Iscrizioni al vaccino in Veneto, ora bisogna inserire 6 cifre della tessera sanitaria, ecco come

Zaia ha spiegato la scelta di inserire oltre al codice fiscale le ultime 6 cifre del documento sanitario per garantire maggiore sicurezza e per contrastare gli hacker

VENEZIA. E’ stato aggiornato il portale regionale di prenotazione della vaccinazione anti-Covid. Per rendere più sicura la fase di identificazione di ogni singolo utente, 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗰𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗳𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗲, 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱'𝗼𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗲 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗲 𝘀𝗲𝗶 𝗰𝗶𝗳𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝘂𝗺𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗮 𝘀𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮.  Il link per l’accesso al portale regionale di prenotazione rimane lo stesso di sempre. 

Nella conferenza stampa di mercoledì ha giustificato questa novità con la necessità di garantire una maggiore sicurezza nelle prenotazioni e impedire agli hacker di effettuare prenotazioni fasulle.

Dopo aver inserito questi due dati personali si procede con la scelta della sede vaccinale e quindi con l’orario. 

Nel frattempo per il presidente Luca Zaia «la curva del Covid è in costante calo in Veneto, bisogna evitare una nuova infezione. Resta in piedi il tema di piscine, palestre, teatri e ristorazione e quanto è ancora chiuso». Prosegue a buon ritmo anche la campagna vaccinale, con 41.688 dosi somministrate ieri e il totale a quota 1.835.369. Le prime dosi sono state 31.753, per un totale di 1.271.901 (25,7% popolazione) mentre i cicli completati hanno raggiunto quota 563.468 (9.935 quelli di ieri), pari all'11,2%. La quota di over 80 con almeno una dose sale al 96%, quella dela fascia 70-79 al 75,2% e quella 60-69 al 38,4%.

«L'attività vaccinale viaggia a grande ritmo - ha commentato Zaia - il mio invito è di aderire e che i 60enni accelerino prima che si passi alla fascia di età dei 50enni. L'invito è che chi non lo ha ancora fatto, ed è dai 60 anni in su, di prenotarsi prima che si vada oltre, perchè poi risalire la massa dei 50enni sarà più difficile. In magazzino abbiamo 190 mila dosi e ne dovrebbero arrivare domani 90 mila di Moderna, mentre ci sono aziende pronte a vaccinare rispettando le fasce di età non solo dei dipendenti ma anche di altre persone».

Restano ancora gli strascichi dell'audizione in Commissione consiliare, del settore sanità e dello stesso Zaia, con le polemiche sulla denuncia o meno della Regione al prof. Andrea Crisanti. «Non ne voglio più parlare - ha chiosato Zaia - l'ho detto 3-4mila volte e ho anche chiesto che mandino il mio verbale in Procura della Repubblica. Non ho altro da aggiungere su questa vicenda».

L'opposizione torna invece stamani sulla vicenda ribadendo che «molti dei nostri dubbi non hanno avuto risposta, resta una grande domanda irrisolta: cosa è successo in Veneto nella seconda ondata della pandemia? Speriamo che la Commissione di inchiesta faccia chiarezza. Saremmo degli irresponsabili - prosegue una nota congiunta delle minoranze - se non volessimo verificare se la scelta di utilizzare i tamponi rapidi negli ospedali è stata realmente opportuna, se le terapie intensive siano gestibili con l'attuale numero di anestesisti, se non volessimo approfondire i temi che anche oggi abbiamo posto in Consiglio e che abbiamo sollevato negli scorsi mesi».

In altre parole, «se non ci interessasse conoscere i motivi per cui tra ottobre e marzo sono quadruplicati i morti rispetto alla prima ondata, 8.282 vittime anziché 2.199, pur con una migliore organizzazione ospedaliera e territoriale e in presenza dei dispositivi di protezione individuale. Il Governatore ha rifiutato sistematicamente il confronto e non ha dato risposta a molte nostre richieste di dati e informazioni. Ora è doveroso che Zaia risponda politicamente delle sue scelte», concludono.

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