Madre biologica accetta il prelievo del sangue. Si apre una speranza di guarigione per Daniela Molinari

La donna, che aveva abbandonato la figlia alla nascita, aveva rifiutato. In seguito agli appelli e all'aiuto del personale del Tribunale dei Minori di Milano, si è convinta. Ora si può procedere con la mappatura genetica

Alla fine la madre di Daniela Molinari ha ceduto, e ha detto di sì all'esame che potrebbe permettere alla figlia biologica di trovare una nuova cura per la sua malattia oncologica grazie alla mappatura del Dna. Come riportano oggi alcuni quotidiani, Daniela Molinari, figlia biologica della donna comasca, e nata a Como, ha ora una nuova speranza. Senza il Dna della mamma, che partorì a 19 anni nell’ospedale comasco Sant’Anna, rinunciando da subito alla piccola, le cure non sarebbero potute cominciare. 

Per convincere la donna, ora 70enne, (che ha avuto altri figli ed è nonna) ha scritto lettere aperte, ha partecipato a trasmissioni tv e ha interessato il Tribunale dei Minori di Milano. La madre è stata poi convinta dopo diversi colloqui con gli psicologi del Tribunale che le hanno garantito il rispetto assoluto dell'anonimato. «Abbiamo assicurato una risposta rapidissima» dicono dal Tribunale.

Daniela Molinari oggi ha due figli e fa l'infermeria. È cresciuta con l'aiuto e l'educazione di una famiglia adottiva. Fino alla notizia della malattia non aveva mai aveva puntato il dito contro la madre biologica. Ma quando ha scoperto di avere un cancro si è trovata costretta a chiedere il suo aiuto, pur facendo presente di non voler conoscere la madre né di chiederle nulla salvo quel piccolo prelievo. Ma la madre si era rifiutata di sottoporsi a qualunque indagine perché era troppo doloroso ricordare quel periodo della sua vita, e le circostanze - a quanto pare drammatiche - che l'avevano portata quando era giovanissima ad affidare la bimba alle suore di un orfanotrofio di Como. 

Al rifiuto della donna, la 47enne le aveva scritto una lettera, pubblicata sulle pagine di un qutotidiano locale. «Mi chiedo come tu ti addormenti la sera come fai a vivere sapendo che hai negato senza possibilità di ripensamento la cosa che ti è stata chiesta: un prelievo di sangue in totale anonimato, organizzato secondo le tue regole e la tua volontà, che non andrebbe a cambiare nulla della tua situazione di vita attuale perché nessuno saprebbe, e che a me invece consentirebbe di far crescere la mia bambina che ha solo nove anni e ha il diritto di avere al proprio fianco la sua mamma. Da quando ero bambina ti ho sempre difesa dicendo che ti ero comunque grata perché avevi fatto la scelta di donarmi la vita. Ma ora mi hai spiazzata emotivamente, mi stai togliendo consapevolmente e lucidamente la stessa vita che avevi allora deciso di donarmi. Spero ancora che tu possa ripensare alla tua decisione, il Tribunale è pronto comunque in caso ad aiutarti».  Ora la svolta e l’inizio di un nuovo percorso che, si spera, possa aiutare Daniela a guarire.

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