Il ministro Bianchi: “La direzione di marcia è la scuola al 100%”

«Dall’inizio della pandemia è stato fatto moltissimo, anche dal governo Conte», ha dichiarato il titolare del dicastero dell’Istruzione. «La scuola al centro dello sviluppo nel Recovery Plan»

Il tema scuola, con la riapertura delle regioni a partire da lunedì 26, è una delle urgenze del governo. E oggi è intervenuto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: «Credo che tutti concordino sulla necessità di riportare in presenza anche tutti i ragazzi delle superiori, su questo tutti concordavamo. C’era una divergenza sul 60%, l'indicazione del governo lascia una ampia flessibilità per giungere al 100% nei tempi e nei modi che i territori potranno riconoscere. Non avevamo concordato il 60%, era stato definito in Conferenza questo margine 60-70% ma la direzione di marcia è sempre stata 100%. Il Cdm ha ritenuto di prevedere il 70%, ma non c'è divergenza sull'idea che si debba andare al 100%».

«Dall'inizio della pandemia si è fatto moltissimo e saremmo ingrati verso il Governo precedente nel non rilevare quello che ha fatto», ha aggiunto il ministro ai microfoni di Radio24. «Sono state date alle scuole molte risorse per la sanificazione e l'edilizia leggera e mi pare evidente che tutti i dirigenti siano presenti e attivi nel garantire la sicurezza a scuola». Gli spazi e la numerosità delle classi richiedono interventi di lunga durata, secondo il ministro, «anche sui trasporti sarebbe ingrato non vedere il lavoro delle Regioni fatto in questo anno per aumentare la potenzialità del servizio. Non condivido l'idea del non si è fatto nulla».

Al mondo della scuola, ha confermato il ministro Bianchi, arriveranno sostegni dal Recovery Plan: «Il punto chiave del piano è il recupero delle differenze che esistono nel nostro Paese, soprattutto tra Nord e Sud, a partire proprio dalla disponibilità di posti nei nidi e nelle scuole dell'infanzia. Dimostrare a livello europeo che il nostro investimento sull'educazione parte dai nidi e arriva fino agli Its, con un fortissimo rafforzamento del valore stesso dell'educazione come elemento portante di un Paese, che deve essere rilanciato, è importantissimo. Questo aumento di risorse va letto come l'aver riposto la scuola al centro dello sviluppo». 

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