Bce: da ottobre “mani libere” alle banche sulla distribuzione di dividendi

L’autorità di vigilanza segnala che «le ultime proiezioni macroeconomiche confermano il recupero dell’economia e segnalano una minore incertezza»

A partire da ottobre le banche torneranno ad avere le “mani libere” sulla distribuzione di dividendi, dopo i mesi di “stop” legati alla crisi indotta dalla pandemia. Lo ha stabilito la Banca centrale europea (Bce), che in una nota ha spiegato «di non estendere oltre settembre 2021 la propria raccomandazione rivolta a tutte le banche di limitare i dividendi. Le autorità di vigilanza riprenderanno invece a valutare i piani patrimoniali e di distribuzione dei dividendi di ciascuna banca nell’ambito del regolare processo prudenziale». Questo significa che l’autorità di vigilanza sulle banche dell’area dell’euro, guidata da Andrea Enria, valuterà la situazione caso per caso: se un istituto di credito non avrà i numeri per erogare cedole, la Bce potrà bloccare il dividendo. Lo “stop” legato alla pandemia era partito nel marzo del 2020, era stato ribadito nel luglio dell’anno scorso e poi ridotto a una raccomandazione a contenere le cedole così come il riacquisto di azioni proprie fino al 30 settembre di quest’anno. E ora arriva la notizia del “liberi tutti” da ottobre.

«Un trattamento analogo - ha aggiunto la Bce - è stato sollecitato per il riacquisto di azioni proprie. Le ultime proiezioni macroeconomiche confermano il recupero dell’economia e segnalano una minore incertezza, quadro che migliora l'affidabilità della traiettoria patrimoniale delle banche. Le autorità di vigilanza hanno riesaminato le prassi di gestione del rischio di credito delle banche durante la pandemia. Pertanto, risulta opportuno ripristinare la precedente prassi prudenziale di discutere l'evoluzione del profilo patrimoniale e i piani di distribuzione dei dividendi o di riacquisto di azioni proprie con ogni banca nel contesto del consueto ciclo di vigilanza».

Dopodiché la Bce ha invitato comunque alla cautela: «Tuttavia, le banche dovrebbero continuare ad adottare prudenza nelle decisioni sui dividendi e sul riacquisto di azioni proprie, considerando con attenzione la sostenibilità del proprio modello di business. Inoltre, non dovrebbero sottostimare il rischio che perdite aggiuntive possano in seguito incidere sull'evoluzione del profilo patrimoniale, quando le misure di sostegno giungeranno a scadenza. Ci si attende che le autorità nazionali competenti seguano lo stesso approccio con le banche sottoposte alla loro vigilanza diretta».

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