nelle ultime ore che una delle agenzie di controllo del governo siriano ha arrestato Blokhin due giorni fa per ragioni sconosciute. Secondo Medvedev, Blokhin è da anni sul campo in Siria al seguito delle truppe russe e ha documentato le azioni militari di Mosca in varie città siriane. La Russia è intervenuta militarmente in Siria nel 2015. Secondo il sito Internet Novorosinform, che cita il corrispondente militare Roman Saponkov, Blokhin è stato arrestato su richiesta del comando russo in Siria. Finora né Damasco né Mosca confermano o smentiscono questa notizia.

Drone ucraino bombarda un veicolo russo da combattimento corazzato: l'esplosione è così potente che il velivolo rischia di auto distruggersi

13.12 – Ue: «Possibile sanzionare europei che sostengono referendum. Votazioni in Ucraina illegali. Paesi decidano caso per caso»
La Commissione Europea considera "certamente un'opzione" imporre sanzioni individuali ai cittadini europei che si trovano nelle regioni ucraine dove sono in corso i referendum «come osservatori». Lo sostiene un portavoce dell'esecutivo Ue, sottolineando come «non ci siano solo europei».«Ogni sostegno a questi referendum sarà considerato come illegale e ovviamente tutto dipenderà dal livello di partecipazione accordato. Certo, la responsabilità di capire se vanno adottate misure, caso per caso, è degli Stati membri».

13.04 – Fughe di gas da Nord Stream, per Berlino potrebbero essere frutto di "attacchi mirati"
I gasdotti Nord Stream potrebbero essere stati danneggiati da attacchi mirati. Lo riporta il quotidiano tedesco Tagesspiegel, secondo cui per il governo federale la perdita di pressione in rapida successione nei due gasdotti non sarebbe una coincidenza.

13.01 – Cremlino: «Sistema pronto per cambiamenti con annessione delle regioni di sudest»
Il sistema politico in Russia, vale a dire i parlamentari e l'esecutivo, «è pronto per gli eventuali cambiamenti relativi alla potenziale annessione» delle regioni ucraine del sudest, le Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia dopo i referendum, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov poche ore prima della chiusura dei seggi aperti nelle quattro regioni.

12.57 –  Unicef, in 70mila ucraini aiutati con linea telefonica Spilno
Oltre 70.000 persone in Ucraina sono state raggiunte con servizi sociali e assistenza attraverso la linea telefonica diretta lanciata dall'Unicef. La linea - viene spiegato - ha l'obiettivo di fornire supporto a tutti coloro che si sono trovati in crisi e aiutare a connetterli con i servizi rilevanti. Assistenti sociali esperti e case manager della Rete ucraina per i diritti dell'infanzia sono a disposizione per fornire consulenze. «Molte famiglie ora - sottolinea Unicef - hanno bisogno di aiuto con il ripristino di documenti, alloggi, occupazione e sostegno alla salute mentale. Altri hanno ricevuto assistenza umanitaria come kit igienici, lenzuola, articoli di cancelleria e pannolini. Gli specialisti pongono domande, provare a comprendere meglio i loro problemi e suggerire le soluzioni migliori. Collaborano anche con i servizi governativi per risolvere problemi come l'evacuazione, il superamento dei confini, le violazioni dei diritti dell'infanzia, l'assistenza umanitaria e diverse opportunità di supporto. Dall'inizio del progetto, coloro che si occupano dei casi hanno lavorato a 1.200 casi complessi di famiglie con bambini».

12.49 – Cremlino, non abbiamo cifre sui russi partiti dopo l’annuncio della mobilitazione
Il Cremlino non ha informazioni sul numero dei russi che avrebbero lasciato il Paese dopo l'annuncio sulla mobilitazione parziale per la guerra in Ucraina dal 21 settembre scorso. Lo ha chiarito il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, che gli chiedevano conto del dato fornito da Novaya Gazeta, secondo cui sarebbero partiti in 260mila. «No, non ho quella cifra. Ce l'ha la Guardia di frontiera queste cifre, dunque io non posso dire nulla su questo».

12.43 – Ue, in Russia oltre 2 mila arrestati in proteste
«Più di 2 mila persone sono state arrestate in queste proteste in Russia contro la mobilitazione militare, ma abbiamo visto anche molti più russi protestare con i propri piedi, lasciando il proprio Paese. Abbiamo visto le file alla frontiera della Russia con la Mongolia, il Kazakistan, la Georgia, l'Azerbaigian allungarsi per chilometri e chilometri. Abbiamo osservato anche i prezzi alle stelle dei voli per lasciare la Russia o la loro indisponibilità». Lo ha dichiarato Luc Pierre Devigne, vice direttore generale del Seae (Servizio europeo per l'azione esterna) nell'audizione alle commissioni congiunte per gli Affari esteri e la Difesa del Parlamento europeo. «Le reazioni della società russa alla mobilitazione sono abbastanza straordinarie: in pochi giorni abbiamo visto migliaia di cittadini russi scendere in strada e protestare nonostante la brutale repressione e le serie minacce di essere mandati in prigione o picchiati».

12.15 – Petrolio, 24mila chilometri di oleodotti in fase sviluppo nel mondo Gli esperti avvertono: «Rischio 4,6 miliardi di tonnellate di anidride carbonica»
Sono in fase di sviluppo più di 24mila chilometri di oleodotti nel mondo. In totale i nuovi impianti copriranno una lunghezza pari a quasi il doppio del diametro della terra. Lo afferma un rapporto del Global Energy Monitor (Gem). Una rete così capillare faciliterà le forniture di petrolio, rallentate dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Però, avvertono gli esperti, avrà un grave impatto sulle emissioni globali: si stima infatti che il greggio trasportato potrebbe produrre fino a 4,6 miliardi di tonnellate di CO2 all'anno, vale a dire una cifra pari a quella prodotta dagli Stati Uniti. Circa il 40% dei nuovi oleodotti è già in costruzione. Ciò si traduce in 10mila chilometri e in un investimento di 75 miliardi di dollari, che, secondo il Gem, potrebbero andare in fumo, se i lavori fossero interrotti a causa delle norme per contenere il riscaldamento globale. A maggio 2021 infatti l'Agenzia internazionale per l'energia aveva definito i nuovi giacimenti di petrolio e gas incompatibili con i limiti per le emissioni fissati dagli Accordi di Parigi del 2015. La maggioranza dei progetti è a guida di Usa, Russia, Cina e India. A trainarli, secondo gli analisti, sono i profitti record delle aziende del settore negli ultimi due anni: la guerra in Ucraina e la ripresa economica dopo la pandemia infatti hanno fatto schizzare i prezzi del petrolio alle stelle. Rispetto al 2019, afferma il report, la lunghezza degli oleodotti in costruzione è più che raddoppiata. Di contro, per quelli progettati per il futuro si è all'incirca dimezzata.

Il patriarca Kirill promette il paradiso ai soldati russi: "Chi muore in Ucraina avrà lavati tutti i peccati"

11.26 – Presentatore tv filo Putin critica la gestione della “mobilitazione parziale”
Critiche alla mobilitazione parziale in Russia arrivano anche da Vladimir Soloviev, il presentatore della tv di Stato considerato molto vicino a Vladimir Putin. Nel suo show domenicale ha chiesto il motivo per cui i lavoratori dipendenti, i musicisti, le persone con un «milione di malattie» o gli studenti – tutti soggetti che, a suo dire, dovrebbero essere esentati dalla leva – dovrebbero essere chiamati a prestare servizio e andare a combattere in Ucraina. «Gli idioti là fuori che stanno chiamando musicisti o individui con un milione di malattie o studenti, nonostante l'esenzione chiaramente prevista, non solo dovrebbero essere puniti, ma dovrebbero essere i primi a essere mandati in prima linea. Se qualcuno vuole screditare il nostro comandante supremo in capo, lo sconsiglio vivamente», ha tuonato Soloviev. Che dunque non è arrivato a criticare direttamente Vladimir Putin per l'ordine dato mercoledì scorso. «E se si scopre che qualcuno (che supervisiona la mobilitazione parziale) sceglie di chiudere un occhio, allora dovrebbe essere punito nel modo più severo possibile», ha concluso.

11.15 – Georgia esclude di chiudere la frontiera con la Russia
Le autorità georgiane hanno escluso l'intenzione di chiudere il confine con la Russia per bloccare il flusso di cittadini in arrivo nel Paese caucasico in fuga dalla mobilitazione militare voluta dal presidente Vladimir Putin. «Non abbiamo motivo di chiudere il confine», ha affermato il ministro georgiano dell'Interno Vakhtang Gomelauri. Il ministro ha anche aggiunto di non comprendere le richieste di una parte dell'opposizione di chiudere il confine con la Russia e dell'altra «di accettare più russi, meglio è». Il ministro ha affermato che i russi si recano in Georgia da «anni» e che Tbilisi non ostacolerà questo processo. Attualmente, entrano circa 10.000 russi al giorno nel Paese caucasico: «È circa il 40-45% in più rispetto a prima del 21 settembre (quando la Russia ha dichiarato la mobilitazione)». Secondo Gomelauri, il 60% dei russi arrivati in Georgia «ha già lasciato il Paese» per altre destinazioni.

11.00 – Ministra Esteri francese in visita “per supportare Kiev”
La ministra per l'Europa e gli Affari Esteri Catherine Colonna è arrivata in visita a Kiev. «Buongiorno Ucraina, sono felice di essere tornata a Kiev. La Francia è qui per supportare l'Ucraina», ha scritto su Twitter la Colonna.

10.50 – Ministro Esteri Tokyo: “console bendato in interrogatorio dai russi”
«Bendato e bloccato fisicamente». Così il console giapponese a Vladivostok Motoki Tatsunori è stato «sottoposto a un interrogatorio coercitivo» dalle autorità russe dopo essere stato arrestato dall'Fsb con l'accusa di spionaggio. Lo denuncia il ministro degli Esteri di Tokyo Yoshimasa Hayashi. Tatsunori dovrebbe rientrare a Tokyo entro domani.

10.49 – Kiev: “395 bambini uccisi e 1.171 feriti da inizio guerra” 
Sono 395 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese. 1.171 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev, Mykolaiv e Chernihiv. Secondo l'ufficio del procuratore, 2.500 istituzioni educative sono state danneggiate, di cui 289 completamente distrutte, a causa dei bombardamenti delle truppe russe.

10.21 – Un ufficio di reclutamento russo al confine con la Georgia, "visto il traffico aumentato in uscita"
In Ossezia del Nord, la repubblica russa al confine con la Georgia, sarà presto allestito un checkpoint per il controllo e l'arruolamento di quanti cercano di lasciare la Russia via terra per sfuggire alla mobilitazione decisa dal Cremlino. Lo ha reso noto su Telegram il ministero dell'Interno georgiano. L'ufficio di arruolamento sarà allestito al posto di blocco del valico Verkhny Lars. La decisione, scrivono le agenzie russe, è stata presa «sullo sfondo del significativo aumento del traffico» della zona.

10.04 – Kiev, distrutti 3 droni kamikaze iraniani a Mykolaiv
Le forze di difesa aerea ucraine hanno distrutto tre droni kamikaze iraniani nella regione di Mykolaiv . Lo ha riferito l'Aeronautica Militare delle Forze Armate dell'Ucraina. «Il 27 settembre, intorno alle 8 del mattino, la difesa aerea ha distrutto tre dei tre droni kamikaze Shahed-136 che hanno attaccato la regione di Mykolaiv», si legge nel messaggio.

9.29 – Gas: due le fughe carburante in Nord Stream 1 nel Mar Baltico
Il gasdotto Nord Stream 1 che collega la Russia alla Germania è, stato interessato da due fughe di gas nel Mar Baltico: lo hanno riferito le autorità danesi e svedesi. Le fughe di gas si registrano all'indomani dell'annuncio di una perdita nel gasdotto Nord Stream 2. «Le autorità sono state ora informate che ci sono state altre due perdite nel gasdotto Nord Stream 1, che non è più operativo, ma contiene gas», ha detto il ministro del clima danese in una nota, annunciando «l'innalzamento del livello di allerta del settore elettrico e del gas» nel paese nordico.

9.23 – Kazakistan garantirà «sicurezza» russi in fuga
Il presidente kazako ha fatto sapere che il suo Paese proteggerà  i russi che si riversano in Kazakistan in fuga dalla mobilitazione militare voluta dal Cremlino per inviare rinforzi in Ucraina. «In questi ultimi giorni, molte persone sono arrivate dalla Russia nel nostro Paese. La maggior parte di loro è costretta ad andarsene a causa di una situazione senza uscita» ha detto Kassym Jomart Tokayev, secondo le agenzie di stampa russe. «Dobbiamo prenderci cura di loro, garantire la loro sicurezza», ha continuato Tokayev che ha preso le distanze dal Cremlino dopo l'offensiva russa in Ucraina. Allo stesso tempo, il presidente kazako ha osservato che l'integrità territoriale degli Stati dovrebbe essere un principio incrollabile: «E un principio chiave. Ne ho sempre parlato apertamente e chiaramente in ambito internazionale. Non è un caso che nel mio recente discorso dal più alto podio dell'Onu, l'ho ribadito».

8.56 – Medvedev, se necessario, diritto usare armi nucleari
«La Federazione Russa ha diritto a utilizzare armi nucleari se necessario»: lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Dmitry Medvedev, secondo l’agenzia russa Ria Novosti. Medvedev ritiene che anche se la Russia sarà costretta a usare l’arma più terribile contro Kiev, «la Nato non interferirà direttamente nel conflitto».

8.52 – Kiev, Russia ha perso 57.750 soldati dal 24 febbraio
Lo stato maggiore dell'esercito dell’Ucraina ha riferito che la Russia ha perso in totale 57.750 soldati dal 24 febbraio. Inoltre - si legge sul Kiev Independent - ha perso 2.306 carri armati, 4.881 veicoli corazzati da combattimento, 3.730 veicoli, 1.378 sistemi di artiglieria, 331 sistemi di lancio multiplo di razzi, 175 sistemi di difesa aerea, 261 aeroplani, 224 elicotteri, 977 droni e 15 barche.

8.06 – Venerdì Putin potrebbe annunciare annessione territori occupati
Il presidente Vladimir Putin si rivolgerà a entrambe le camere del parlamento russo venerdì 30 settembre e potrebbe annunciare formalmente l'adesione dei territori occupati dell'Ucraina. Lo ha affermato il ministero della Difesa britannico nel suo ultimo aggiornamento di intelligence. «Esiste una possibilità realistica che Putin utilizzi il suo discorso per annunciare formalmente l'adesione delle regioni occupate dell'Ucraina alla Federazione Russa. I referendum attualmente in corso all'interno di questi territori dovrebbero concludersi il 27 settembre», si legge nel comunicato. I leader russi sperano che l’annuncio dell’annessione venga visto come una rivendicazione dell’«operazione militare speciale» e consoliderà il sostegno patriottico al conflitto

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7.41 – Ministro Esteri Tokyo, inaccettabile arresto console valutiamo risposta
ll ministro degli Esteri giapponese, Yoshimasa Hayashi, ha definito «completamente inaccettabile» l'arresto da parte dell'Fsb del console Motoki Tatsunori a Vladivostok. Nel corso di una conferenza stampa Hayashi ha detto che il console è stato sottoposto a un "interrogatorio coercitivo" e che il Giappone ha chiesto le scuse della Russia. Il diplomatico è stato arrestato e dichiarato 'persona non grata', con l'ordine di lasciare il Paese entro 48 ore. Hayashi ha difeso Tatsunori dicendo che non aveva compiuto alcuna attività illegale. In risposta il ministero degli Esteri giapponese ha convocato l'ambasciatore russo, Mikhail Galuzin, come riporta l'agenzia di stampa Kyodo. Il ministero ha chiesto a Mosca di scusarsi formalmente, ha detto Hayashi, aggiungendo che il governo prenderà in considerazione misure di ritorsione appropriate.

6.58 – Russi chiudono zone occupate Kherson in entrata e uscita
Lo stato maggiore delle forze armate ucraine ha riferito nel suo aggiornamento mattutino che le forze di occupazione russe hanno «completamente chiuso» le parti occupate dell'oblast di Kherson, nell'Ucraina meridionale, sia in ingresso che in uscita. Il governo ucraino in precedenza aveva esortato i residenti a evacuare la zona vista la controffensiva in corso. Lo riferisce il Kiev Independent.

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6.39 – Kiev: situazione tesa nella centrale nucleare di Zaporizhzhia
«La situazione nella centrale nucleare di Zaporizhzhya è tesa. I dipendenti non vogliono collaborare con i russi e cercano di lasciare i territori temporaneamente occupati dalle forze armate di Mosca. La parte occupata della regione di Kherson è completamente chiusa in ingresso e in uscita». Lo scrive su Facebook lo Stato Maggiore Generale delle Forze Armate dell'Ucraina nel consueto messaggio delle 6 sulla situazione militare.

6.37 – Kiev: distrutta una chiatta russa vicino a Kherson
L'esercito ucraino ha distrutto una chiatta militare russa e tre sistemi missilistici Pantsir. La chiatta è stata colpita vicino a Kherson mentre le truppe di Mosca tentavano di creare un ponte tra le rive del fiume Dnipro. Lo ha riferito il comando operativo meridionale dell'Ucraina come riportato dal Kiev Indipendent.

6.28 – Zelensky, regione di Donetsk è nostra principale priorità
Nel suo tradizionale discorso notturno, il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che l'Ucraina sta facendo di tutto per frenare l'attività russa nell'oblast di Donetsk. «I continui tentativi dell'offensiva russa nella regione di Donetsk passeranno sicuramente alla storia delle guerre come uno dei più cinici omicidi dei propri soldati», ha affermato Zelensky.

05.24 – Kiev: missili su Zaporizhzhia
«Il nemico ha attaccato Zaporizhzhia. I razzi erano mirati alle infrastrutture, che sono state colpite. Informazioni su eventuali vittime e sui danni sono in corso di chiarimento». Lo scrive su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Oleksandr Starukh. L'allarme per attacco aereo è scattato verso le 5 ora locale (le 4 in Italia) e subito dopo - come riportato sui social - in città si sono sentite numerose esplosioni.

4.30 – Kiev: Mykolaiv "pesantemente" bombardata
La città di Mykolaiv è stata "pesantemente" bombardata durante la notte. Lo ha riferito su Telegram il sindaco Oleksandr Senkevych, precisando che gli attacchi sono stati due e hanno interessato diverse zone della città. «Sono stati danneggiati edifici civili, in particolare strutture residenziali e negozi, oltre alla rete di approvvigionamento idrico».

4.13 – Kiev: corridoi terrestri per il grano importanti anche per motivi di sicurezza
«Data l'imprevedibilità della Federazione Russa e il suo comportamento nel Mar Nero, i “corridoi di solidarietà” creati sulle rotte terrestri tra l'Ucraina e l'Ue rimangono estremamente importanti non solo per interessi commerciali, ma anche per motivi di sicurezza». Lo ha detto - come riporta Ukrinform - il ministro delle Politiche agrarie e dell'alimentazione ucraino, Mykola Solskyi, in una conferenza stampa a Bruxelles. Solskyi ha anche sottolineato che i corridoi rimarranno di vitale importanza «anche dopo la fine della guerra, dopo la vittoria» dell'Ucraina.

1.47 – Russia: l'Onu assuma una posizione più equilibrata
Il viceministro degli Esteri russo Sergei Vershinin, durante un colloquio con il vicesegretario generale delle Nazioni Unite per gli affari politici e il consolidamento della pace Rosemary DiCarlo, ha invitato l'Onu ad assumere una linea più equilibrata e imparziale nei confronti dell'Ucraina. Lo riferisce la missione permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite.

00.50 – Militari Kiev, tre droni iraniani abbattuti su regione Odessa
Le forze armate russe «hanno attaccato la regione di Odessa con tre droni kamikaze iraniani, ma le forze di difesa aerea ucraine li hanno abbattuti». Lo rende noto il comando 'Sud' dell'esercito ucraino. Lo riporta Ukrainska Pravda.

00.42 – Missili russi su Kryvyi Rih, distrutto aeroporto
«Un attacco russo è avvenuto questa sera a Kryvyi Rih (Ucraina meridionale): i russi hanno colpito l'aeroporto con un missile Kh-59. L'infrastruttura è stata distrutta». È quanto riferisce sui social Valentyn Reznichenko, capo dell'amministrazione militare regionale, aggiungendo che non risultano persone ferite nell'attacco.

23.37 – Kosovo, Osmani: Serbia estende influsso Russia in regione
La presidente del Kosovo Vjosa Osmani è tornata a denunciare il ruolo destabilizzante della Serbia che, a suo dire, con la sua stretta alleanza con Mosca estende l'influsso della Russia nei Balcani. La guerra in Ucraina, ha detto Osmani a Voice of America, dimostra che gli stati autocratici «come la Russia e la Serbia, che è controllata dalla Russia», non hanno mai fatto nulla di positivo nei confronti dei Paesi vicini. «E l'ultimo accordo sulla collaborazione in politica estera con la Russia, e non con la Ue, è un chiaro messaggio che la Serbia non è interessata a favorire pace e stabilità nella regione, né a integrarsi nell'Unione europea», ha affermato Osmani, le cui dichiarazioni all'emittente Usa sono state riprese dai media a Belgrado.

La cronaca della giornata di ieri 26 settembre

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