Salvatore Caruso, il biglietto alla lotteria del tennista siciliano che subentrerà a Djokovic

Così il numero 129 del mondo, da Avola, prenderà nel tabellone il posto di Novak

Caruso Salvatore, da Avola. L’uscita di Novak “Novax” Djokovic dagli Australian Open – causa espulsione dall’Austrialia – ha prodotto una delle storie miracolate più incredibili del tennis attuale, la straordinaria parabola di Salvatore Caruso, tennista siciliano numero 146 del mondo, 29 anni, di Avola, che non solo è stato ripescato nel tabellone del primo Slam stagionale al posto del tennista serbo, ma siccome era stato stato già pubblicato l'ordine ufficiale di gioco della prima giornata, subentra in tabellone esattamente nella stessa collocazione di Djokovic e cioè domani affronterà il serbo Miomir Kecanonic. «Lo può sicuramente battere», dice il suo allenatore. 

E certo l’incredibile fascino della storia non sta in quello che Caruso incasserà, il gentil regalo di Djoikovic vale 57.276 dollari, i soldi che vengono pagati a chi gioca il primo turno degli Australian Open, più o meno quanto può esser necessario per comprarsi – se si trova l’occasione giusta – una bella casetta con un pezzo di terra nel meraviglioso litorale traCatania e Siracusa, da cui Caruso proviene. Però no, non è una storia di vil denaro, questa, semmai di abbattimento delle frontiere dell’impossibile, di una zucca che diventa carrozza e di un paio di scarpette dorate che compaiono all’improvviso, per cui alla fine l’ignoto diventa famoso e l’antieroe potrebbe avere la chance della vita: in fondo, in una partita di tennis può succedere di tutto.

Caruso, poi. Quella faccia bellissima e sbarazzina, che ricorda in modo impressionante l’attore Mark Ruffalo sembra proprio l’amico italiano capitato lì per caso, il personaggio perfetto di un film di Tornatore, l’italiano disegnato apposta per piacere agli americani e a questo punto pure agli austrialiani. Era stato eliminato nelle qualificazioni dal giapponese Taro Daniel, poi il suo nome era uscito dal bussolotto come “lucky loser” di riserva del torneo – neanche il primo dei ripescati, il ripescato dei ripescati, e rendere ancor più fantasmagorica la vicenda – dopo Ernesto Escobedo e Joao Sousa, l’avversario di Jannik Sinner martedì. Se Djokovic non fosse già stato messo nel tabellone della prima giornata – gli Australian Open non hanno voluto credere fino alla fine anche solo all’idea che “Novax” potesse non giocare –, la posizione di Caruso sarebbe stata occupata dalla testa di serie numero 5, Andrej Rublev, il che poi avrebbe prodotto una serie di spostamenti conseguenti. Numero 146 del mondo, okay, ma l’allenatore di Caruso ci dice anche che ma nell'ottobre del 2020 era stato al 76esimo posto, e «il problema sono stati i diversi infortuni che lo hanno penalizzato». Dettagli e note a margine. Caruso resterà per sempre il simbolo di una chance pazzesca e imprevista: la possibilità dell’attimo.

Ora infatti salta tutto, e Caruso finisce a essere il decimo italiano in tabellone (assieme a nomi del calibro di Berrettini, che con l’uscita di Djokovic ha la strada abbastanza spianata, dal suo lato, Sinner, Sonego, Fognini, Musetti, Mager, Seppi, Travaglia e Cecchinato). Un’intera città tifa per lui. Il sindaco s’è appalesato per saltare addosso alla notizia, apprendiamo che si chiama Luca Cannata e sostiene che «Caruso è un ragazzo straordinario, un figlio dell’Italia e del sud, e porta nella maglia gli stemmi della Sicilia, siamo orgogliosi di averlo tra i nostri conterranei e siamo certi che ci possa rappresentare degnamente».

Lui se la ride, abbastanza sornione e forse più consapevole delle proporzioni del tutto, ma col sorriso di uno che a questo punto può qualunque cosa, baciato da un fattore K di questo livello, compreso passare il turno: «La vicenda che riguarda Djokovic non l'ho seguita molto». «Sono qui per giocare a tennis». «Mi trovo in questa situazione e penso di essere il lucky loser più famoso della storia». È così. Si permette anche l’onore delle armi, e qualche grammo di filosofia, «mi spiace per Djokovic, ma questa è la storia. È un grandissimo campione e credo che con il tempo supererà anche questa». Ora però tocca a Caruso Salvatore, 29 anni, semisconosciuto, vaccinato, da Avola, che voleva fare il pilota di formula uno, ma anche giocare agli Australian Open in fondo non è male.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

"Io, venuto al mondo mentre Falcone moriva. L'ostetrica fuggì via: era la zia dell'agente Schifani"

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi