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Maye, la supermodella "senior" mamma di Elon Musk: "Per salvare i miei figli sono dovuta scappare"

A 73 anni è richiestissima per cover e passerelle, è una nutrizionista affermata e un simbolo delle donne maltrattate. Una vita di successo per sé e per i tre figli iniziata con la dolorosa separazione, che ha raccontato nella sua autobiografia

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"Mi dicono che sono la prova che le donne di settant’anni non vanno ignorate. Peccato che in questa società le donne già dopo i quaranta scompaiano. Non va granché bene". Maye Musk ride ironizzando sul suo ruolo nella moda. Vero è che questa bellissima signora di 73 anni negli ultimi tempi ha vissuto molto sotto i riflettori: merito della sua variegata carriera come top model “over”, come nutrizionista con centinaia di conferenze all’attivo e come simbolo delle donne maltrattate grazie alla sua autobiografia, A Woman Makes a Plan, in cui, senza nascondersi, racconta gli anni di soprusi subiti dal marito Errol Musk, prima di abbandonarlo portando con sé i loro tre figli: Kimbal, Tosca ed Elon.

Inutile aggiungere che, quando sei la madre dell’inventore miliardario più famoso del mondo, la curiosità nei tuoi confronti aumenta. Maye è molto guardinga quando si nomina Elon, benché sia anche merito suo se lui oggi è il personaggio che è.

"I miei ragazzi sono sempre stati indipendenti, io lavoravo tutto il giorno. Ho insegnato loro che la vita è breve, quindi è meglio seguire le proprie passioni. Kimbal, per esempio, ha studiato economia, ma poi è diventato uno chef e ha creato un programma di educazione alimentare. Tosca ha sempre amato il cinema, e ora produce film incentrati sulle donne"".

Elon, invece, a 12 anni già creava il suo primo videogioco; nonostante i pessimi rapporti con l’ex marito, Maye permetteva al figlio di stare dal padre, che aveva un computer su cui il ragazzo poteva studiare. "Ho sempre cercato di fare quello che era necessario, a prescindere da me", spiega lei minimizzando.

La famiglia Musk. Da sinistra: Kimbal, Tosca, Maye ed Elon 

Questa filosofia ha funzionato pure per la sua carriera di modella. "Mi sono arrampicata su un albero in abito da sera, quasi impazzita dal terrore, perché il fotografo così voleva. Ho posato per ritratti in cui dimostro 105 anni (ride, ndr), ma al cliente piacevano, quindi me li sono fatti andare bene. Metto sempre tutto in prospettiva".

Bella Maye lo è sempre stata, e infatti sin da adolescente ha fatto la modella, proseguendo part-time dopo il matrimonio per rimpolpare le finanze familiari. All’inizio è stata una modella “classica”, poi quando ha messo su qualche chilo è passata alla categoria curvy, e dopo alla fascia senior. "Si trattava di cataloghi e pubblicità molto poco glamour: non è che ci fosse questa gran richiesta, né in Sud Africa né in Canada dove abbiamo vissuto. Ogni volta mi dicevo: questo sarà il tuo ultimo lavoro, non ti chiamerà più nessuno".

E invece, il New York Magazine la vuole, nuda, in copertina. A 63 anni. "Sul set è stato tutto impeccabile, ma non è stato facile. Mi sono convinta anche perché si parlava di benessere femminile dopo una certa età: un tema ben più importante dei miei timori". La cover la proietta nella moda “alta”: a 67 anni debutta alle sfilate di New York. "Quando sono uscita in passerella il pubblico ha applaudito entusiasta: io pensavo che succedesse con ogni modella, ma nel backstage mi ha spiegato che no, era solo con me".

La sua ascesa è inarrestabile: sfila per Dolce&Gabbana, posa per le riviste più importanti, diventa testimonial del brand di make-up Cover Girl: altro che lavoretto part-time. Nessuno però conosce la sua vera storia, quello che ha passato per arrivare dov’è. "È stata Tosca a convincermi a scrivere il libro. Io non volevo mettere in piazza i miei problemi, ma lei mi ha detto che avevo il dovere morale di farlo. Aveva ragione, non si parla mai abbastanza di certi temi. Il numero di donne che mi ha contattato, via Instagram o dal vivo, è impressionante. Stupida io a non capirlo prima".

Oggi non ha problemi ad affrontare la questione. "Ho cambiato vita molte volte ed è stato sempre un salto nel buio. La decisione di chiudere il mio matrimonio non è nata da una riflessione, ma dall’improvvisa consapevolezza che per salvare me e i miei figli dovevo scappare. Avevo 31 anni, tre figli piccoli e nient’altro, ma non mi importava. Mi bastava riuscire a nutrire e vestire i ragazzi. Loro erano meravigliosi, non si sono mai lamentati. Sono stata molto fortunata".

Maye è sorpresa, e felice, quando le si dice che il passaggio più sottolineato del suo libro in versione e-book è quello in cui scrive “Se capisci che lui non cambierà, nonostante le promesse che ti fa, lascialo subito. Anche se non ti rimarrà nulla”. "Che te ne fai di vestiti, belle case e auto quando vivi accanto a qualcuno che passa il giorno a dirti quanto sei inutile? Non ne vale mai la pena. Meglio buttarsi e cambiare. Io ne sono la prova vivente".