Come parlare di politica ed elezioni ai bambini

Come parlare di politica ed elezioni ai bambini

Una piccola guida per genitori realizzata con i consigli di Maddalena Colombo, professoressa ordinaria di sociologia dell’educazione all’Università Cattolica, e di Alberto Emiletti, giornalista di Internazionale Kids, tratta dalla newsletter "Genitori Equilibristi", dedicata alla complessità dell'essere genitori oggi. Un appuntamento settimanale con tanti consigli, interviste e idee

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Capita, in questi giorni, di sentirselo chiedere dai propri figli: “Mamma, papà, per chi votate?”. A noi è successo in vacanza, stavamo viaggiando in auto, forse in una delle tappe del rientro, non ricordo bene. C’era musica di sottofondo, io e mio marito parlavamo – anche un po’ animatamente – delle elezioni e lui, seduto dietro sul suo seggiolino, sembrava immerso nel suo mondo. E invece ascoltava, o per lo meno qualcosa assorbiva. E allora noi gli abbiamo risposto e ogni risposta ha portato con sé una nuova domanda e in questo gioco dell’oca, io mi sono anche parecchio divertita. Solo che poi ho iniziato a pormi qualche quesito anch’io: Ero stata troppo di parte? Poco chiara?

Per fare chiarezza mi sono confrontata con Maddalena Colombo, professoressa ordinaria di sociologia dell’educazione all’Università Cattolica e Alberto Emiletti, giornalista di Internazionale Kids, mensile che ogni mese raccoglie articoli della stampa estera per bambini e ragazzi creando un giornale interessante per tutta la famiglia. Ecco che cosa mi hanno raccontato.

Il bombardamento mediatico

“Oggi i bambini sono molto più esposti di un tempo alla comunicazione politica perché non ci sono più solo i media tradizionali, ma anche i social: è impossibile pensare che non vengano a sapere quello che sta succedendo”, chiarisce la professoressa Colombo. “La loro attenzione viene captata soprattutto dalle facce, ma anche dai nomi: per esempio Salvini, Meloni, Calenda hanno tutti desinenze molto semplici che restano in testa più di altri ai piccoli”.

Il ruolo del genitore mediatore

Quale dovrebbe essere il ruolo degli adulti in questo bombardamento mediatico? “Dando per scontato che siano vicino al bambino mentre recepisce questi messaggi, quello che un genitore può fare è aiutarlo a classificarli (sono messaggi economici? Politici? Umoristici? Seri?), agendo come una sorta di garante, rispondendo alle domande dei figli", dice Colombo.

“Se c’è passione diventa tutto più facile”, chiarisce Emiletti. “Se invece un bambino cresce in un ambiente dove non si parla mai di politica sarà difficile che ponga domande. Non voglio generalizzare troppo: però penso che se intorno gli 8 anni non si dimostra alcun interesse per quello che succede intorno a sé, allora i genitori dovrebbero porsi qualche domanda”.

La differenza tra i partiti

“Quando un bambino pone domande sui diversi partiti politici, consiglio di rispondere partendo da questioni che conoscono, come per esempio il diritto di cittadinanza dei loro compagni di classe, oppure l’ambiente di cui ormai discutono in classe già dalla prima elementare. E comunque non mi farei problemi sulle opinioni personali, il voto riguarda proprio quello. Tuo figlio nasce nella tua famiglia, respira i tuoi valori: non c’è niente di male”. Detto questo, “è importante che la conversazione in famiglia spinga il bambino a fare ipotesi, a porsi domande”, continua Colombo.

Il voto

Durante lo scorso Festival di Reggio Emilia, Internazionale Kids ha organizzato un panel invitando i bambini a discutere sull’età del voto. La provocazione nasceva da un articolo del The Guardian che si chiedeva: sarebbe giusto abbassare drasticamente l’età del diritto di voto? “L'autore, il giornalista David Runciman, sosteneva l'importanza di abbassarla drasticamente, facendo votare i bambini”, racconta Emiletti. “Magari su due piedi può sembrare assurdo, ma leggere le sue argomentazioni fa riflettere parecchio perché le tesi dei contrari, in fondo, ricordano quelle di chi una volta non voleva estendere il suffragio alle donne. In quell’occasione ne abbiamo parlato insieme ai bambini e poi li abbiamo fatti votare: ha vinto con una maggioranza schiacciante la mozione per abbassare l’età di voto a 12 anni".

La newsletter

Quanto è complicato essere genitori oggi? Genitori Equilibristi ne parlerà ogni settimana, direttamente nella vostra mail: è la newsletter che ogni venerdì racconta storie di genitori autentici, sempre in bilico tra figli, lavoro e il resto del mondo. Quelli che non avrebbero mai neppure immaginato di ritrovarsi a fare i funamboli, ma che ora le provano tutte per non cadere da quella corda instabile. È possibile iscriversi a Genitori Equilibristi, nella sezione "Newsletter" di tutti i siti dei giornali del Gruppo Gedi:

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