In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Morte di Mahsa Amini, arrestata la figlia dell’ex presidente per aver incitato le proteste. Il sostegno di Jacobs: “Al fianco di chi protesta per la libertà”

Dodicesima notte di scontri in Iran. Fazeh Hashemi Rafsanjani 69 anni, è un'ex giornalista e attivista per i diritti umani in Iran

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

Creato da

(reuters)

L'attivista e figlia dell'ex presidente iraniano Ali Akbar Hshemi Rafsanjni, Fazeh Hashemi, è stata arrestata per avere incitato alle proteste di piazza seguite alla morte della ventiduenne Mahsa Amini, la “ragazza con la coda”, la 22enne morta mentre era in custodia della polizia morale che l'aveva detenuta perché non portava il velo in modo appropriato. Stando a quanto riporta l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, l'arresto è avvenuto «nonostante le poche persone presenti sulle piazze», perché l'attivista ha partecipato direttamente alle proteste. Hashemi, 69 anni, è un'ex giornalista e attivista per i diritti umani in Iran. Suo padre è stato presidente della Repubblica islamica dal 1989 al 1997.

(reuters)

Secondo la versione iraniana, sostenuta dall'agenzia, le proteste sono finite ma «i media occidentali anti iraniani continuano a parlare di un clima infiammato e si rivolgono a personalità note perché mantengano viva la protesta». Le fonti indipendenti legate alle proteste riferiscono, invece, di manifestazioni anche oggi in diverse città, nonostante la dura repressione, che secondo le stime delle organizzazioni umanitarie ha già provocato 75 vittime. Le restrizioni su Internet, però, rendono difficile diffondere i video, come segnalano gli organizzatori: uno dei pochi a disposizione mostra una donna che si toglie il velo e agita le braccia in aria nel quartiere Narmak di Teheran. Ma si vedono analoghi gesti di protesta anche a Sanandaj, nella provincia di origine di Amini, il Kurdistan, e un uomo che brucia uno striscione della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, nella città meridionale di Shiraz, secondo quanto riportato da Iran International TV, che ha sede a Londra.

Siria, le donne scendono in piazza e si tagliano i capelli contro la morte in Iran di Mahsa Amini

Il sostegno di Jacobs: “Al fianco di chi protesta per la libertà”
Oggi anche il campione olimpico dei 100 metri Marcell Jacobs si è schierato «con tutte le donne e gli uomini che protestano per la loro libertà», ha scritto sul suo profilo Twitter, pubblicando una foto della protesta con i tag #IranProtests2022 e #IStandWithTheWomenOfIran.

La preoccupazione dell’Onu
Le Nazioni Unite hanno chiesto oggi alle autorità iraniane «di garantire i diritti a un giusto processo e di rilasciare le persone arbitrariamente» arrestate nel contesto delle proteste scoppiate nel Paese. «Molti iraniani sono stati uccisi, feriti e detenuti durante le proteste», ha affermato a Ginevra la portavoce dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani, Ravina Shamdasan. «Siamo molto preoccupati per la risposta violenta delle forze di sicurezza alle proteste», ha aggiunto evocando «l'apparente uso non necessario e sproporzionato della forza contro i manifestanti». «Le armi da fuoco non devono mai essere usate per disperdere una manifestazione», ha ricordato.

La portavoce ha espresso preoccupazione anche per «i commenti di alcuni leader che diffamano i manifestanti e per l'interruzione dei servizi di comunicazione. «Chiediamo alle autorità di ripristinare completamente l'accesso a Internet», ha affermato. Anche a causa delle restrizioni sulle telecomunicazioni, l'Onu non è in grado di fornire dati precisi sul numero preciso di vittime. «Rapporti indicano inoltre che centinaia di persone sono state arrestate, tra cui difensori dei diritti umani, avvocati, attivisti della società civile e almeno 18 giornalisti», ha affermato la portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Le manifestazioni in Italia
In Italia oggi al coro di «Siamo tutte Mahsa Amini» oltre duecento persone hanno preso parte ad un sit-in di protesta a Genova contro la repressione in corso in Iran. La manifestazione è stata organizzata dalla comunità iraniana genovese con il sostegno di sindacati, associazioni, politici e amministratori locali di vari schieramenti. I manifestanti hanno ricoperto la zona di fronte all'ingresso di Palazzo Ducale con tappeti persiani provenienti da quella zone, bandiere iraniane e striscioni con la foto della giovane Mahsa. Issati anche decine di cartelli con slogan quali «Siamo tutte Mahsa Amini», «No alla repubblica islamica» e «Donna, vita, libertà» riportato in tre lingue: italiano, inglese e persiano. Ma a oltre un centinaio di persone, perlopiù cittadini iraniani, si sono date appuntamento anche a Venezia nel piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia, con cartelli e slogan per la libertà in Iran e in ricordo di Mahsa Amini.

I commenti dei lettori