Intervistò il presidente Obama quando aveva solo 11 anni, è morto a 23

Un frame della video-intervista di Damon Weaver a Barack Obama nel 2009

Damon Weaver divenne una piccola star sui social: Il ricordo della sorella «Quei dieci minuti gli cambiarono la vita»

WASHINGTON. Aveva solo 11 anni quando entrò alla Casa Bianca ed intervistò niente di meno che Barack Obama, il primo presidente afroamericano della storia. Damon Weaver era anche lui afroamericano e sui social divenne una piccola star, il più giovane reporter ad aver mai intervistato un presidente in carica. Lo scorso primo maggio è morto a soli 23 anni, come si apprende dal quotidiano della contea della Florida in cui era cresciuto e dove vive la sua famiglia, il Palm Beach Post. È deceduto improvvisamente per cause naturali, spiega la sorella, e per ora non sono trapelati altri dettagli su quanto accaduto.

Damon Weaver, il "bambino reporter" che intervistò Obama nel 2009, è morto

L'intervista a Obama, realizzata per l'emittente amatoriale messa in piedi dalla sua scuola elementare, la Kec Tv, risale al 13 agosto 2009 e dura circa dieci minuti, tuttora visibile su YouTube dove ha collezionato oltre un milione di visualizzazioni e un oceano di like. Ma Damon era assurto agli onori della cronaca già l'anno precedente, quando durante un evento elettorale della sua città riuscì ad avvicinare e ad intervistare l'allora candidato vicepresidente Joe Biden. Poi, inviato a Washington nel gennaio del 2009 per coprire la cerimonia del giuramento di Obama, con caparbietà e grande professionalità riuscì a intercettare e fare delle domande a molti degli illustri presenti, tra cui la star della tv Oprah Whinfrey e quella del basket Dwyane Wade. Insomma, la stoffa del reporter Damon l'aveva nel sangue, e l'incontro con Obama fu il coronamento di un sogno e la conferma della strada che avrebbe dovuto seguire.

«Quell'esperienza gli cambiò la vita», racconta ancora la sorella, spiegando come Damon aveva studiato scienze della comunicazione e si era laureato lo scorso anno alla Albany State University, in Georgia, dove era riuscito ad entrare grazie a una meritata borsa di studio. Nella chiacchierata col presidente parlò di scuola, del disagio delle comunità più colpite dalla crisi, di bullismo, di basket e di tanto altro, non senza qualche domanda un po’ “scomoda”. «Ottimo lavoro Damon!», si congratulò alla fine Obama. «Posso diventare suo amico? Biden è già d'accordo...», le ultime parole che sorridendo il ragazzino rivolse al presidente, invitandolo quindi a venire nella sua scuola: «Certamente!», la risposta del presidente. 

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