Covid, 3 pazienti con sintomi su 10 rifiutano il tampone. Picco di contagi in Germania e Francia

Allarme dei medici di famiglia. La mancata prevenzione e la fine del tracciamento dei casi sono all’origine dell'ondata estiva di infezioni da Sars-CoV-2

ROMA.  Sos dei medici di famiglia: «Tre pazienti su 10 con sintomi rifiutano il tampone». Così «la diffusione del virus è facilitata dalla mancata registrazione della positività e dal ricorso a test “fai da te”». A delineare il fenomeno per è Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), secondo il quale per l'“ondata estiva” di infezioni da Sars-CoV-2 molta responsabilità hanno i tamponi fai da te che «hanno banalizzato il testing». E aggiunge: «Le persone che fanno i tamponi a casa se non hanno un lavoro dipendente o hanno scarse tutele, in presenza di pochi sintomi controllabili con i farmaci, in molti casi non denunciano la malattia per non dovesi isolare. E questo ovviamente fa correre il virus, in particolare con la contagiosità delle varianti Omicron». Prosegue Scotti: «Ormai ogni giorno, negli studi dei medici di famiglia, si discute con pazienti che hanno sintomi riconducibili al Covid, che chiedono terapie, ma si rifiutano di fare il tampone in farmacia, da noi o in strutture pubbliche per non dovere essere costretti all'isolamento in caso di positività. Direi che questo atteggiamento riguarda il 30% delle persone che sintomatologia sospetta».

All’estero

«E' possibile che questa ondata di contagi da Sars-Cov-2 nel nostro Paese si esaurisca rapidamente, come è successo in Sudafrica e Portogallo. Questo lo vedremo. Ma certamente dobbiamo tenere conto del fatto che più contagi ci sono più ci sono forme gravi perché, come sappiamo, non tutti quelli che si infettano hanno un semplice raffreddore», sottolinea il virologo Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia. «I dati ci dicono che stiamo attraversando un'ondata importante di contagi. Alcuni Paesi che hanno cominciato prima, come il Portogallo, ne sono già fuori, altri stanno raggiungendo, probabilmente, il picco, come Germania e Francia. L'Italia ha cominciato più tardi ed è in una fase di crescita notevole, lo vediamo dai numeri di questi giorni», puntualizza il professor Maga. Ovviamente, ribadisce, «se c'è un aumento notevole di contagiati ci sarà anche un aumento di ricoveri, e già vediamo qualche indizio di crescita: in questo momento abbiamo più di 5mila persone ricoverate che, in estate soprattutto se paragoniamo i dati a quelli dell'estate scorsa, sono numeri importanti».

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