Unicredit, scatta la ritirata di Russia sull’acquisizione di Otkritie. Ma la banca italiana non lascia Mosca

«Visto il contesto politico, abbiamo deciso di abbandonare l’operazione» ha detto l’ad Orcel, aggiungendo che c’è una valutazione sulle «azioni di mitigazione per eventuali sanzioni»

Unicredit avvia la “ritirata di Russia” sulla banca Otkritie e, nello stesso tempo, rafforza la collaborazione con Allianz per la vendita di prodotti assicurativi nell’area dell’Europa dell’Est. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi, l’amministratore delegato del gruppo milanese, Andrea Orcel, ha dichiarato che Unicredit ha «fatto i primi stage della due diligence» sull’istituto di credito controllato e messo in vendita dalla Banca centrale russa «ma, visto il contesto politico, abbiamo deciso di ritirarci». Orcel, in occasione della conferenza telefonica del 28 gennaio a seguito della diffusione dei numeri dell’ultimo trimestre, ha aggiunto che il gruppo di Piazza Gae Aulenti in ogni caso «resta in Russia», dove opera con il proprio marchio Ao Unicredit Bank e una base centrale a Mosca, «fa parte della nostra rete e abbiamo sempre avuto una presenza superiore al nostro costo del capitale. Siamo contenti della nostra presenza e siamo impegnati a mantenerla, anche perché non ha impatti significativi sul nostro costo del rischio, vista anche la dimensione sul totale delle nostre attività».

Nemmeno le possibili sanzioni per la crisi in Ucraina sembrano spaventare più di tanto Orcel: «Unicredit – ha detto l’ad - è in Russia dal 2007 (quando alla guida del gruppo c’era Alessandro Profumo, ndr). La banca è passata attraverso numerosi inasprimenti di sanzioni ed è sempre stata in grado di adattarsi e di rispettare le sanzioni attuate. Al momento pensiamo che le misure su Swift», ossia il sistema che regola i pagamenti internazionali, «siano state messe in attesa, visti gli impatti sul sistema globale dei pagamenti. Stiamo costantemente valutando le azioni di mitigazione, cercando di anticipare quelle che potrebbero essere le sanzioni».

Fin da quando, all’inizio di gennaio, erano circolate le prime indiscrezioni di un interesse di Unicredit verso Otkritie, gli analisti finanziari avevano messo in guardia sia rispetto alla situazione politica della Russia sia rispetto alle dimensioni importanti dell’operazione su Otkritie Bank, che avrebbero portato il gruppo italiano a essere fortemente esposto al Paese. Nei giorni successivi, poi, un po’ le tensioni internazionali accresciute intorno all'Ucraina e un po’ il vespaio di polemiche sollevato dalla recente videoconferenza del presidente russo Vladimir Putin con alcuni imprenditori e banchieri italiani, tra cui lo stesso Orcel, devono avere convinto l’istituto di credito milanese a lasciare perdere.

Nel frattempo, sempre la mattina del 28 gennaio, Unicredit ha alzato il sipario sui numeri del 2021, esercizio chiuso con 1,54 miliardi di utili, dopo avere registrato nell'ultimo trimestre 1,44 miliardi di perdite anche a causa dell'impatto negativo di 1,64 miliardi legato al deconsolidamento della partecipata turca Yapi Kredi. Andando a depurare la voce “profitti” di tutta una serie di componenti ritenute straordinarie, compreso il deconsolidamento di Yapi Kredi, Unicredit calcola un utile cosiddetto "sottostante" di gruppo pari a 3,9 miliardi, che supera l'obiettivo che la banca aveva fissato a oltre 3,7 miliardi. «Abbiamo superato i target dell'anno - ha detto Orcel - per ricavi, costi e utile netto sottostante. Riconfermiamo l'impegno ad aumentare in misura significativa i rendimenti dei nostri azionisti senza compromettere la nostra robusta posizione patrimoniale e intendiamo distribuire agli investitori, una volta ottenute le approvazioni, 3,75 miliardi complessivi, sotto forma di dividendi in contanti», per circa 1,17 miliardi, «e riacquisto di azioni proprie».

Nello stesso giorno, Unicredit ha annunciato la firma con il gruppo di assicurazioni tedesco Allianz di un accordo quadro internazionale che «getta le basi per una migliore collaborazione a favore dei clienti di entrambi i gruppi, che vantano una partnership di grande successo nel settore della bancassicurazione fin dal 1996». L’intesa «riguarda Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale».

In realtà, già nel 2018 Unicredit, allora ancora guidata da Jean Pierre Mustier, a seguito di un processo di asta competitiva, aveva siglato una collaborazione di lungo periodo proprio con Allianz, riguardante la distribuzione in esclusiva di prodotti di bancassicurazione nei settori “vita” e “non vita” in Bulgaria, Croazia, Ungheria, Romania, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Da tale intesa erano, tuttavia, esclusi i prodotti di protezione del credito (credit protection) perché, sempre nel 2018, erano stati oggetto di un accordo specifico di distribuzione, tuttora in piedi, in Repubblica Ceca, Croazia, Ungheria, Romania, Serbia, Slovenia, Slovacchia e Bosnia Herzegovina siglato con il gruppo italiano Assicurazioni Generali.

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