Belluno zona a massimo rischio sismico

Un sismografo

Il Veneto aggiorna le mappe: undici comuni nella fascia più esposta, sette in provincia. Livinallongo perde il rischio zero

VENEZIA. Undici comuni veneti entrano in zona ad alto rischio sismico, sette in provincia di Belluno (Belluno, Alpago, Chies d’Alpago, Borgo Valbelluna, Tambre, Ponte nelle Alpi, Limana) e quattro nella Marca (Vittorio Veneto, Tarzo, Revine e Fregona). Ma altri 165, tra cui Livinallongo, lasciano la zona 4 (la meno pericolosa) entrando nelle zone 3 e 2 e potranno, quindi, beneficiare degli sgravi fiscali del Simabonus, il sistema che prevede detrazioni fiscali per gli interventi di adeguamento antisismico sugli edifici.

Nuova mappa


La Giunta regionale, su proposta della vicepresidente e assessore ai Lavori pubblici, Elisa De Berti, ha approvato una delibera di aggiornamento dell’elenco delle zone sismiche del Veneto e una nuova mappa delle stesse. Da quattro zone si passa a tre e di fatto sparisce la zona 4, quella a più basso rischio, con una ridistribuzione dei comuni nelle altre tre zone.

In questo adeguamento alla mappa di pericolosità sismica nazionale (l’ultimo aggiornamento della mappa regionale era del 2003), il Veneto vede anche la “promozione” in zona ad alto rischio sismico di 11 comuni che precedentemente si trovavano in zona 2 (zona dove forti terremoti sono possibili).

Sismabonus

Di fatto la precedente classificazione escludeva un edificio residenziale veneto su tre dal Sismabonus. Si parla, secondo uno studio del dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova, di superfici totali che diventano oggetto di possibile interventi pari a circa 72 milioni di metri quadrati solo per il residenziale. Ovvero 466 edifici in provincia di Belluno, 135mila nel Padovano, 58mila in provincia di Rovigo, nessuno nella Marca, 99mila nel Veneziano, 39mila nel Veronese e 5mila nel Vicentino. In totale oltre 337mila edifici.

La soddisfazione degli ingegneri

Un’ottima notizia, la definisce il presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto, Pasqualino Boschetto. «E ora ci auguriamo che il processo giunga a conclusione il prima possibile». Da Padova, Massimo Coccato, presidente dell’Ordine provinciale: «La nuova classificazione mette finalmente ordine e rimuove le contraddizioni esistenti».

Il percorso

«Con la nuova zonazione – spiega De Berti – il territorio verrà suddiviso in tre zone: nella prima, quella caratterizzata da una maggior pericolosità sismica, sono stati inseriti 11 comuni, nella seconda 247, nella terza 305. Questa suddivisione, oltre a essere indispensabile per organizzare adeguatamente la prevenzione del rischio sismico, è rilevante per gli aspetti amministrativi previsti dalla vigente normativa che disciplina l’attività edificatoria e per l’applicazione dei benefici derivanti dall’incentivazione fiscale finalizzata alla riduzione del rischio sismico delle costruzioni esistenti».

L’iter

La deliberazione passa ora all’esame della competente Commissione consiliare del Ferro Fini per il relativo parere. La nuova classificazione, entrerà in vigore dopo 30 giorni dalla data di pubblicazione sul bollettino ufficiale. —

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