Divorzio

Livia: "Così ho presentato il mio nuovo fidanzato ai figli"

La storia di Livia, che ha presentato il suo fidanzato prima come amico, poi grazie alla pandemia, come fidanzato e convivente. Il parere della psicologa e psicoterapeuta sui passi da rispettare con i figli e le valutazioni necessarie prima di compiere questo grande cambiamento
6 minuti di lettura

“Separata da 4 anni, non mi ero mai più innamorata. Ho due figli piccoli, Luca di 6 anni e Federico di 8, e mi sono dedicata a loro e al mio lavoro. Certo, qualche incontro l’ho avuto, ma non mi è mai venuto in mente di presentargli i miei bambini. Finché non ho conosciuto Andrea, a casa di amici, una sera di inizio novembre. Feeling, grandi sorrisi e tante chiacchiere: ci siano innamorati fin da subito. Senza fretta e con grande naturalezza abbiamo iniziato a frequentarci, sempre fuori casa. Poi sono arrivati i fine settimana solo per noi, quando i bambini erano dal mio ex marito. A febbraio tra me e Andrea andava così bene che ho deciso di farlo conoscere ai miei figli. Era la prima persona, dopo tempo, con cui avevo un rapporto vero. L’ho presentato come un “amico della mamma”, che poteva diventare anche un loro amico. E loro mi hanno preso in parola. Perché già sulla strada di casa, in macchina hanno iniziato a chiedermi: “Quando lo rivediamo Andy?” Confortata da questa loro grande accoglienza, ho chiesto al mio compagno se avesse voglia di venirci a trovare a casa. Ha bussato alla porta della nostra villetta poco fuori Milano, la domenica successiva a pranzo. E non ha fatto in tempo a varcare la soglia che è stato subito “rapito” dai miei figli per giocare assieme. Avrei voluto fare tutto con estrema gradualità, ma poi la pandemia ha accelerato i tempi. Con il lockdown da un giorno all’altro mi sono ritrovata chiusa a casa da sola con i bambini. Senza l’aiuto di nessuno: i miei genitori vivono lontano da me, niente più babysitter né donna delle pulizie. Avrei dovuto badare ai piccoli tutto il giorno e contemporaneamente lavorare. Per qualche giorno ci ho provato, ma con pessimi risultati. La sera ne ho parlato al telefono con Andrea e ho azzardo una proposta: “Ti va di darmi una mano con i bimbi? Ho bisogno di un aiuto per avere del tempo per lavorare, sennò mi devo mettere in aspettativa. Ho una bellissima stanza degli ospiti dove potresti dormire”. Lui non ha esitato un secondo: ha fatto i bagagli e si è trasferito da me. La sera a cena abbiamo dato la notizia ai bimbi, spiegandogli che Andrea sarebbe rimasto con noi per dare una mano alla mamma in questa situazione eccezionale. Ai loro occhi era un super compagno di giochi cresciuto, quindi entusiasmo a go go e grandi abbracci per dirgli sei il benvenuto. Ci siamo così ritrovati a convivere, ma non come una coppia: Andy era agli occhi dei miei figli solo un mio buon conoscente.

Alcune volte i piccoli andavano a svegliare Andrea e si mettevano con lui a far colazione nel letto. Ogni mattina sembrava una festa. Chi l’avrebbe mai immaginata tutto questa accoglienza da parte dei miei figli verso il mio nuovo partner? Mi sentivo fortunata.

Un giorno Federico, il più grande, mi ha detto quanto fosse contento che Andrea vivesse con noi. E che belle le colazioni nel letto tutti assieme! Così ho colto la palla al balzo: “Ah se è così bello, allora posso provarci anche io a fare colazione con lui a letto?” E lui mi ha detto tutto entusiasta: “Sì sì, provaci anche tu!”. Così abbiamo iniziato a dormire assieme. Qualche giorno dopo, mentre Andrea leggeva sul divano, i miei figli gli hanno chiesto a bruciapelo: “Ma tu ce l’hai la fidanzata?” Volevano indagare se fosse interessato a me, perché volevano farci mettere assieme. Alla fine gli abbiamo detto che sì, eravamo una coppia. Grida di gioia ed euforia: ci hanno fatto sedere vicini e hanno giocato con noi a simulare il matrimonio. Era il loro modo di dirci ok, per noi va bene. Ormai conviviamo da più di un anno tutti assieme felicemente. Andy non vuole essere un vice padre, è molto attento ai bimbi e si impegna tantissimo, con tante cure e attenzioni, per migliorare l’equilibrio che ogni giorno stiamo costruendo. Se non ci fosse stata l’emergenza della pandemia, forse le cose sarebbero andate un po’ più lentamente, ma l’avrei comunque presentato con le stesse modalità: un caro amico di mamma, non come mio fidanzato. Perché per me è fondamentale che i miei figli vadano d’accordo e abbiamo un buon rapporto con il mio partner. Di Andrea alla fine ci siamo innamorati tutti: io come compagno di vita, loro come compagno di giochi che non solo non ci porta via mamma, ma che fa ogni cosa per renderci tutti felici”.

Livia, 41 anni

Il parere dell'esperta: ecco come valutare quando è il momento giusto

Non è mai semplice presentare ai propri figli il nuovo partner. È una decisione che va ponderata e valuta per capire “se”, “come” e “quando” farlo nel modo migliore. Perché se da una parte si ha voglia di tornare ad avere di nuovo una bella relazione di coppia, dall’altra bisogna fare i conti con il proprio ruolo di genitore e tutelare l’emotività dei propri figli, evitando di stravolgere la loro quotidianità. Le variabili da tenere in conto prima di far incontrare l’uomo di cui ci siamo innamorate e i propri figli sono tante e variegate. Per questo abbiamo pensato di affrontare questo tempo con Nicoletta Suppa, psicologa e psicoterapeuta, che ci ha dato il suo punto di vista e i suoi consigli da esperta.

Prima di presentare il tuo nuovo fidanzato ai figli, quali sono le valutazioni che vanno fatte?

“La prima considerazione che va fatta riguarda te stessa. Questo vuol dire valutare come tu ti senti in relazione a questa storia e al tuo nuovo compagno. È importante che tu per prima abbia fatto chiarezza su quello che provi e sulla possibilità che questa storia abbia di crescere. Presentare il nuovo fidanzato ai figli vuol dire parlare con loro di un impegno e di una condivisione che poggia su basi sicure. Bisogna fare anche un’attenta riflessione sui propri figli, quindi valutare quanto loro siano pronti, per età, per momento storico, per loro carattere, ad accogliere il tuo fidanzato”.

Quanto tempo si dovrebbe aspettare prima di presentare il nuovo compagno ai figli?

“Non c'è un tempo più adatto, ma c'è un percorso che ha bisogno di un tempo. Il percorso riguarda te stessa e loro. Ad esempio, chiediti quanto l'argomento sia stato mai aperto con i tuoi figli. La possibilità che tu possa vivere una relazione è stata mai affrontata con loro? È importante che quando si sceglie il momento per dirlo, questo momento arrivi con gradualità”.

Come va detto ai propri figli che si sta frequentando qualcuno?

“Innanzitutto non deve essere un fulmine a ciel sereno per loro, ma l'argomento va aperto molto gradualmente già da prima della notizia vera e propria. Questa è una scelta tua, ma che non deve far sentire loro esclusi, questa è la cosa più difficile. Tenere un equilibrio tra la tua vita più intima e il tuo ruolo di madre non sarà facile. Ciò che può aiutare nel comunicare questo ai tuoi figli è la tua serenità nel dirlo, compresa la tua apertura alle loro eventuali reazioni negative. Vedendoti tranquilla, la loro preoccupazione sarà rassicurata. Percependo la tua comprensione, potranno essere liberi di esprimersi”.

 

È importante parlare con loro prima dell’incontro?

“Assolutamente sì. Meglio non farli trovare dinanzi al fatto compiuto. Piuttosto si può dare valore al tuo desiderio riguardo questo loro incontro, proprio perché vuoi coinvolgerli. Fagli capire che per te è importante che loro sappiano e che loro conoscano la persona di cui ti sei innamorata”.

Qual è la modalità migliore per presentare il fidanzato se i figli sono piccoli?

“Un modo efficace è utilizzare termini che possono rassicurare da un punto di vista affettivo. Quindi raccontare del tuo fidanzato come una persona a cui tu vuoi bene, la quale vuole bene a te. A volte con i bambini piccoli si presenta il fidanzato come un amico, ma questo può generare nei tuoi figli confusione e la percezione che ci siano dei non-detti. I bambini sono molto sensibili a riconoscere una "mezza verità", riescono a smascherare facilmente l'adulto, ma possono sentirsi impossibilitati ad esplicitare quanto hanno capito, perché percepiscono di non poterne parlare. Quindi meglio essere trasparenti man mano che la loro conoscenza si fa più frequente e si approfondisce”.

E se sono adolescenti?

“Ci potrebbero essere reazioni più nette ed esplicite da parte loro, soprattutto se sono in opposizione. La cosa importante con i figli in questa fase è il dialogo, anche lo scambio di vedute differenti è funzionale. Quindi la comunicazione con loro dovrà essere ancora più trasparente e la comprensione della loro reazione dovrà passare per il rispetto della loro posizione, qualunque essa sia”.

Cosa si può fare se i figli reagiscono male?

“Se la loro risposta è negativa e il dialogo al momento sembra trovare solo ostacoli, il suggerimento è quello di dare tempo a loro per metabolizzare. Conoscere il tuo fidanzato, probabilmente sancisce la reale fine della coppia genitoriale. Questo per loro resta un lutto da elaborare e la strada dell'accettazione segue anche quella della loro crescita. Ciò vuol dire che hanno bisogno di tempo. Quindi fagli capire che tu comprendi questa loro necessità e continua a mantenere un atteggiamento di trasparenza, ma non importi”.

Può succedere che i figli già conoscano il fidanzato, ma solo come un amico…

“Se è una persona che è già nella vostra cerchia di conoscenze o amicizie, potrebbero essersi già accorti di qualcosa tra di voi. Se questo è il tuo sentore è bene parlare con loro, evitando di alimentare fantasie che però non vengono confermate in maniera esplicita. Quindi puoi gradualmente aprire un discorso con loro rispetto ai sentimenti che sono affiorati e che hanno trasformato il rapporto tra te e lui. Potrebbe essere una persona di cui loro già si fidano e ne percepiscono la bontà, come nella storia raccontata. Questo può facilitare il processo di accettazione, ma è importante che la questione si renda chiara, dando il nome giusto alle cose”.

 

Se vuoi inviare la tua storia di tradimento, divorzio, amore, e vederla pubblicata in anominato, scrivi a: modaebeauty@gedi.it