L'addio a Filippo: Harry, Meghan e il senso di colpa

Il principe Harry e il principe Filippo durante la finale della Coppa del mondo di rugby 2015 tra la Nuova Zelanda e l'Australia allo stadio di Twickenham il 31 ottobre 2015 a Londra 
Harry non è tornato per dare l'ultimo saluto al nonno. Una decisione discutibile,  ma anche difficile, come lo sarà fronteggiare il senso di colpa e il nuovo equilibrio da trovare con la famiglia e con Meghan
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Non esiste arma più letale del senso di colpa, quella sensazione che corrode chi la prova e che investe anche chi gli è vicino. Almeno quando si è entrambi complici in una decisione che porta  al rimorso o al rimpianto. E adesso che il principe Filippo è morto, con questo sentimento dovrà fare i conti  suo nipote Harry che ha deciso, insieme a Meghan, di non tornare in Inghilterra ai primi di marzo  nonostante sapesse perfettamente quali fossero le reali condizioni del nonno Filippo,  ricoverato per un’infezione e un problema cardiaco. Quando a 99 anni ci si scompensa non ci vuole certo un luminare per capire che la vita è appesa a un fragilissimo filo. Quindi la decisione di Harry di non tornare in patria a dare l’ultimo saluto al nonno è stata consapevole come anche la decisione di fare andare in onda l’intervista con le accuse pesantissime alla famiglia concessa a Oprah Winfrey e trasmessa dalla Cbs mentre Filippo giaceva in un letto di ospedale.

La casa reale ha deciso di reagire con "dolcezza", con la regina accogliente verso il nipote 'non prodigo' e protettiva verso il marito a cui ha tenuta nascosta l’intervista impedendo a chiunque di farne cenno. Sperando che quel nipote amatissimo, così simile nelle sembianze al nonno quando era un giovane ufficiale, a un certo punto bussasse ai cancelli del castello di Windsor per vivere insieme alla famiglia il distacco, e la perdita di un membro così importante.  Ma non è stato così, forse per quell’idea adolescenziale per cui “c’è sempre tempo di fare qualcosa”, o per una incapacità di superare il rancore e quel consiglio che il nonno gli dette quando aveva deciso di sposarsi: "Con una attrice si esce, non la si sposa".

E  magari  Harry  non è stato capace di andare contro sua moglie Meghan che in quella famosa intervista ha denunciato non solo il razzismo che pervade la casa reale ma anche la sua disperazione di vivere in quelle antiche stanze con persone ostili. Tanto da pensare al suicidio. E quando si è innamorati, e fragili, come Harry ci si ferma alla confezione senza pensare che basterebbe scartarla per capire quello che c’è dentro. E dentro a quel "pacco" confezionato da Meghan ci sono molti dubbi, almeno sulla sua disperazione. Perché un castello può essere opprimente ma a una giovane e tosta ragazza americana è bastato uscire dal portone della reggia per ritrovare la sua comfort zone. E anche se la depressione è democratica e colpisce tutti, diciamo che ci sono problemi più gravi per cui decidere di smettere di vivere. Riflessioni che insieme al senso di colpa accompagneranno il principe Harry, portando nubi sulla sua vita ma anche sul suo matrimonio. O forse no. E allora il mondo scoprirà un Harry spietato, o solo vendicativo per una famiglia che ritiene responsabile di avergli portato via la mamma, Diana.