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Predazioni vicine alle case uccisi una pecora e una cerva

Gli allevatori dell’Altopiano tengono gli animali nelle stalle e hanno messo i recinti «Temiamo per la primavera con le mandrie al pascolo»

Francesco Dal Mas
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PONTE NELLE ALPI. I lupi di nuovo all’attacco. Nella notte tra domenica e lunedì c’è stato un assalto a Canevoi, frazione di Ponte nelle Alpi. La notte successiva i carnivori hanno banchettato in Val Menera, sull’altopiano del Cansiglio. Alex Gava, il malgaro, a pochi metri dall’ingresso della stalla ha trovato i resti di una cerva. I lupi, in questo caso, si sono mangiati anche l’ultimo etto di carne.

Era da qualche tempo che Gava, gestore anche del vicino rifugio Val Menera, era esente da aggressioni, nel passato peraltro molto frequenti. «In Cansiglio, come in Alpago, ovini e bovini sono tutti riparati in stalla, considerate le basse temperature della stagione. Per questo motivo», rileva Paolo Casagrande, allevatore di Chies, «i lupi o i cani randagi hanno un’unica alternativa per sfamarsi: cervi, daini e caprioli. Ma il problema si porrà questa primavera, quando le mandrie torneranno all’aperto».

Il fatto è che i lupi si spingono fin dentro i paesi; lo testimonia la vicenda di Canevoi, località che si trova alle porte di Ponte nelle Alpi. «Un piano-lupi non è più prorogabile», sottolinea Alessandro Farina, portavoce locale di Fratelli d’Italia. «Sosterremo la famiglia di agricoltori colpita ma sollecitiamo anche la Regione e il Governo ad attuare questo sospirato piano di controllo dei lupi».

A preoccupare gli allevatori, sia a Ponte nelle Alpi che sull’Altopiano del Cansiglio, è il fatto che questi animali si spingono fin sulle porte delle case: a Canevoi la predazione è avvenuta a due passi dalla torrefazione Puerto Rico; in Cansiglio, l’allevatore Mario Quaia si è trovato un branco di lupi tra i bovini che si pascolavano all’aperto davanti alla malga. «A fronte di questo ennesimo episodio a Canevoi», evidenzia Christian De Carlo, membro di “Gioventù nazionale” e allevatore, «auspichiamo dalle istituzioni un intervento tempestivo perché la problematica mette in seria difficoltà l’operato di tanti allevatori che nonostante le innumerevoli difficoltà continuano inesorabilmente ad operare nei nostri territori».

La Regione conferma i possibili risarcimenti ma al tempo stesso sollecita gli allevatori ad attrezzarsi con le più adeguate misure di protezione. «In Cansiglio gli agricoltori si sono un po' tutti recintati», conferma Casagrande, «ciò nonostante lupi e cervi entrano nei pascoli, magari abbattendo le stesse recinzioni».

Casagrande, presidente del sindacato Anpa, fa comunque sapere che prima della stagione primaverile, quando le mandrie saranno riportate al pascolo, verranno promosse dagli stessi allevatori opportune iniziative di sensibilizzazione. —

Francesco Dal Mas

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