Sanità Veneto, nuovo piano assunzioni da aprile. E la Regione stanzia 162 milioni in più

Roberto Toniolo

Toniolo (Azienda Zero): «Entro marzo finirà il reclutamento di 6.400 medici e infermieri partito nel 2020, poi altri concorsi»

PADOVA. Una nuova tornata di concorsi, a partire da aprile, per permettere alla sanità veneta di affrontare una sfida che sta tornando a farsi in salita. Sul tavolo del neo direttore generale di Azienda Zero, Roberto Toniolo, sono due i dossier più caldi: gli acquisti di materiali per l’emergenza Covid (dalle mascherine ai tamponi) e l’avvio di nuovi concorsi. «Entro il primo trimestre si concluderà la fase di arruolamento di dirigenti medici e sanitari e di professionisti del compartato avviata lo scorso anno» ha spiegato ieri Toniolo alla prima uscita dopo l’insediamento.

CONCORSI

Parliamo del reclutamento, avviato nel 2020, di 6.400 nuovi addetti per la sanità veneta tra dirigenza medica e sanitaria (2.200 idonei), infermieri e altro personale del comparto (4.200). «Quasi tutti sono stati contatti dalle singole aziende sanitarie» ha detto il dg di Azienda Zero «ed entro il primo trimestre saranno tutti assunti. Nel frattempo sono stati già programmati altri concorsi per fare fronte alle esigenze che ancora ci sono».

LE RISORSE

Di pari passo la giunta regionale ha elaborato le disposizioni programmatorie per il 2021 in materia di personale del servizio sanitario e della specialistica ambulatoriale degli ospedali. Disposizioni che sono state approvate in commissione Sanità del consiglio regionale (gli esponenti del Pd, del Veneto che Vogliamo e del M5S si sono astenuti). Le risorse per assumere personale sanitario, sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, sono in aumento e le nuove disposizioni concedono più autonomia alle singole aziende sanitarie nel reclutare il personale sanitario. Rispetto al 2020 la Regione mette quest’anno a bilancio 160 milioni in più per nuovi rapporti autonomi e 2,2 milioni in più assumere specialisti ambulatoriali interni, su un budget complessivo di oltre 3 miliardi di euro di spesa per il personale dipendente. Le maggiori risorse andranno per le assunzioni a tempo determinato per fronteggiare l’emergenza Covid e per assunzioni a tempo indeterminato, «in particolare per le figure professionali più richieste per i servizi e i reparti in prima linea nella pandemia» ha sottolineato l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin. Da quest’anno – inoltre – le singole aziende territoriali potranno assumere in autonomia, cioè senza la preventiva autorizzazione regionale, il personale necessario per coprire il turnover ordinario e supplenze, per inserire gli specializzandi nelle Usca (le unità speciali di continuità assistenziale), affidare incarichi aggiuntivi a personale già in servizio e per stipulare convenzioni tra aziende sanitarie al fine di ottimizzare figure e specialità presenti.

IL NODO RSA

Quanto alla fuga di infermieri e operatori socio sanitari dalle case di riposo per accasarsi nelle strutture pubbliche innescata proprio dai concorsi di Azienda Zero, Toniolo ha fatto presente che non c’è «nessuna volontà di mettere in difficoltà le altre strutture. Nella realtà di padovana, che è quella che conosco meglio per il mio precedente incarico, questo non sta avvenendo. Di sicuro la strada deve essere quella del dialogo perché, ripeto, spostare il problema da una parte all’altra non è utile a nessuno».

Il bilancio preventivo 2021 di Azienda Zero parla di risorse complessive per 1,44 miliardi, di cui 650 milioni da dedicare agli acquisti di attrezzature, dispositivi e reagenti per la gestione dell’emergenza Covid. «L’inchiesta della Procura di Perugia sugli intermediari che hanno offerto vaccini» ha concluso Toniolo «non riguarda Azienda Zero che non ha avuto alcun ruolo nemmeno nei contatti. Noi gestiamo solo la logistica». —

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