Sentimenti

Camilla: "A 50 anni mi sono innamorata per la prima volta di una donna"

Proprio quando aveva iniziato ad apprezzare la sua vita da single e a vivere il sesso con gli uomini in modo libero e non impegnativo, è arrivata Giulia. Tra le due nasce subito una forte attrazione che presto si trasforma in un sentimento d'amore. Ma quanto è comune cambiare il proprio orientamento sessuale dopo i cinquant'anni? "Oltrepassata una certa età ci si può sentire più libere da gabbie interiori e nella libertà si possono fare incontri straordinari", ci ha spiegato Maria Claudia Biscione, sessuologa e psicoterapeuta. "Prima si accetta che si può cambiare anche sotto quel punto di vista, prima si riuscirà ad amarsi e rispettarsi"

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“Erano cinque anni che avevo scelto di chiudere il cuore. Non per sofferenza, né per stanchezza. Semplicemente mi ero presa una pausa dalle relazioni. Coscientemente. A 45 anni, uscita incredibilmente vittoriosa da una malattia che mi aveva bloccato a letto per tanti mesi, mi ero guardata allo specchio e mi ero promessa: 'Amati come non hai mai fatto'. E così è stato. Mi sono concessa tutto quello che fino a quel momento avevo sempre rimandato a dopo. 'La vita è adesso', mi ripetevo. E ne ero affamata. Viaggiavo spesso, facevo tanto sesso, ma di storie vere no, non ne volevo. Affettivamente ed emotivamente non volevo farmi coinvolgere.

Avevo deciso di essere la protagonista del mio film e scrivere ogni scena, senza dover dar conto a nessuno. Mi bastavo. Ormai ero arrivata a 50 anni e io e la mia singletudine eravamo diventate grandi amiche. Ma come in tutte le migliori sceneggiature, un colpo di scena c’è sempre. E il mio aveva gli occhi verdi e grandi e mi osservava dall’altra parte del tavolo, durante una cena a casa di una cara amica. Uno sguardo bello, limpido, caldo come un abbraccio, che mi ha incuriosito e conquistato.

 

Si chiama Giulia e, man mano che parliamo, sento una forte intesa, come non mi succedeva da tempo. Sono stupita e sgomenta: non avevo mai provato questo tipo di tensione emotiva verso una donna. Ci attraiamo come due calamite. Così, finito di mangiare, ci sediamo vicine sul divano: mi sembra di conoscerla da sempre. Poco dopo mi accorgo che lei sta flirtando con me, come farebbe un uomo. Anzi ci sta proprio provando: 'Sono lesbica, gli uomini non mi sono mai interessati. Tu sei mai stata con una donna?', mi domanda sorridendo. 'Mai', le rispondo. E poi aggiungo: 'Almeno fino ad ora'. Non mi dispiacciono le sue avance, anzi mi fanno star bene. Ovvio sono sorpresa e anche confusa, ma l’euforia è così forte che decido di godermi le sensazioni del momento. A fine serata ci scambiamo il numero di telefono.

La mattina mi sveglio con un suo messaggio sul cellulare: 'Andiamo a pranzo assieme?'. Le dico sì. E poi continuo a dire di sì a ogni suo invito: a teatro, all’aperitivo, alla passeggiata in bicicletta, al giro in centro, alla cena a casa sua… Nell’arco di un mese diventiamo inseparabili. Mi conquista pian piano e io mi faccio condurre da lei, affidandomi come non mi accadeva da tempo. Quando per la prima volta mi bacia, sento che è il gesto più naturale del mondo e che lo desideravo tanto anche io. La nostra è una danza armoniosa, un gioco intrigante che ci porta dritte a letto assieme. E tra le sue braccia sento che non è solo curiosità, voglia di sperimentare, di cogliere un’occasione diversa, di far sesso in modo insolito: mi stavo innamorando di nuovo. Sì di una donna, per la prima volta in vita mia. Il mio cuore era tornato ad aprirsi, sentivo che ero disponibile ad amare ancora.

Da allora non ci siamo più lasciate: stiamo assieme felicemente da tre anni e conviviamo da uno. Stare con lei è come essere arrivata finalmente a casa. La nostra storia e l’esperienza d’amore che sto vivendo è così nutriente, così piena, rispettosa e travolgente che la domanda che spesso mi fanno – 'Sei lesbica o no?' – io non me la pongo. L’unica cosa che penso è che sono stata veramente fortunata ad aver incontrato una persona meravigliosa come Giulia”.

Camilla, 53 anni di Torino

Quando il sentimento è inatteso: la parola all'esperta

Ritrovarsi a vivere una storia d’amore con un’altra donna dopo i 50 anni è più comune di quanto si possa sospettare. Anni fa la ricercatrice Christan Moran, della Southern Connecticut State University negli Stati Uniti, ha condotto uno studio a riguardo. Intervistando più di 200 donne etero, di cui 30 sposate con uomini, ha scoperto che molte di loro avevano provato un’attrazione per altre donne in età adulta. Per molte è una vera rivelazione, che porta un netto cambiamento nell’orientamento sessuale: le late-blooming lesbians o lesbiche tardive. Altre invece non voglio autodefinirsi e darsi etichette, perché si scoprono innamorate di una donna e solo di lei, così come è successo a Camilla. Per capire meglio questo fenomeno di fluidità sessuale femminile, che coinvolge donne che alle spalle hanno avuto matrimoni e relazioni sempre e solo etero, abbiamo dialogato con Maria Claudia Biscione, sessuologa e psicoterapeuta.

 

Perché dopo tante storie eterosessuali, alcune donne scelgono di vivere relazioni lesbiche?

“Semplicemente perché si innamorano o si sentono attratte da un'altra donna. Spesso è una scoperta completamente inaspettata, che non ha a che fare con lo svelamento di un diverso orientamento sessuale latente, ma con un'esperienza emotiva legata esclusivamente a quella persona e a nessun’altra. Molte ricerche scientifiche evidenziano, poi, come le donne siano più predisposte a una sessualità 'fluida' e cangiante, forse perché i ruoli sono meno rigidi, forse perché nel tempo la sessualità cambia, ma è un fatto che le relazioni tra donne aumentano sempre più”.

 

Quali sono i cambiamenti emotivi che si vivono?

“Dipende. Partirei dal presupposto che non c'è necessariamente che il prima fosse fatto di infelicità o di censura di desideri nascosti. Semplicemente può capitare che, improvvisamente, si vedono e sentono le cose in modo differente rispetto al passato. Tante e diverse sono le strade personali che portano ad approdare a scelte di questo genere. A volte sono percorsi di disillusione verso il maschile, in altri casi c'è chi si lascia alle spalle un passato da eterosessuale di grande appagamento ma semplicemente esaurito. Altre volte invece c'è una diversa natura da scoprire o, ancora, si 'inciampa' involontariamente in un sentimento inatteso. Quello che conta è la capacità di ascolto e la fiducia in sé stesse di saper cogliere una nuova occasione di benessere e felicità”.

 

Le preferenze sessuali possono cambiare con l’età o l’omosessualità è stata latente?

“Non è assolutamente detto che ci sia un'omosessualità latente. Spesso questa esperienza è nel 'qui e ora' di un incontro speciale e non è detto che sia né ripetibile né portatrice di un nuovo orientamento. Quello che cambia sicuramente è la maturità sessuale. Ci si trova con più esperienza ad affrontare le altre persone. C'è da una parte forse un maggior disincanto ma anche più coraggio e predisposizione a entrare in rapporto senza filtri, senza schemi preordinati. Maturando ci sta che cambino quindi le fantasie e le prospettive, anche nella sessualità. Insomma, a 50 anni ci si può sentire più libere da gabbie interiori e nella libertà si possono fare incontri straordinari!”.

 

Alcuni studi legano questo cambio di orientamento sessuale in età adulta alla menopausa: può dipendere anche da questo?

“Ci sono ricerche che sostengono che si tratti di un adattamento evolutivo, in cui una volta terminata la capacità riproduttiva, il sesso del partner non è più così importante e ci si apra più facilmente a entrambi i sessi. A mio avviso in un'età più adulta vi è una maggiore consapevolezza e confidenza con sé stesse, con il proprio corpo, con la propria emotività, con i propri gusti e bisogni. Questo può dare la possibilità non solo di ritrovare passione e piacere, ma anche di sperimentare nuove vie e strade sconosciute e mai contemplate. Quindi, credo che, più che orientare la sessualità, la menopausa coincida con un periodo di vita di cambiamenti, evoluzioni, crescita e, spesso, di una modalità di porsi agli altri un po' più scevra dalla sessualità intesa come 'conquista' e 'selezione', ma più attenta anche ad altri fattori di intimità e relazione”.

 

Non tutte le donne che amano altre donne si sentono lesbiche o bisessuali…

“Vero. Questo dipende dal fatto che le donne sono potenzialmente più aperte e disponibili a 'lasciarsi andare', hanno più sfumature e una maggiore familiarità fisica ed emotiva ad aprirsi alle altre donne. Per cui l'attrazione quando è libera di esprimersi non è necessariamente legata al genere sessuale ma, piuttosto, a una persona che con le sue esclusive qualità può conquistare il cuore. La sessualità è un contenitore ricco e in evoluzione: se si è disponibili ad ascoltare, i propri desideri possono davvero stupire”.

 

Quali sono i tabù e le paure che si possono innescare quando si vive una relazione lesbica?

“Molte donne fanno fatica a comprendere questa propria scelta, si criticano, si giudicano perché non si riconoscono più. Il fatto è che tutti lottiamo quotidianamente per affermare la nostra identità e spesso capita che se qualcuno o qualcosa la mette in discussione, la nostra sicurezza vacilla. Provare sentimenti e attrazione per una persona dello stesso sesso, può far sentire destabilizzate, perché si esce bruscamente da una comfort zone erotica, sessuale, relazionale per intraprendere un viaggio nuovo che, per quanto sorprendente, può spaventare. Molte donne che si ritrovano in una relazione tutta al femminile si arrovellano nel dubbio di aver finto per anni o cercano disperatamente un'etichetta al loro diverso modo di vivere la sessualità. E poi c'è il timore di non essere accolte e capite da parenti o amici, oppure di dover spiegare questa 'novità' magari ai propri figli. Prima si accetta che si può cambiare anche nell'orientamento sessuale, prima si riuscirà ad amarsi, rispettarsi e accudire questa nuova relazione”.

 

Vivere una storia d’amore con un’altra donna cosa può far scoprire di sé stessa?

“Moltissime cose. Accogliere questa nuova esperienza significa che si è in grado di ascoltare e non censurare le proprie emozioni e questo è sempre un aspetto assai arricchente. Inoltre, aprirsi a una sessualità nuova e a una diversa forma di rapporto può insegnare differenti modi di vivere le relazioni. È un’immagine che si rimanda a sé stesse ricca e consapevole e anche coraggiosa direi, ma soprattutto libera. E la libertà mi piace pensarla sempre come una competenza, oltre che un diritto, di saper usare i propri desideri, i propri moti dell'anima in una modalità scevra da pregiudizi e tabù. Significa essere e sentirsi centrate, coerenti con i propri bisogni, curiosità e motivazioni. Decidere di seguire un istinto diverso, una nuova forma di attrazione può insegnare ad accogliere altre sfaccettature di sé che le precedenti esperienze di vita magari hanno limitato o omesso. Cambiare rotta, seppur non definitivamente, significa rimettersi in gioco per affrontare con fiducia quello che la vita ha di bello da offrire”.