La nave Open Arms sotto sequestro a Pozzallo

Ieri sera il fermo amministrativo da ieri sera, quando è stata ispezionata nelle stesse ore del rinvio a giudizio del leader della Lega, Matteo Salvini, per sequestro di persone a rifiuto d’atti d’ufficio

POZZALLO (RAGUSA). La Open Arms è in fermo amministrativo da ieri sera. La nave della Ong catalana è stata sottoposta dalla Guardia costiera a una lunga ispezione, durata 17 ore, al termine della quale è stato emesso il provvedimento di fermo. La Open Arms non può dunque lasciare la banchina del porto di Pozzallo a cui è attraccata, nemmeno per recarsi in Spagna dove in effetti stava per dirigersi. Singolare la coincidenza: l’ispezione avveniva nelle stesse ore in cui a Palermo si consumava l’ultimo atto dell’udienza preliminare per il «caso Open Arms» e il gup Jannelli rinviava a giudizio il leader della Lega, ed ex ministro dell’Interno nel governo Conte 1, Matteo Salvini, per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio.

La Open Arms è nel porto di Pozzallo dallo scorso 15 aprile, dopo aver completato in rada il periodo di quarantena seguito all’ultimo salvataggio di migranti. Una scelta dovuta al forte maltempo di questi giorni che l’ha costretta a trovare un riparo, come nelle stesse ore aveva dovuto fare la Ocean Viking di Sos Mediterranee, attraccata nel porto di Augusta.

Ieri sulla Open Arms si sono presentati militari della Guardia costiera giunti appositamente da Genova («Procedura per nulla inusuale - dicono dalla Guardia costiera - si mandano gli specialisti da dove in quel momento sono disponibili») per un «Port State control», un’ispezione di bordo prevista dai regolamenti internazionali per navi che non battono bandiera nazionale. I controlli sono stati minuziosi e sono andati avanti per ore, concludendosi solo in serata. Secondo fonti della Guardia costiera, sono state trovate «alcune deficienze nel campo della sicurezza della navigazione e della tutela dell’ambienta marino. Cose superabili, da rettificare facilmente». Insomma, nulla che abbia a che vedere con la funzione di nave di soccorso, per la quale la Open Arms è certificata dalla Spagna, tra le poche imbarcazioni ad avere una simile certificazione. Il fondatore della Ong, Oscar Camps, pubblicando una foto della «severissima ispezione» di ieri, si chiede se si sia trattato di «una vendetta». Secondo la Guardia costiera, invece, il «Port State control» era dovuto in quanto ogni nave straniera dei Paesi che aderiscono alla convenzione internazionale ne deve effettuare uno almeno ogni 12 mesi e la Open Arms aveva superato questo limite.

La nave, al termine dell’ispezione, è stata dunque fermata e il provvedimento resterà in vigore fino a quando non verranno rimosse le anomalie segnalate dalla Guardia costiera. L’ultima volta che una nave Ong era stata fermata dopo un «Port State control» era accaduto nello scorso marzo. Quella volta toccò alla Sea Watch 3, nel porto di Augusta dove si trova tuttora.    

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