Assalto al portavalori a Treviso: 10 uomini e 50 colpi

E' stato un attacco paramilitare: la ricostruzione della serata di terrore. Bloccate le due carreggiate dell'A27

TREVISO. Un colpo pianificato nei minimi dettagli ma andato in fumo soltanto a causa del sistema di sicurezza all’avanguardia del portavalori. All’indomani dell’assalto fallito al furgone blindato della Civis, con all’interno 4,2 milioni di euro, la polizia sta dando la caccia al commando che, nel tardo pomeriggio di martedì, ha gettato scompiglio sull’autostrada A27.

Un commando di almeno una decina di uomini, che, a bordo di quattro automezzi rubati, hanno bloccato la Venezia-Belluno, in entrambe le carreggiate tra i caselli di Treviso sud e Treviso nord. Hanno usato una tecnica paramilitare, tipica della criminalità organizzata di un certo livello, ed hanno esploso complessivamente una cinquantina di colpi di mitra contro il portavalori ed il furgone della scorta. In questura sono già stati sentiti molti testimoni: alcuni hanno parlato di banditi con accento meridionale, altri hanno anche ipotizzato la presenza di gente dell’Est, forse albanese.

A corroborare la pista del Sud, un particolare: le auto usate dal commando per mettere a segno il colpo in A27 sono state rubate nei giorni scorsi tra Puglia e Campania. Non è escluso che si tratti di una banda dove si sono amalgamati italiani e albanesi. Il colpo è fallito ma la banda in fuga non ha lasciato, in apparenza, alcuna traccia. La polizia scientifica ha lavorato per tutta la giornata di ieri, a caccia di tracce biologiche dei banditi, all’interno dei veicoli usati per il tentativo di rapina.

L’azione entra nel vivo alle 18.40. È a quell’ora che i due furgoni della Civis, il portavalori con a bordo tre uomini, e la scorta, con all’interno altri due vigilantes, oltrepassano la barriera del casello di Treviso sud. Erano partiti mezz’ora prima da Mestre per trasferire in un altro caveau (nei pressi del casello di Treviso nord) 4,2 milioni di euro in contanti. Non sanno di essere seguiti da un commando di banditi che viaggia a bordo di una Porsche Panamera, e due Suv, una Toyota Rav ed una Range Rover Evoque, rubati nel Sud Italia. Il blitz scatta quando i due furgoni della Civis hanno percorso poco meno di due chilometri sulla carreggiata nord.

Uno dei fuoristrada si mette di traverso alla carreggiata e blocca alcune auto in transito nella carreggiata nord. I banditi, con i mitra spianati, costringono gli autisti a spegnere il motore e a consegnare le chiavi delle loro auto. Poi, dopo aver sparso di chiodi sulla carreggiata, risalgono sul fuoristrada e raggiungono poco più avanti i complici che nel frattempo hanno bloccato il furgone di scorta della Civis. Mentre una parte del commando mette fuori uso il mezzo della scorta, colpendolo al radiatore e alle gomme, l’altro commando prosegue la corsa dietro al portavalori con il bottino a bordo. Lo riesce a bloccare 700 metri più avanti, rispetto alla scorta.

Anche in questo caso partono alcune raffiche di mitra contro la carrozzeria e gli pneumatici. Intanto anche la carreggiata opposta, quella sud, è bloccata al traffico perché un gruppo del commando, a bordo di una 500L con lampeggiante ha bloccato due chilometri e mezzo dopo il casello di Treviso nord, un camion di una ditta padovana, con a bordo S.L., 35 anni, slavo. Lo costringono a mettere il camion di traverso e a scendere. Poi cospargono la carreggiata di chiodi e fuggono a bordo dell’auto ricongiungendosi, più avanti, con il resto della banda. Nel frattempo i complici stanno assaltando il portavalori. Ai vigilantes viene intimato di inginocchiarsi all’interno.

Poi, con un flessibile tagliano il tettuccio del portavalori ma le guardie giurate fanno scattare l’allarme collegato alla centrale ed il sistema “Spuma Block”, che produce, in tempi molto brevi, una resina compatta, in grado di impedire il prelievo di tutto ciò che avvolge, ed inoltre non ha la possibilità di essere tagliata se non in tempi molto lunghi. Il commando, a quel punto capisce che il colpo è destinato a fallire e ripiega verso la rete di recinzione dell’A27 che avevano opportunamente tagliato prima di compiere il colpo. Da lì poi, fuggono a piedi nei campi. Una breve fuga per raggiungere un furgone dove il commando sale e fa perdere le sue tracce. Il furgone viene ritrovato a Nerbon di San Biagio, a poche centinaia di metri dall’autostrada, dove erano posteggiate le auto “pulite” per la fuga. L’azione è durata meno di 10 minuti.

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