Covid, Crisanti attacca i test rapidi: "Hanno problemi giganteschi"

Il microbiologo di Padova contro il Governo: «In Italia in 5 mesi non abbiamo costruito una rete di sorveglianza degna di questo nome»

PADOVA. «In Italia in 5 mesi non abbiamo costruito una rete di sorveglianza degna di questo nome». L'accusa è del professor Andrea Crisanti, responsabile della Microbiologia di Padova. «Adesso c'è questa corsa spasmodica a questi test rapidi - ha detto - che hanno dei problemi giganteschi».

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«Se in questo momento fossi a capo del Comitato scientifico farei probabilmente tre cose: chiederei l'accesso incondizionato a tutti i dati di mobilità degli italiani, ma anche di comportamenti e di densità di popolazione per  capire dove sono le zone più a rischio». Poi «farei una mappa del rischio - ha aggiunto - e chiaramente chiuderei queste zone o mi affiderei a mezzi di contrasto per queste zone».

Questo «permetterebbe di guadagnare un pò di tempo - ha rilevato - perchè fondamentalmente il problema è il tempo: mi darebbe il tempo di creare un sistema di sorveglianza attiva e tutto il sistema di traduzione dell'informazione in azione che mi permetterebbe, una volta che i casi si abbassano, di resettare tutto, un contenimento di 3-4 settimane, per poi dare modo agli strumenti di sorveglianza attiva, compresa Immuni, di tenere i casi bassi».

Per Crisanti, «non ha senso fare dei lockdown stringenti se poi alla fine non troviamo un sistema per consolidare i risultati. Non possiamo permetterci questi alti e bassi indefinitivamente».

Crisanti: Quanto sta aiutando il digitale per contenere il contagio?

«Io non auspico per carità un lockdown natalizio, ho detto semplicemente che era nell'ordine delle cose se i casi continuavano ad aumentare con questa dinamica. Debbo dire la verità che hanno sorpreso pure me» ha ancora detto Crisanti. Il lockdown nelle festività di fine anno, ha ripetuto, «aveva dei vantaggi: le scuole sono ferme, si aggiungeva una settimana, avevamo 4 settimane per fare il reset delle scuole, le attività produttive sono ridotte, si preservavano in qualche modo le attività commerciali, magari stringendo le misure di sicurezza, e sicuramente in questo modo i casi sarebbero diminuiti. Ci avrebbe permesso - ha concluso - di ripartire».

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