Con il nuovo dpcm tutto chiuso fino a Pasqua: in Veneto possibile l'arancione, ecco tutti gli scenari 

Nella giornata di oggi, venerdì 26 febbraio, la decisione del Cts sul cambio di fascia delle Regioni. Luca Zaia invita alla prudenza, ma è convinto di ottenere la riconferma della zona gialla: "Ci sono però dei piccoli campanelli d’allarme". Con il nuovo dpcm chiusi palestre e cinema. Stop viaggi e ristoranti a cena

VENEZIA. Il Covid rialza la testa in Veneto e l’RT torna a farsi critico: 0,92 a un passo dalla soglia 1 che fa scattare la zona arancione con l’obbligo di non uscire dal proprio comune, bar e ristoranti chiusi.

Un mezzo lockdown. Come a dicembre, sotto Natale, quando il Veneto era nel boom della pandemia che ora si è spostata a Brescia, in Abruzzo e Umbria.

Luca Zaia invita alla prudenza, ma è convinto di ottenere la riconferma della zona gialla: il verdetto arriva questa sera dal Cts.


«Ci sono però dei piccoli campanelli d’allarme, in linea con l’andamento nazionale. La situazione è buona rispetto a quanto sta accadendo ad altre regioni. Se guardiamo i positivi, la percentuale d’ incidenza che all’inizio anno era intorno all’1,4% adesso è quasi al 3% con 1304 casi quando pochi giorni fa erano 600. È quasi raddoppiata, su numeri piccoli ma c’è tendenza all’aumento. L’indice RT era sotto 0,60 mentre oggi è 0,92 più o meno.

 
È pur vero che abbiamo avuto un comportamento anticiclico: il boom della pandemia si è verificato a dicembre, poi un crollo dei contagi legato anche alla chiusura delle scuole. Dal punto di vista sanitario dobbiamo evitare l’aumento della pressione ospedaliera. Ma con l’ RT pari a 1 si va in zona arancione e vorrebbe dire ancora restrizioni pesanti», ha concluso.

Anche i contagi sono tornati sopra quota mille in un giorno: +1.304 il numero dei positivi trovati con oltre 40 mila tamponi, una soglia che non si registrava da molte settimane.

Sono invece sotto la soglia di saturazione i posti letto in area medica e terapia intensiva: 1351 i ricoveri, 134 le rianimazioni che ospitano pazienti Covid. E proprio per questo il Veneto ha chiesto che non sia l’RT il parametro base ma la tenuta della struttura ospedaliera.

Zaia ha poi allargato l’analisi ad altri temi più squisitamente politici, nel corso del confronto tra le regioni e i ministri Speranza e Gelmini.

«Ho chiesto al governo, all’ Iss e al Cts una linea precisa sul nuovo Dpcm del 6 marzo che resterà in vigore fino ad aprile. Ci vuole il consenso degli enti locali su una base giuridica ineccepibile, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha ribadito la supremazia del governo sui provvedimenti delle regioni in materia di inasprimento delle misure per contrastare il virus».

Altro capitolo: la scuola. Zaia ha invitato il Cts ad esprimere una valutazione unica sul rischio legato alla riapertura delle scuole per programmare la soglia del rischio. Il Veneto ha avviato dei test “sentinella” e ha individuato oltre 1200 positivi tra i banchi delle aule con disagi per le lezioni e con lo sviluppo di focolai nelle famiglie degli studenti. Ultima questione: i test rapidi fai da te. Dopo la prova-show in diretta a dicembre di Zaia, l’Iss non ha ancora dato il via libera ai test avviati dal dottor Roberto Rigoli. Nel frattempo sul mercato si trova di tutto: dal tampone nasale al test sierologico nelle farmacie convenzionate al prezzo calmierato di 15 euro in Emilia Romagna, mentre in Belgio il tampone fai da te si compra ovunque. 

NUOVO DPCM

Oltre al consueto cambio di fascia delle regioni, si attende anche il nuovo Dpcm, quello che scatterà il 6 marzo e dovrebbe essere valido per un mese imponendo così divieti e restrizioni anche per Pasqua e Pasquetta, le seconde dell'era Covid. Queste dovrebbero essere le restrizioni contenute.

PER APPROFONDIRE. Nuovo dpcm, ecco tutte le nuove regole

VIAGGI VIETATI, STOP SPOSTAMENTI TRA LE REGIONI

Il divieto di spostamento tra le Regioni è valido fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni.

SECONDE CASE

È consentito recarsi nelle seconde anche se sono in zone rosse ma ciò è valido solo per il nucleo familiare. Sono vietati i viaggi per turismo. In alcuni casi le ordinanze regionali sulle zone arancioni o arancione rafforzate possono prevedere il divieto di recarsi nella seconda casa.

SHOPPING

Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, cura della persona, parrucchieri. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati.

CONTINUA LA SERRATA DI PISCINE E PALESTRE

Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l'attività motoria individuale all'aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l'andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi.

CINEMA E TEATRI CHIUSI,IPOTESI MUSEI ANCHE NEL WEEK END

La ministra Gelmini ha annunciato che una possibile riapertura per cinema e teatri potrebbe arrivare ad aprile. Si lavora ad un protocollo preciso e rigido che dovrebbe prevedere anche l'uso delle mascherine, il distanziamento in sala, la misurazione della temperatura, biglietti personali e sale sanificate. Il ministero starebbe lavorando anche per tenere aperti musei e aree archeologiche anche il sabato e la domenica. Ora sono aperti solo nei giorni infrasettimanali in zona gialla

LA SERA NIENTE RISTORANTE

Niente cene al ristorante. Nonostante l'asse Salvini-Bonaccini al ristorante e bar in zona gialla si potrà andare solo di giorno. Si temono gli assembramenti fuori dai locali, che puntualmente avvengono anche a locali chiusi anche nel fine settimana. Dunque le regole per i ristoranti restano quelle in vigore: in zona gialla aperti fino alle 18 e fino alle 22 consentito l'asporto. A domicilio è consentito ad ogni ora. Asporto e domicilio sono consentiti nelle zone arancio e rosse. Eccezione fanno gli autogrill, oltre le 18 in zona gialla, le mense e i ristoranti negli alberghi.

SCUOLA

Nelle zone arancioni didattica in presenza tra il 50 e il 75% per le superiori, per i più piccoli fino alle medie lezioni in presenza. Dad nelle zone rosse. In alcuni casi i governatori hanno applicato misure più restrittive come ad esempio in Puglia. 






 

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