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Guerra Russia-Ucraina, l'ambasciata italiana a Mosca: “Valutate se lasciare il paese”. Erdogan sente Putin: “Pronto a mediare”. Domani l'annessione dei territori ucraini

Colloquio telefonico Putin-Erdogan. Il presidente turco: «Non sono pessimista, ma sarebbe ingenuo aspettarsi un esito positivo subito. I referendum creano problemi». L’Italia schiera navi e robot a difesa dei gasdotti. La Finlandia chiude i confini ai russi

A CURA DELLA REDAZIONE
Aggiornato 18 minuti di lettura

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È il 218° giorno di guerra in Ucraina. In un momento in cui decine di migliaia di persone sono già fuggite all'estero, Mosca ha annunciato che non rilascerà più passaporti alle persone richiamate alla leva in base alla mobilitazione voluta da Putin. Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin avverte i fuggitivi: «Ai cittadini che sono registrati nelle forze armate, dal momento in cui la mobilitazione viene annunciata, non è permesso di lasciare il loro luogo di residenza senza l'autorizzazione dei commissariati militari». Intanto, il conflitto prosegue sul campo. Questa mattina una forte esplosione è stata sentita nella zona residenziale di Melitopol, secondo quanto ha riferito il sindaco in esilio Ivan Fedorov, e un nuovo bombardamento russo ha colpito un quartiere residenziale a Dnipro, uccidendo tre persone tra cui un bambino.

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Sul fronte aiuti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per il nuovo pacchetto dal valore di 1,1 miliardi di dollari e ha riferito di aver discusso con il cancelliere tedesco Olaf Scholz su un «nuovo pacchetto di sanzioni dell'Unione Europea». È previsto per oggi l’incontro tra il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il suo omologo russo, Vladimir Putin, per discutere delle prospettive di risoluzione della crisi ucraina. «Non sono pessimista – ha dichiarato Erdogan –. Tuttavia, sarebbe ingenuo aspettarsi un esito positivo subito. I referendum in quattro città ucraine creano problemi (per un accordo), ma tutto potrebbe essere risolto diplomaticamente. Una situazione simile si è verificata nel 2014 con la Crimea; allora non ottenemmo nulla».

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Gli aggiornamenti ora per ora

22.12 – Zelensky: sappiamo come reagire a qualsiasi azione russa
«Domani si terrà una riunione speciale del Consiglio di sicurezza nazionale, che ho convocato. Ci saranno delle decisioni, sappiamo come reagire a qualsiasi azione russa». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso notturno su Telegram.

21.37 – Kuleba: sanzioni Ue non all'altezza minaccia Putin
«Gli elementi emersi sul prossimo pacchetto di sanzioni dell'Ue alla Russia non corrispondono alla portata dell'escalation di Putin e alla minaccia che rappresenta per l'Europa e il mondo intero. Incoraggiamo l'Ue a colpire Putin piu' duramente per fermarlo. Questo è un momento cruciale». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba.

20.43 – Il Senato Usa approva nuovi aiuti per 12 miliardi
Il Senato Usa ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina per 12 miliardi di dollari.

20.20 – La Bulgaria ribadisce: a Kiev non saranno inviate armi
La Bulgaria non invierà armi all'Ucraina. Lo ha confermato oggi il ministro della difesa Dimitar Stojanov. «L'ambasciatore ucraino ci ha chiesto armamenti pesanti. La mia risposta è stata chiara: c'è una decisione del nostro parlamento per la fornitura di aiuti di natura tecnico-militare, ma non di armi», ha detto Stojanov citato dai media regionali. E ha aggiunto che fino a quando sarà lui il ministro della difesa nessun tipo di armamento sarà inviato in Ucraina.

19.38 – "Ankara pronta a mediare"
Vladimir Putin ha parlato al telefono con Recep Tayyip Erdogan con cui ha discusso dei recenti sviluppi in Ucraina, rende noto l'agenzia Anadolu. Erdogan ha sottolineato la necessità per effettuare passi per ridurre le tensioni e ha chiesto a Putin di dare ai negoziati un'altra possibilità. La Turchia, ha ribadito, è disponibile a mediare.
19.31 – Colloquio telefonico Putin-Erdogan
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto questa sera un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

18.26 – Kiev: bombe a grappolo su fermata bus a Mykolaiv, 2 morti e 12 feriti
Un raid russo con bombe a grappolo ha colpito una fermata dell'autobus a Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina, provocando almeno due morti e 12 feriti. Lo ha riferito su Telegram la presidente del Consiglio regionale di Mykolaiv, Hanna Zamazeyeva.

18.09 – Sindaco di Mykolaiv: bombe  a grappolo sulla fermata del bus, ci sono vittime
Le forze russe hanno bombardato con bombe a grappolo una fermata dell'autobus a Mykolaiv e ci sono vittime. Lo ha riferito su Telegram il sindaco, Oleksandr Sienkevych. «Un'esplosione nell'area di una fermata del trasporto pubblico. Bombe a grappolo. Ci sono vittime. Tutti i servizi funzionano. Dettagli in seguito», ha scritto Sienkovich.

17.40 – Amb. russa in Italia: “Stampa Italia ignora mezzi Usa vicino Nord Stream. Per loro ci bombardiamo da soli gasdotto come a Zaporizhzhia”
«Coloro che credevano che i russi si stessero autobombardando alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, crederanno anche che i russi abbiano fatto saltare in aria il proprio gasdotto nel Baltico, che gli era costato decine di miliardi di dollari. Non notare la presenza di navi da guerra, aerei ed elicotteri americani nelle immediate vicinanze dei gasdotti NS1 e NS2 nei giorni precedenti l'incidente sarà, ovviamente, più difficile, ma niente è impossibile per 'la stampa libera». Lo ha scritto su Facebook l'ambasciata russa a Roma, mostrando la prima pagina di ieri di Repubblica con il titolo «Esplodono i gasdotti. “Sabotaggio russo”».

L'avanzata delle truppe ucraine, all'ingresso della città occupata un'anziana gli corre incontro: il momento commovente

17.36 – Ambasciata a Mosca: italiani valutino se lasciare la Russia. “Se la vostra presenza non è necessaria, fatelo”
«Considerata la più recente evoluzione del contesto internazionale e la crescente difficoltà nei collegamenti aerei e su strada in uscita dalla Russia, si raccomanda ai connazionali presenti in Russia di valutare se la permanenza sia necessaria e, in caso contrario, di lasciare il Paese». Lo si legge in un comunicato pubblicato sul sito dell'ambasciata italiana a Mosca. «Sta diventando progressivamente più difficile spostarsi per via aerea dalla Federazione Russa verso l'Italia e altri Paesi terzi. In particolare, si registra in questi giorni – prosegue il comunicato – un vertiginoso aumento del costo già elevato dei biglietti venduti dalle compagnie aeree e si ha notizia di lunghe code in alcuni valichi di frontiera che collegano la Federazione Russa con alcuni Paesi confinanti. In considerazione del permanere della chiusura dello spazio aereo ai voli provenienti dalla Federazione Russa disposto dall'Unione Europea lo scorso 27 febbraio, si raccomanda fortemente a tutti i connazionali presenti in Russia di programmare il più possibile in anticipo gli spostamenti verso l'estero. Coloro i quali hanno l'esigenza di lasciare la Federazione Russa sono invitati a munirsi il prima possibile dei biglietti disponibili presso le compagnie commerciali».

17.34 – Zelensky conferisce a Draghi onoreficienza “Yaroslav il Saggio”. Draghi: “Sarò felice di poterla ricevere dalle tue mani a Kiev”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato al premier Mario Draghi il conferimento della Prima Classe dell'Ordine del Principe “Yaroslav il Saggio”, una delle massime onoreficenze ucraine. Lo rende noto Palazzo Chigi. «Sono onorato e commosso di questa onoreficenza» – ha detto Draghi a Zelensky durante la telefonata che si è svolta questa mattina. «Sarò felice di poterla ricevere dalle tue mani a Kiev, quando sarò libero dai miei impegni istituzionali», ha aggiunto.

Mezzi ucraini su un ponte di barche attraversano il fiume Oskil diretti verso Lyman, la città circondata da Kiev nella regione occupata di Donetsk

17.25 – Putin: “L'egemonia occidentale si sta sgretolando, ma l'Occidente rifiuta di accettarlo e crea crisi”
«L'egemonia unipolare» occidentale «si sta inesorabilmente sgretolando» ma «l'Occidente rifiuta di accettarlo». Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin, aggiungendo che i Paesi occidentali cercano di fermare questo processo «conducendo una politica del diktat in tutte i settori» e quindi «creando sempre nuovi problemi e sempre nuove crisi». Putin, citato dalla Tass, parlava a una riunione dei capi dei servizi d'intelligence dei Paesi della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), che riunisce 9 delle 15 ex repubbliche sovietiche.

17.20 – Energoatom smentisce notizie su incendio reattore Zaporizhzhia
Energoatom ha negato le informazioni sul presunto incendio in una delle unità elettriche della centrale nucleare di Zaporizhzhia. «A partire dalle 15,40 del 29 settembre – ha comunicato l'ente statale ucraino che gestisce le centrali nucleari nel Paese – non sono stati registrati incendi nelle unità di potenza della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Informazioni inaffidabili sull'incendio alla seconda unità di potenza della Centrale di Zaporizhzhia si stanno diffondendo nei canali di Telegram. Informiamo ufficialmente che questo non è vero». La società presume che le informazioni inaffidabili specificate siano apparse a seguito di un cortocircuito di uno dei trasformatori, accompagnato da una certa quantità di fumo. «Il perimetro attorno alla Centrale – ha aggiunto Energoatom – è stato minato dal personale militare russo di stanza presso la stazione. Ci sono stati già sei casi in cui queste mine sono esplose a causa di cinghiali, cani, volpi. Oggi si è verificata un'altra esplosione sul perimetro, sulla linea di alimentazione della tensione della stazione di azoto-ossigeno dall'unità di alimentazione n. 6. A seguito dell'esplosione, la linea è stata danneggiata e, a causa di un aumento di tensione, uno dei trasformatori di tensione dell'unità ha subito un cortocircuito con una leggera fumosità».

17.07 – Putin: Occidente crea tensioni in ex territori Urss. “Rischi per intera regione dell'Asia-Pacifico”
L'Occidente cerca di aumentare le tensioni nei territori dell'ex Unione Sovietica, provocando rischi nell'intera regione dell'Asia-Pacifico. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin citato dalla Tass. I Paesi occidentali, ha aggiunto, sono pronti a «mettere in pericolo ogni Paese, trasformandolo in un epicentro di crisi, provocando rivoluzioni colorate e bagni di sangue».

16.56 – Mosca: relazioni con Roma dipenderanno da azioni governo. “Per ora rapporti minati dal sostegno dell'Italia all'Ucraina”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che «è probabilmente prematuro» parlare «delle prospettive delle relazioni tra Italia e Russia» dopo le elezioni politiche in Italia del 25 settembre. «Tutto – ha affermato – dipenderà dalle azioni concrete e dai provvedimenti presi in pratica dalle autorità italiane». Le tensioni tra la Russia e i Paesi occidentali sono aumentate ulteriormente dopo l'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe e Zakharova ha affermato che per ora le relazioni di Mosca con l'Italia sono minate dal «sostegno» dell'Italia all'Ucraina. Lo riporta la Tass.

16.50 – Putin: “L’Occidente sta cercando di provocare conflitti nella Csi”
Allarga i confini del conflitto il Presidente russo Vladimir Putin. I Paesi Occidentali – ha detto nella riunione dei capi dei servizi di intelligence dei Paesi della Comunità degli Stati indipendenti (Csi) – stanno cercando di provocare conflitti nella Csi. «Gli oppositori geopolitici dei paesi della Csi sono pronti a mettere in pericolo qualsiasi nostro stato scatenando un massacro sanguinoso», ha sostenuto, citato dall'agenzia Ria Novosti. «La situazione ai confini dei paesi della Comunità degli Stati indipendenti richiede maggiore attenzione».

16.47 – Finlandia condanna tentativo russo annessione territori ucraini. Marin: non riconosceremo mai referendum illegali Russia
«La Finlandia condanna con la massima fermezza ogni tentativo della Russia di annettere territori che fanno parte dell'Ucraina. I falsi referendum illegali della Russia non saranno mai riconosciuti». Lo scrive su Twitter Sanna Marin, la primo ministro della Finlandia.

La Finlandia chiude i confini ai russi. Il ministro: "Impediremo totalmente ogni ingresso"

16.30 – Esercito Kiev: la prima linea del fronte è di 850 km. “Stiamo contrastando gli invasori lungo 3.390 km di territorio”
«Le forze armate dell'Ucraina stanno contrastando gli invasori russi lungo 3.390 km di territorio, mentre la prima linea del fronte è di 850 km». Lo ha affermato il generale di brigata Oleksiy Gromov, vicecapo del dipartimento operativo principale dello Stato maggiore delle forze armate ucraine, secondo quanto riferisce Ukrinform.

16.22 – Ungheria: “Niente appoggio a nuove sanzioni Ue su energia”
L'Ungheria non sosterrà l'ottavo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia se colpirà anche l'energia. Lo ha minacciato Gergely Gulyas, capo di gabinetto del premier Viktor Orban, durante un briefing. «Finora l'Ungheria ha fatto molto per mantenere l'unità europea, ma se il pacchetto contiene sanzioni nel campo dell'energia, allora non possiamo sostenerlo. Stiamo aspettando la bozza esatta dell'ottavo pacchetto di sanzioni, la studieremo attentamente, poi si potrà parlare, ma l'Ungheria non può sostenere sanzioni nel campo dell'energia», ha detto Gulyas.

16.18 – Amb. Usa alla Nato: “Sorpresi da mobilitazione, è debolezza”. “Referendum in Ucraina non cambiano aiuti a Kiev”
«Siamo rimasti sorpresi dalla decisione di Vladimir Putin di dichiarare la mobilitazione, è un atto di debolezza». Lo ha detto l'ambasciatrice Usa alla Nato Julianne Smith nel corso di un incontro con la stampa internazionale. «I falsi referendum in Ucraina non cambieranno in nessun modo l'aiuto che forniremo a Kiev», ha aggiunto precisando che il tipo di armamenti che gli Usa sono disposti a fornire «verrà valutato nel corso dei costanti scambi d’informazione con le autorità ucraine». Smith ha ribadito che le minacce di utilizzare le armi nucleari evocate da Mosca «destano preoccupazione» sia negli Usa che alla Nato e che la situazione sul campo è «costantemente monitorata» dagli Alleati.

16.12 – Zelensky convoca per domani una riunione urgente Consiglio sicurezza
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha convocato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina per domani, nella stessa data in cui il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'evento per la certificazione dell'annessione a Mosca dei territori ucraini occupati, come riporta Ukrainska Pravda. «Il presidente Volodymyr Zelensky ha convocato per domani una riunione urgente del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina. L'ordine del giorno e altri dettagli saranno annunciati in seguito» recita il comunicato dell'ufficio stampa presidenziale.

16.10 – Kiev: “Oltre 100mila coscritti già mobilitati da Mosca”
Lo Stato Maggiore ucraino ha riferito che dall'inizio dell'annuncio della mobilitazione, in Russia sono già state richiamate 100.000 persone. Lo ha comunicato il vice-capo della direzione operativa principale dello stato maggiore delle forze armate ucraine Alexei Gromov, come riporta Ukrainska Pravda. «In Russia, dopo l'annuncio della mobilitazione parziale, continua attivamente la coscrizione dei responsabili del servizio militare. Attualmente sono già state convocate più di 100mila delle 300mila annunciate. La cifra di 300mila non è quella definitiva, è molto probabile che il numero dei mobilitati sarà sensibilmente superiore», ha dichiarato Gromov, aggiungendo che la mobilitazione in Russia non è iniziata il 21 settembre, ma prima e che le informazioni arrivate dai prigionieri indicano che quelli mobilitati a settembre sono stati inviati al fronte in meno di una settimana senza preparazione e coordinamento.

15.30 – Nyt: telefonate di soldati russi contro la guerra
«Mamma, credo che questa guerra è la decisione più stupida che il nostro governo abbia mai preso». È il contenuto di una delle telefonate dei soldati russi impegnati nella guerra in Ucraina pubblicate dal New York Times. Utilizzando dei telefoni condivisi, le truppe russe hanno effettuato chiamate in Russia per un periodo di diverse settimane, chiamando a casa mogli, parenti e amici, nonostante gli fosse stato ordinato di non farlo, spiega il New York Times, aggiungendo che le conversazioni sono state inizialmente intercettate dalle forze dell'ordine ucraine prima di essere trasmesse al giornale. Nelle telefonate, avvenute nelle prime fasi della guerra in Ucraina, i soldati riferiscono di essere stati gettati in guerra senza preavviso e di aver subito perdite crescenti mentre il loro tentativo di impadronirsi di Kiev vacillava. I soldati raccontano anche di aver ricevuto l'ordine di «uccidere tutti quelli che vediamo». In una delle telefonate intercettate un soldato ha puntato il dito contro il presidente russo Vladimir Putin definendolo un «folle» per aver ordinato l’invasione.

15.20 – Zelensky: “Con Draghi abbiamo discusso della reazione ai referendum”
«Durante il dialogo con il primo ministro italiano, Mario Draghi, si è discusso anche della necessità di una decisa reazione allo svolgimento degli pseudo-referendum da parte della Russia nei territori occupati». Lo scrive il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su Telegram, aggiungendo di averlo «informato sulla situazione al fronte» e di aver scambiato opinioni «sulla possibilità dell'Italia di continuare ad assistere la difesa» ucraina.

15.10 – Kiev: trovata un nuova camera della tortura nella regione di Kharkiv
Le forze dell'ordine ucraine hanno scoperto un'altra camera di tortura dell'esercito russo nella regione di Kharkiv, come riporta Ukrainska Pravda. «È stato accertato che i russi hanno allestito una prigione e una camera di tortura per i residenti locali che non hanno sostenuto gli occupanti e si sono rifiutati di collaborare con loro», ha riferito la polizia nazionale ucraina. Secondo i testimoni, in una cella di circa 12 metri quadrati, l'esercito russo deteneva dalle 20 alle 40 persone. Nella stanza sono stati trovati strumenti di tortura, lacci, pinze, ecc. Le forze dell'ordine ucraine hanno scoperto che in questo luogo gli occupanti picchiavano senza pietà i prigionieri detenuti illegalmente, li torturavano con corrente elettrica, gli strappavano le unghie e gli rompevano le dita. Le date della permanenza dei prigionieri sono state scritte sui muri della camera di tortura. Inoltre, uno dei prigionieri ha scritto una preghiera in una delle celle.

14.50 – Nuovo scambio di prigionieri tra Ucraina e Russia
«Nuovo scambio di prigionieri. Sei persone sono tornate a casa: quattro marine e due civili. Gli ufficiali Oleksiy Bulakhov e Mykola Kostenko, i soldati Liudmyla Herasymenko e Ivan Zemlianoy, i civili Viktoria Andrusha e Yana Maiboroda», ha scritto su Telegram il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak, ciatato da Ukrinform. I militari hanno preso parte alle battaglie per Mariupol, ha aggiunto. I soldati russi hanno prelevato Viktoria Andrusha dalla sua casa il 27 marzo dopo aver trovato nel telefono della ragazza dati su attrezzature russe, che lei aveva passato alle Forze Armate dell'Ucraina. Successivamente, Andrusha è stata trasferita nella Federazione Russa e trattenuta in un centro di detenzione preventiva a Kursk. Yana Maiboroda è stata fatta prigioniera dopo che nel suo telefono sono state trovate foto di attrezzature russe di stanza nella zona di Chernobyl. «Negoziare lo scambio è un lavoro difficile, e la libertà degli ucraini è la migliore ricompensa per questo. È questo che ci spinge a lavorare con la massima efficienza. Gli scambi continuano. Il nostro obiettivo è quello di restituire tutti i nostri cittadini. Ci stiamo lavorando senza sosta e ci riusciremo sicuramente», ha dichiarato. Yermak ha sottolineato che questo mese sono tornati dalla prigionia un totale di 235 ucraini: «Non ci fermiamo. Gloria all'Ucraina. Riporteremo a casa tutti», ha assicurato.

14.00 – Sofia: rischio mobilitazione per i bulgari in Russia con doppia cittadinanza
«Non ci sono dirette minacce alla nostra sicurezza nazionale ma c'è il rischio che bulgari con doppia cittadinanza residenti in Russia vengano mobilitati». Lo ha dichiarato il ministro della Difesa bulgaro Dimitar Stoyanov a margine del Consiglio di sicurezza convocato a Sofia dal premier ad interim Galab Donev alla luce della mobilitazione in corso nella Federazione russa. «Queste persone sono effettivamente soggette alla mobilitazione, intendo i cittadini che vivono in Russia e hanno cittadinanza bulgara e russa», ha spiegato il ministro. A suo giudizio ogni cambiamento della situazione geopolitica porta a rispettive preoccupazioni. Un'eventuale svolta nella guerra in Ucraina potrebbe avvenire, secondo il ministro, a seguito della mobilitazione in Russia ma è molto importante quante persone saranno mobilitate. «Se sono 300mila non mi aspetto una svolta significativa», ha concluso il ministro Stoyanov.

13.30 – Rilasciato dopo condanne politiche, l’oppositore Leonid Gozman lascia Russia
L'oppositore russo Leonid Gozman ha lasciato la Russia dopo essere stato in detenzione per 30 giorni per due condanne inflittegli con l'accusa di aver «comparato» il regime sovietico a quello nazista in due vecchi articoli (del 2013 e del 2020): lo riporta Radio Liberty. Le condanne sono ritenute ovviamente di matrice politica. Gozman ha criticato apertamente l'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe. Dopo l'inizio del conflitto aveva lasciato la Russia, ma era poi tornato a Mosca a giugno.

12.35 – Ungheria minaccia veto su nuove sanzioni Ue: "Se pacchetto colpisce energia, Budapest non lo sosterrà”
«Se il nuovo pacchetto di sanzioni» contro Mosca proposto dall'Ue «include misure restrittive sull'energia, l'Ungheria non lo sosterrà». Così il ministro della presidenza del Consiglio dei Ministri ungherese, Gergely Gulyas, in conferenza stampa.

12.34 – Cremlino, domani l’annessione nuovi territori
Vladimir Putin prenderà parte domani al Cremlino alla cerimonia di firma dei trattati di adesione di nuovi territori ucraini alla Russia. La cerimonia avvera' al Cremlino alle 15 ora di Mosca, le 14 in Italia. Lo ha reso noto il portavoce presidenziale Dmitry Peskov.

12.08 – Kiev, 6 civili uccisi dopo attacchi russi nel Donetsk
È di 6 civili morti e 4 feriti il bilancio degli ultimi attacchi russi nella regione di Donetsk. Lo ha riferito il governatore della regione, Pavlo Kyrylenko, come riporta Kiev Independent. Kyrylenko ha spiegato che le forze russe hanno ucciso due civili a Toretsk, uno a Bakhmut, uno a Pivnichne, uno a Blahodatne e uno a Mykolaivka. Secondo Kyrylenko, dall'inizio della guerra su vasta scala, la Russia ha ucciso 901 civili nella regione di Donetsk, escludendo le vittime di Mariupol e Volnovakha.

12.07 – Sir, 300 i luoghi di culto distrutti da febbraio
Nessun Dio viene risparmiato: sono almeno 270 gli edifici religiosi in almeno 14 regioni dell'Ucraina che sono stati completamente distrutti o hanno subito distruzioni a seguito dell'attacco armato della Federazione Russa: chiese, moschee, sinagoghe, Sale del Regno, edifici educativi e amministrativi delle comunità religiose dell'Ucraina. Lo riferisce il Sir, citando il Servizio statale dell'Ucraina per gli affari etnici e la libertà di coscienza. In particolare cinque dei 270 edifici danneggiati dall'attacco russo sono musulmani, cinque sono luoghi dedicati alla religione ebraica mentre gli altri sono per la maggior parte cristiani di diverse confessioni: comunità protestanti, Chiesa ortodossa ucraina, Chiesa cattolica latina, Chiesa greco-cattolica ucraina. A questi vanno aggiunti diversi edifici che appartengono a varie comunita' di Testimoni di Geova. La chiesa piu' colpita e' la Ortodossa Ucraina, protagonista pochi anni fa di un contestato scisma dal Patriarcato di Mosca. Ad essa appartiene il 52 percento degli edifici cristiani danneggiati, completamente o parzialmente distrutti a seguito dell'attacco russo. La geografia delle distruzioni indica che il maggior numero di edifici religiosi distrutti nelle regioni di Donetsk (67) e Luhansk (58) seguite dalle regioni di Kiev (43) e Kharkiv (35).

Arruolato per andare a combattere in Ucraina, soldato spara al suo comandante in Russia

12.02 – 007 Gb, mobilitazione Putin può influenzare economia Russia
La mobilitazione voluta dal presidente russo Vladimir Putin rischia di influenzare in modo significativo l'economia di Mosca. Lo riferisce l’intelligence del ministero della Difesa del Regno Unito nel suo report sulla guerra in Ucraina. Secondo l'intelligence britannica i russi «più ricchi e istruiti» rappresentano la maggior parte di coloro che cercano di lasciare il Paese per sfuggire alla mobilitazione. Si prevede, quindi, che la disponibilità di lavoro si ridurrà con la partenza di massa di persone istruite. «È probabile che l'accelerazione della fuga di cervelli diventi sempre più significativa», si legge nel rapporto.

11.43 – Baerbock, referendum l’opposto di un voto libero ed equo

«L’opposto di un voto libero». Con queste parole il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, ha condannato il referendum celebrato in quattro regioni dell'Ucraina orientale per giustificare la loro annessione alla Russia. La gente «è stata portata fuori casa e fuori dai posti di lavoro con le minacce e a volte anche con un'arma puntata addosso perché depositasse la scheda nell'urna», ha dichiarato. «È l'opposto di un voto libero ed equo. L’opposto della pace. È una pace imposta, una pace dittatoriale. Fintanto che questo diktat russo resterà in vigore nei territori occupati dell'Ucraina nessun cittadino sarà libero e sicuro, nessun cittadino sarà protetto».

11.35- Ufficio arruolamento russo al confine con Kazakistan 
Al confine russo-kazako, nella regione meridionale russa di Astrachan, sarà presto allestito un checkpoint per il controllo e l'arruolamento di quanti cercano di lasciare la Russia via terra. Lo hanno annunciato le autorità regionali. L'ufficio di arruolamento sarà allestito al posto di blocco al checkpoint di Karauzek, nel territorio della regione di Astrakhan, dove si è creato «un ingorgo lungo molti chilometri a causa del gran numero di uomini in età militare in attesa di partire», scrive l’agenzia russa Tass. Le fila di auto sono di quanti cercano di sfuggire alla mobilitazione decisa dal Cremlino.

11.35 – Sindaco: «Russi bombardano Kramatorsk, 10 feriti»
«L’esercito russo ha lanciato quattro attacchi missilistici su Kramatorsk». Lo ha scritto su Telegram il sindaco della città Oleksandr Honcharenko, aggiungendo che «si sa già di circa 10 feriti. Grattacieli, infrastrutture e case private sono stati danneggiati». 

11.05 – Draghi chiama Zelensky
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha avuto oggi una nuova conversazione telefonica con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.
Il colloquio si è incentrato sugli ultimi sviluppi della situazione sul terreno e sui «referenda» illegali indetti dalla Federazione Russa nelle zone occupate del Donbass, di Kherson e di Zaporizhzhia. Il Presidente Draghi ha assicurato che l’Italia non riconoscerà l’esito dei «referenda» e ha confermato il continuo sostegno da parte del Governo italiano alle Autorità e alla popolazione ucraina in tutti gli ambiti.

11.05 – Da stanotte Finlandia limiterà ingresso ai russi
La Finlandia dovrebbe limitare già stanotte l'ingresso dei russi. Lo scrive il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, anticipando l'annuncio che dovrebbe essere fatto in una conferenza stampa alle 13:15.

10.42 – Turchia: «Non riconosciamo referendum in territori ucraini»
«Non riconosciamo il risultato di questi referendum». Lo ha affermato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, durante una conferenza trasmessa dalla Tv di Stato Trt, parlando del via libera all'adesione alla Federazione russa emersa dai referendum tenuti nelle regioni dell'Ucraina occupate dalle truppe di Mosca. "Non abbiamo mai riconosciuto l'annessione della Crimea e abbiamo chiarito che non riconosceremo il risultato di questi referendum", ha affermato il capo della diplomazia di Ankara.

10.37 – Erdogan, guerra nucleare sarebbe catastrofe
Il costo di dichiarare una guerra nucleare sarebbe catastrofico". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante un'intervista a Cnn Turk, parlando del conflitto tra Mosca e Kiev. "Non si dovrebbe pensare a questo, risolvere il problema attraverso la diplomazia sarebbe il passo più appropriato", ha aggiunto il leader turco

10.22 – Kiev: forte esplosione in zona residenziale Melitopol Media, obiettivo collaboratrice dei russi
Forte esplosione nella zona residenziale di Melitopol, ha riferito il sindaco in esilio Ivan Fedorov, citato da Unian. La pubblicazione Ria Melitopol dice che l'obiettivo dell'ordigno era una collaboratrice ucraina dei russi, «il direttore del dipartimento dell'istruzione Olena Shapurova. La traditrice sarebbe viva». L'agenzia di stampa statale russa Tass ha confermato l'esplosione di un ordigno artigianale imbottito di proiettili nei pressi di una scuola. La deflagrazione ha provocato un ferito: «L'ordigno era attaccato a un albero ed è esploso mentre passava un veicolo. Il veicolo è stato danneggiato e il suo conducente ha riportato lievi ferite».

10.04 – Anche la Romania invita cittadini a lasciare Russia Bucarest: non riconosceremo referendum su annessione
Il ministero degli Esteri della Romania, in una nota ufficiale, ha invitato i propri cittadini che si trovano per diversi motivi in Russia ad abbandonare immediatamente il paese nel contesto della mobilitazione generale proposta da Putin. Il ministero raccomanda al tempo stesso di «evitare luoghi affollati nei quali sono in atto manifestazioni e di non lasciarsi coinvolgere negli sviluppi di eventuali azioni di protesta o altre manifestazioni che possano degenerare in violenza urbana». Inoltre, nel comunicato il ministero sottolinea che non riconoscerà i risultati dei referendum di annessione dei territori ucraini. Un analogo appello a lasciare la Russia è stato lanciato da Stati Uniti, Polonia e Bulgaria.

09.29 – Intelligence Gb: russi in fuga più numerosi di quelli al fronte
«Nei sette giorni trascorsi da quando il presidente Putin ha annunciato la 'mobilitazione parziale' c'è stato un considerevole esodo di russi che cercavano di sfuggire alla chiamata. Sebbene i numeri esatti non siano chiari, probabilmente supera la dimensione della forza di invasione totale che la Russia ha messo in campo nel febbraio 2022». Lo scrive l'intelligence britannica, nell'ultimo rapporto diffuso dal ministero della Difesa di Londra. «I più facoltosi e istruiti sono i più numerosi tra coloro che tentano di lasciare la Russia", si legge ancora nel rapporto, dove si osserva che «se sommato al numero dei riservisti mobilitati, è probabile che l'impatto economico interno della ridotta disponibilità di manodopera e dell'accelerazione della "fuga di cervelli" diventi sempre più significativo».

09.25 – Da Usa anche 18 lanciarazzi Himars
Ci sono anche 18 lanciarazzi Himars con relative munizioni nel nuovo pacchetto di aiuti militari Usa da 1,1 miliardi di dollari a Kiev. Lo ha riferito il Pentagono, spiegando però che gli Himars fanno parte di necessità difensive a lungo termine e saranno consegnati tra alcuni anni. Washington infatti li acquisterà dai produttori, non li preleverà dai propri arsenali, come ha fatto finora.

08.34 – Capo Duma contro esodo russi, vietato lasciare Paese
Il presidente della Duma Vyacheslav Volodin ha attaccato i russi che fuggono dopo l'annuncio della mobilitazione parziale nella Federazione per la guerra in Ucraina. «Ai cittadini che sono registrati nelle forze armate, dal momento in cui la mobilitazione viene annunciata, non è permesso di lasciare il loro luogo di residenza senza l'autorizzazione dei commissariati militari», ha sottolineando in un post su Telegram. «Esiste una legge e tutti coloro che sono tenuti al servizio militare dovrebbero seguirla», ha concluso. E' il più alto esponente russo che abbia chiesto finora il divieto di espatrio per i russi che possono essere richiamati per la mobilitazione.

08.15 – Kiev, bombardamenti a Dnipro, morto un bambino
Un nuovo bombardamento russo ha colpito un quartiere residenziale a Dnipro, uccidendo tre persone tra cui un bambino. Il bilancio provvisorio è di altri 5 feriti. Lo riferisce il capo di Dnipropetrovsk Ova Valentyn Reznichenko su Telegram, secondo quanto riporta Ukrinform. «I russi hanno colpito la notte Dnepr con razzi. Hanno preso di mira aree residenziali. Finora sappiamo di tre morti, tra cui un bambino. Altri cinque sono rimasti feriti, inclusa una ragazza di 12 anni», afferma. I soccorritori «hanno portato la bambina fuori dalla casa distrutta, dove stava appena dormendo quando un razzo russo ha colpito l'abitazione. Diverse case sono andate completamente distrutte. I soccorritori continuano a scavare sotto le macerie, cercando altre persone. É possibile che vi siano anche altri bambini».

04.38 – Su Nyt intercettazioni soldati russi: “Putin è pazzo”
Il New York Times ha pubblicato un articolo con presunte conversazioni intercettate di soldati russi impegnati nella guerra in Ucraina. «Ci hanno dato l'ordine di uccidere tutti quelli che vediamo» e «Putin è pazzo. Vuole prendere Kiev, ma non possiamo farlo» sono tra le frasi, presumibilmente pronunciate dai soldati nelle conversazioni con i loro parenti in Russia, diffuse dal quotidiano statunitense. «La nostra offensiva si è fermata. Stiamo perdendo questa guerra», «Abbiamo perso mezzo reggimento» e «Quando tornerò a casa lascerò i dannati esercito» sono tra gli altri scampoli di colloqui pubblicati, dai quali emergono frustrazione e pessimismo sull'andamento del conflitto.

00.02 – Zelensky a russi: combattete per vostra libertà non su nostra terra
Nel corso del suo videomessaggio serale su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha esortato i russi a combattere per i loro diritti e la loro vita e a non «intromettersi» in Ucraina. «Per quanto riguarda la situazione al fronte, ci è tutto chiaro - ha detto Zelensky - Perciò, lo ripeto ancora una volta, per chi capisce solo il russo: se vuoi vivere, corri. Se vuoi vivere, arrenditi. Se vuoi vivere, combatti per le tue strade e per la tua libertà. Tutto ti è stato comunque tolto».

23.55 – Zelensky: ottavo pacchetto sanzioni Ue sia forte e non simbolico
«Ad oggi c'è ancora qualcosa da aggiungere all'ottavo pacchetto di sanzioni» dell'Ue nei confronti della Russia. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymr Zelensky parlando nel suo discorso serale del colloquio avuto con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. «Abbiamo toccato le questioni energetiche, in particolare la fornitura di gas all'Europa e il sabotaggio al gasdotto Nord Stream - ha spiegato -, inoltre abbiamo discusso della preparazione del nuovo pacchetto di sanzioni dell'Unione Europea che deve essere veramente forte e non simbolico. Ad oggi, c'è ancora qualcosa da aggiungere».

23.50 – Zelensky: piano per aiutare tutti coloro che sono stati liberati dalla prigionia russa
Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, nel suo discorso serale ha annunciato l'inizio dell'attuazione del piano per aiutare tutti coloro che sono stati recentemente liberati dalla prigionia russa. Lo riporta Unian. «Stanno ricevendo elementi di aiuto prioritari - ha spiegato - prima di tutto il supporto medico». Zelensky ha aggiunto inoltre che i comandanti di 'Azovstal', che si trovano in Turchia, potranno presto vedere i loro parenti. «Stiamo lavorando per questo», ha assicurato. 

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