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Come diventare più egoisti per vivere meglio

foto i-stock
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Il manuale della life coach Michelle Elman aiuta a sperimentare il risvolto pratico dell'egoismo: l'amore per sé stessi. Ecco come imparare a tracciare dei confini e a porre dei limiti chiari a partner, famigliari, amici o sul lavoro. E avviare rapporti più sinceri basati sul rispetto reciproco
3 minuti di lettura

Se ti capita di dire sempre di sì alle persone che hai intorno, se non riesci a ritagliarti i tuoi spazi perché sei sempre disposta a dare una mano o sei considerata una persone "troppo gentile" e disponibile forse seguire i consigli della life coach Michelle Elman. Nella Gioia di essere egosti (Sperling & Kupfer, 17,90 euro), sottotitolo, "Perché stabilire dei confini ti salverà la vita" insegna a come stabilire dei confini e farli rispettare agli altri senza sentirsi in colpa. Perché a volte si dilapidano tutte le energie per la cura degli altri e invece ne andrebbero conservate anche per sé.

Identikit dell'egoista

Per il vocabolario, l'egoista è chi persegue solo il proprio benessere, il proprio vantaggio, senza curarsi degli altri. Ma se la cura degli altri va a scapito di quella verso sé stessi, come spesso capita a moltissime donne che badano ai figli, ai genitori anziani, al marito... diventa importante stabilire dei limiti anche se questo va contro l'idea "che per essere brave persone si debbano anteporre le necessità altrui alle proprie e che se diamo priorità alle nostre esigenze veniamo considerati egoisti", scrive Elman che spinge a soddisfare le proprie esigenze senza aspettare che altri lo facciano per noi. Amare sé stessi, per l'autrice del libro, significa essere anche un po' egoisti, rivalutando le proprie priorità a mettendo sé stessi in cima alla lista. E questo implica anche interrogarsi su cosa davvero si desidera. Essere altruisti può celare un'autostima così bassa da cercare sempre di piacere a tutti. L'altruismo è talvolta la faccia più rispettabile di una grande insicurezza.

Le donne e l'altruismo

Alle donne si insegna a fare da "martiri", ad annientarsi al servizio degli altri dimenticando sogni ed ambizioni e a usare tempo ed energie per aiutare le persone che le circondano. Siccome l'altruismo viene inclucato alle donne fin dalla più tenera età, sostiene l'autrice, la maggior parte delle donne fanno derivare l'autostima direttamente da quanto si è disponibili a soddisfare le richieste altrui. "Ma se smetteremo di voler essere viste come buone madri, buone mogli o figlie capiremo che valiamo non in misura di quanto diamo ma grazie a ciò che siamo. Le persone che accettano l'idea di non piacere a tutti sono più disposte a dare priorità a sé stesse ed è per questo che è importante stabilire dei limiti per imparare ad amarci", scrive l'autrice.

L'importanza dei limiti

Stabilire dei limiti è difficile perché spesso sentiamo di non meritarli ma sono importanti perché ci permettono di costruire un'identità forte. Secondo l'esperta di codipendenza Pia Mellody i limiti sono come "recinti invisibili e simbolici" con un triplo obiettivo:

  1. Impedire agli altri di entrare nel nostro spazio e abusare di noi
  2. Impedire a noi stessi di entrare nello spazio altrui e abusare degli altri
  3. Dare a ciascuno gli strumenti per rappresentare la propria identità

Come procedere

Secondo Michelle Elman per intraprendere il percorso verso l'egoismo, che potremmo definire anche come un percorso verso una maggiore autostima, è importante capire quali sono i propri valori nella vita famigliare e amicale, nel lavoro e nella vita affettiva. Poi bisogna imparare a riconoscere le proprie emozioni e ad elaborarle. E questo ci porta a capire quali sono i limiti che non possono essere valicati. Per l'autrice del libro, la maggiorparte delle persone che si sentono in colpa dopo aver posto dei confini sono convinte di aver fatto qualcosa di male. Si contrasta questa sensazione scrivendo le regioni per cui si è fatta la cosa giusta. In uno scenario ideale quando si pongono dei limiti le altre persone li accettano ma non è sempre così. Quando si inizia ad amare più sé stessi e a porre dei limiti, le persone "tossiche" che si frequentano si potrebbero scocciare. Un altro insegnamento del libro è che non possiamo impedire a qualcuno di trattarci male, ma possiamo controllare la nostra risposta e decidere se dargli acesso alla nostra vita. Se il limite che viene posto non piace all'amico, al famigliare o al partner, anziché giudicare la sua reazione bisognerebbe capire se si tratta di una persona che si desidera nella propria vita e se ci rispetta. Quando non ci va di fare qualcosa, è bene declinare l'invito senza giustificarsi. Forse questo cammino porterà a rompere o rivedere alcune amicizie, ma la tesi del libro è che se una persona non rispetta i nostri spazi e i nostri bisogni forse sarebbe meglio perderla. Come tutti i manuali di self help, anche questo fornisce molti esempi per raggiungere l'obiettivo che ci si è prefissati nei rapporti con amici e partner ma un capitolo a parte è dedicato al lavoro.

I consigli in più per diventare egoisti nel lavoro

E' sempre difficile stabilire dei limiti nel lavoro per paura di essere declassati o licenziati ma spesso questa paura è una scusa. Attraverso questa paura  o non diciamo cosa pensiamo o ci teniamo tutto dentro convivendo con il risentimento.  Un elemento necessario per fissare dei limiti è la chiarezza e imparare a dire no in modo professionale. Come dire no a ulteriori compiti? Piuttosto che accettare troppi incarichi e tardare nelle consegne è meglio ammettere subito che il carico di lavoro è troppo gravoso. Magari ci si sentirà in colpa per non aver fatto la propria parte ma i superiori o chi ci ha proposto un lavoro apprezzeranno di potersi organizzare per tempo cercando per esempio un'altra persona o organizzando altrimenti il lavoro. Ovviamente è più complicato fissare limiti con un superiore ma i limiti rendono possibile un maggior rispetto.

 

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