Miccichè, dimissioni da Rcs prima del Cda su Blackstone

La scelta del banchiere. Il fondo Usa chiede 600 milioni

MILANO. Sorpresa in via Rizzoli: Gaetano Miccichè si dimette dal consiglio di amministrazione di Rcs. Il clamoroso passo indietro, in una nota della casa editrice del Corriere della Sera, viene ricondotto in ragione degli «attuali impegni» del manager e di quelli «che prevede di assumere nel prossimo periodo». La scelta di Miccichè, presidente della divisione Imi di Intesa Sanpaolo, arriva però alla vigilia di un importante cda, venerdì, sui conti del gruppo, in cui si parlerà anche della vicenda Blackstone, il fondo Usa che, di fronte al giudice di New York, chiede 600 milioni di danni a Rcs e a Cairo (che ha ottenuto la manleva dal cda). Questo dopo che l’arbitrato italiano sulla vendita dell’immobile di via Solferino (la cui asta, al centro delle contestazioni di Cairo, è stata gestita proprio da Imi) ha stabilito la correttezza del fondo Usa, pur non imputando a Cairo la lite temeraria. L’uscita di Micciché segna di fatto la fine della presenza in cda – dove sedeva come indipendente – di un importante esponente di Intesa Sanpaolo, che ai tempi dell’Ops del 2016 aveva sostenuto Cairo. Suona come un campanello d’allarme in Borsa (dove il titolo chiude a -1,3%) e all’interno di un consiglio dove, tra le minoranze, si lamenta una gestione troppo verticistica. A creare divergenze è ad esempio proprio la mancata iscrizione, fino ad ora, di accantonamenti a fronte delle pretese del fondo Usa. Al cda di venerdì ci sarà l’occasione per il confronto.

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