Spari per la “prima fila” alla comunione: un arresto e cinque misure cautelari ad Acireale

Il movente della sparatoria, in cui rimase ferito anche un carabiniere che assisteva alla cerimonia del figlio, era legato all'assegnazione dei posti in chiesa

CATANIA. Il 5 settembre scorso una rissa tra due famiglie dentro e davanti a una chiesa di Acireale, per una banale quanto assurda questione di posti assegnati, si era trasformata in tragedia: un carabiniere intervenuto, il vice brigadiere Sebastiano Giovanni Grasso, 43 anni, fu gravemente ferito da un colpo di pistola sparato da uno dei protagonisti, subito arrestato. Ora la procura di Catania ha chiuso l’indagine e, dopo avere ricostruito i fatti e avere individuato gli altri responsabili di quella rissa, ha chiesto e ottenuto dal gip 6 misure cautelari per rissa aggravata in concorso: una custodia in carcere e 5 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Le immagini di alcune telecamere di video sorveglianza, diffuse oggi dagli investigatori, hanno aiutato i carabinieri di Acireale a ricostruire le varie fasi della rissa, fino al momento dello sparo.

Acireale, botte e colpi di pistola durante la prima comunione: il video della rissa in chiesa

Nella chiesa di Santa Maria Ammalati, frazione di Acireale, quel pomeriggio si celebravano le prime comunioni. Per i genitori separati di un bambino erano stati stabiliti posti diversi: il papà Alberto Leocata con la nuova compagna in prima fila, la madre Carmen Addamo agli ultimi posti. Tanto è bastato perché già dentro la chiesa scoppiasse una prima rissa tra le due famiglie, davanti a decine di persone e agli altri bambini. Rosario Addamo, ex suocero di Leocata, e il figlio Achille, ex cognato, si scagliarono contro il padre del bambino prima con ingiurie, poi con le mani. Sembrava finita lì ma Alberto Leocata, prima di uscire dalla chiesa, aveva preferito chiamare i carabinieri per farsi scortare fino all’auto. Fuori, sul sagrato, davanti agli stessi militari, la rissa era erò ricominciata e Achille Addamo, assieme al fratello Giuseppe, cominciarono a inveire contro l’ex cognato. A dare manforte ad Alberto Leocata arrivarono il padre e il fratello, Camillo e Salvatore. I carabinieri cercarono di dividere i due gruppi e a loro si aggiunse, fuori dal servizio e in chiesa per assistere alla prima comunione del proprio figlio, il vice brigadiere Grasso.

Fu a quel punto che Camillo Leocata tirò fuori una pistola e sparò un colpo che raggiunse il carabiniere Grasso alla testa, ferendolo gravemente. Lo sparatore, nonno materno del bambino che aveva fatto la prima comunione, fu subito arrestato per tentato omicidio e porto illegale di arma comune da sparo. Ora l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip lo lascia in cella con in più l’accusa di rissa aggravata in concorso, notificata anche ad altri partecipanti per i quali è stato disposto invece l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Alberto e Salvatore Leocata, figli dell’uomo che ha sparato (Alberto è il padre del bambino), e Rosario, Achille e Giuseppe Addamo, rispettivamente padre e fratelli della madre del bambino; quest’ultima, invece, non è coinvolta nell’inchiesta.

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