Padova sceglie un rettore donna per l’università: è la prima volta in 800 anni di storia

La neo rettrice Daniela Mapelli

Daniela Mapelli alla guida dell'ateneo fondato nel 1222: «Responsabilità e spirito di servizio». Sette mesi fa anche a Roma la Sapienza si era tinta di rosa con la nomina Antonella Polimeni 

«Grazie, grazie! Mi sta arrivando un'incredibile ondata di affetto. Molto più forte delle mie capacità…di risposta. Intanto vi ringrazio, prometto che nei prossimi giorni risponderò a tutte e tutti». Si mostra sorpresa Daniela Mapelli: non aveva previsto una tale attenzione rivolta alla sua nomina di rettrice dell'Università degli studi di Padova. Ma doveva aspettarselo: è il primo rettore donna dell'ateneo veneto fondato nel 1222 che guiderà per sei anni, dal 2021 al 2027. In quasi un millennio, 800 anni fra pochi mesi, non era mai accaduto. 

Ad eleggerla sul gradino accademico più alto è stata una votazione al termine della quale si è proceduto allo scrutinio in modalità telematica al quale hanno presenziato, in Archivio Antico del Palazzo Bo, il Decano professor Francesco Baldassarri, la Commissione tecnica e tutti i candidati. 

La presentazione 

Prima di postare il messaggio di ringraziamento pubblico sui social venerdì scorso, 18 giugno, si è presentata nell'aula Magna di Palazzo Bò con un pizzico di commozione unito a una grossa dose di determinazione:

«Sono ancora un po’ frastornata, i colleghi mi hanno festeggiata fino a tarda notte, è un'emozione grandissima - ha detto -. Fin da domani inizierò a realizzare la responsabilità che mi accompagnerà per i prossimi sei anni. Tra poco entreremo nel nostro 800/o anno di storia, abbiamo un patrimonio storico di inestimabile valore e dobbiamo guardare al futuro, guardare alla ricerca. È una comunità straordinaria, con 61.000 studenti, che dal primo ottobre inizierò a guidare, mettendomi al servizio del nostro ateneo e di tutti quanti». 

Lo spirito di servizio

La neo rettrice ha quindi comunicato che per il momento non indicherà i prorettori: «Prima voglio identificare i prorettorati e le deleghe di cui necessita il nostro ateneo, e attorno alle deleghe cercheremo i nomi - ha spiegato -. Per ricoprire questi ruoli serve un grande senso istituzionale. Bisogna essere al servizio di tutto l'ateneo, e di tutta la comunità. Serve anche un forte senso di generosità, in termini di tempo e di energia. Chi accetta questo incarico deve essere pronto ad abbandonare i propri interessi di ricerca, i propri laboratori, perché serve tempo da dedicare alle istituzioni». Mapelli ha poi enucleato in poche frasi quello che  punta ad essere il suo spirito per l’appunto «di servizio» nella vita universitaria soprattutto in un periodo storico come quello attuale, in una fase di ripartenza, dopo l'emergenza di una pandemia che ha scardinato molti punti fermi. E ne ha ridefinito tanti altri: «Serve un forte spirito di collaborazione e condivisione con tutti e la predisposizione ad accogliere e ascoltare il prossimo» ha sottolineato in conferenza stampa.

La sfida

Dieci giorni fa sulla sua pagina Facebook aveva postato una riflessione sotto l'immagine che la ritraeva con la mascherina: «Sono particolarmente affezionata a questa foto. È stata scattata il giorno in cui ho potuto ricominciare, in presenza, il mio corso. Ed ero emozionata, felice di poter rivedere studentesse e studenti, dialogare con loro. Come abbiamo affrontato la pandemia? Una domanda che mi pongo spesso. L’impegno, la disponibilità di tutte e tutti, è stato eccezionale. L’Università cambierà nei prossimi anni. Cambierà perché la pandemia è un punto, giocoforza, di svolta. Cambierà perché l’evolversi è fisiologico, pure per le istituzioni. Ma da questi mesi, anche da questa campagna elettorale così unica, diversa dalle altre, mi resta una convinzione netta: sapremo affrontare le sfide che ci attendono».

Una per il momento è vinta: «Dal prossimo ottobre potremo -finalmente! - dire "uomini e donne che hanno guidato l’Università di Padova"... ». Sette mesi fa anche La Sapienza di Roma la più grande università d’Europa, fondata nel 1303, ha avuto la sua prima rettrice in oltre 700 anni di storia: Antonella Polimeni eletta lo scorso novembre. 

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