Governo: Bertinotti, io come Renzi? Situazione imparagonabile

Ospite di “Un giorno da pecora” su radio 1, l’ex segretario del Prc risponde alla frecciata di Romano Prodi 

“Dopo 22 anni rimango ancora colpito da quanto sia forte in Romano Prodi il senso di colpa", ha detto anche l'ex segretario di Rifondazione, replicando al parallelo fatto ieri dal Professore, secondo il quale, Renzi oggi - come nel 1998 Bertinotti - è mosso solo dalla volontà di "rompere". Le condizioni tra la caduta del primo esecutivo guidato dal Professore e quelle che stanno alimentando lo scontro tra Renzi e Conte "sono imparagonabili. Forse - ha obiettato Bertinotti, ospite a 'Un giorno da Pecora" su Radio Raiuno - Prodi non se ne è accorto ma il Novecento è finito da un pezzo. Ricordo al Professore che il suo governo nacque per l'appoggio esterno del Prc, malgrado Prodi stesso, in tutta la campagna elettorale, avesse detto 'mai con i comunisti'. Allora, lo ricordo en passant, nessuno di Rifondazione chiese un posto da ministro". "Ricordo infine che mentre il Prc continuò a trattare con il governo sulle 35 ore, Prodi smise di trattare perché ci fu un pubblico diktat della Confindustria che diffidò il governo dal continuare il confronto con i comunisti. Il dimentico Prodi, aveva tramato con la minoranza del Prc, per sostituire i voti di Rifondazione con quelli che oggi sono chiamati Responsabili. Solo che Prodi sbagliò i calcoli e per un solo voto il governo cadde. Per cui è Romano Prodi che andrebbe collocato nella categoria dei 'rompitori'", osserva l'ex segretario del Prc. 

Come valuta le mosse del leader di Iv Matteo Renzi? "Onestamente non ho ancora capito cosa voglia, e credo che come me siano in tanti, il che è indicativo di una stagione in cui la politica è scomparsa dalla scena. Chi è più di destra tra lui e Conte? Non si riesce a rispondere: non si capisce..." 

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