Prescrizione, presentati 718 emendamenti al ddl penale in Commissione

La lotta dei partiti sulla prescrizione: M5s e Lega vogliono mantenere intatta la riforma di Bonafede, il Pd punta ai riti alternativi, FI vuole ripristinarla in toto 

ll ddl di riforma della giustizia penale è attualmente in discussione nella Commissione Giustizia della Camera dei Deputati. L’argomento è molto sentito da tutte le forze politiche. Tuttavia il tema più caldo e più discusso del ddl è certamente quello della prescrizione, tanto che i gruppi parlamentari in commissione stanno cercando di mettervi mano per cambiare il nuovo sistema della legge.

Il ddl, depositato la prima volta nel marzo del 2020 e in attesa di essere adattato all’indirizzo della nuova maggioranza di governo, si occupa di prescrizione all’articolo 14 applicando il cosiddetto “lodo Conte 2”, dove “Conte” non si riferisce all’ex premier ma al deputato di Leu Federico Conte. Il lodo era frutto del compromesso raggiunto tra Pd, M5s e Leu e non ritenuto sufficientemente garantista da Iv, che aveva già allora minacciato di far cadere il Governo Conte-2 se non ci fossero stati ulteriori cambiamenti. L’articolo 14 mantiene il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, previsto dalla legge Spazzacorrotti del 2018, solo quando si è condannati. Se in primo grado si viene assolti, invece, il tempo della prescrizione continua a correre. Inoltre, se si viene assolti quando alla prescrizione manca una anno, il termine si blocca per un anno per permettere di arrivare a un’eventuale sentenza d’appello, e di altri sei per arrivare alla sentenza in Cassazione. 

In merito a questo articolo per il momento non ha presentato proposte di modifica. Invece tutti i gruppi in Commissione hanno depositato un totale di ben 718 emendamenti, così distribuiti: 183 presentati da Forza Italia, 127 dalla Lega, 126 da Italia Viva, 96 da Fratelli d’Italia, 45 dal Movimento 5 Stelle, 31 dal Partito Democratico e gli altri presentati dalle forze politiche minori.

Con gli emendamenti a firma Ascari, Cataldi, D’Orso, Di Sarno, Ferraresi, Giuliano, Perantoni, Saitta, Salafia e Scutella, il Movimento 5 Stelle punta a lasciare intatto il testo originario della legge di Bonafede, mantenendo il blocco della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, indipendentemente dal fatto che sia di condanna o di assoluzione, andando ad abrogare l’articolo 14 del ddl penale. Inaspettatamente, anche gli emendamenti della Lega vanno nella stessa direzione: mantenere il blocco della prescrizione. 

Il resto del Centrodestra invece è assolutamente contrario sia al “Lodo” sia al precedente ddl Bonafede. Gli emendamenti presentati da Forza Italia puntano a ripristinare in toto l’istituto della prescrizione. Il partito di Berlusconi ha presentato anche emendamenti per vietare l’appello contro le sentenze di assoluzione, un cambiamento che Berlusconi aveva invocato durante la campagna elettorale del 2018. «L'importante è che la riforma Bonafede vada in prescrizione» ha affermato l’onorevole Bernini. 

Il Partito Democratico, dal canto suo, intende mantenere l’accordo raggiunto durante lo scorso governo, aggiungendo il fatto che la prescrizione torna a correre se il tempo del processo eccede quello previsto dal ddl Bonafede. I 31 emendamenti presentati dal Pd sono volti anche a ridurre il numero di processi che si celebrano potenziando le misure alternative e aumentando le premialità per chi ne usufruisce. C’è infine un emendamento il cui scopo è quello di ridurre il tempo della delega a 3 mesi, così che la riforma penale entri in vigore al più presto una volta approvata. 

Italia Viva è intenzionata a modificare profondamente l’articolo 14 del ddl. «La nostra filosofia» ha spiegato la deputata di Iv Lucia Annibali, «è quella di un processo in tempi ragionevoli che tuttavia non contragga le garanzie difensive. Il punto di partenza che proponiamo è di sospendere la prescrizione dopo l'appello, cioè la conclusione della fase di merito, dopo di che si possono agganciare varie soluzioni».   

La prossima settimana è previsto un incontro tra la Ministra della Giustizia Cartabia e i capigruppo della maggioranza in Commissione. 

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