Effetto Luce

Se mi usi ti cancello (i difetti)

Multitasking, versatili, tecnologici: i fondotinta e le creme colorate oggi sono le vere star del trucco
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Se non proprio al nostro meglio cercheremo quanto meno di essere in ordine. Rigore e poca frivolezza. Rinunceremo al rossetto ma certamente non al fondotinta. Le italiane sanno truccarsi e sanno scegliere. Abbiamo speso in un anno 470 milioni di euro solo per il trucco viso: andando ad analizzare voce per voce scopriamo che oltre la metà di questa cifra, circa 255 milioni, è stata immolata ai fondotinta e alle creme colorate, secondo i dati ufficiali forniti da Cosmetica Italia. Il settore viene dato in ripresa, tuttavia la crisi è stata notevole se si considera che ha eroso un buon 12 per cento dei consumi.

Nuovi aggiornamenti, sempre più tecnologici e performanti, caratterizzano le tipologie proposte dalle aziende cosmetiche. Fino a non molti anni fa, le sfumature di colore erano solo tre o al massimo cinque, oggi sfiorano la cinquantina. Scegliere è diventato complicato. Ad accomunare i vari modelli è lo sforzo di immettere sul mercato ciprie liquide che siano biologiche e sostenibili non soltanto nella composizione ma anche nella confezione, in ogni sua parte.

Il fondotinta diventa curativo, e in certi casi tailor made grazie a interventi di personalizzazione. Quello alle alghe anti-inquinamento e all’acido ialuronico di origine naturale idrata la pelle per dodici ore, fungendo da scudo contro le aggressioni esterne. Il fondotinta trompe-l’oeil ha una texture liquida e leggera ma, steso sulla pelle, si rivela invece ipercoprente, una sorta di gomma da cancellare che fa sparire imperfezioni e difetti.

È a base di caffeina, vitamina E, olio di soia il fondotinta specificamente antiage, mentre è all’estratto di tè nero quello studiato su misura per pelli grasse e spente, formulato per minimizzare i pori e tenere sotto controllo l’eccesso di sebo.

E ancora: il fondotinta cream to power (una crema che applicata sulla pelle si comporta come una polvere) all’amido di tapioca e all’olio di cocco, quello super glow che però non diventa mai luminescente, il fondotinta dalle proprietà liftanti e satinato. Quello dalla consistenza iper leggera e dal finish naturale all’estratto di melograno. Il fondotinta al tè verde, alla camomilla e al ginkgo biloba specifico per mimetizzare brufoli e acne.

Ma il fondotinta più tecnologico è quello che garantisce l’effetto nudo, l’effetto no make-up, dalla formula liquida che simula un’epidermide appena lavata, acqua e sapone, in realtà si tratta di un cosmetico dalla densità modulabile.

È la direzione verso cui va Giorgio Armani, fanatico della pelle di perla, che ha scelto proprio i giorni culminanti della pandemia per lanciare il suo ultimo fondotinta, Neo Nude, dal costo moderato, 39 euro, anche perché pensato per un pubblico giovane, attorno ai trent’anni, la fascia che più apprezza che un fondotinta sia in contemporanea anche uno strumento curativo di skincare. Il risultato è un incarnato naturale, trasparente, non mascherato, non otturato/cosmetizzato/opacizzato. Non c’è camuffamento, insomma. Siamo all’opposto del camouflage e dei fondotinta pesanti che impazzavano negli ultimi anni.

Molto richiesta in questi mesi di pandemia la non trasferibilità sulla mascherina, evitare cioè la possibilità che il fondotinta, complice il sudore, vada a stamparsi dove non deve modello carta assorbente, inconveniente che si ripete, ed è quasi sempre inevitabile, con il rossetto.

I cosmetici di ultimissima generazione si fanno concorrenza anche nel diventare indispensabili per chi ha la mania dei selfie. Non  basta allestire le luci più adatte, il display inclinabile; quello che è veramente indispensabile è un trucco & parrucco che sembri il più naturale possibile. Ed è un’apoteosi di primer opacizzanti, fondotinta ad altissima definizione, correttori all’ultimo pixel, cipria translucida a prova di flash, stick per snellire il naso e costruire un “contouring” assolutamente professionale.