Volontaria, donatrice, studiava in ambito sanitario: il ritratto di Elisa, morta a 19 nell’incendio della sua auto

La casa di riposo di Montebelluna e la Croce Rossa di Bassano ricordano l’entusiasmo con cui la ragazza affrontava i suoi impegni. A Bassano la ragazza aveva trovato anche l’amore, quello per Giorgio «un altro nostro volontario, insieme formavano davvero una bella coppia»

ALTIVOLE. «Giovanissima, piena di vita e con un cuore immenso». A piangere Elisa, è il mondo del volontariato, la grande famiglia di cui faceva parte nonostante la giovane età. Il comitato locale della Croce rossa italiana e i Donatori di sangue del reparto “Monte Grappa” di Bassano, associazioni alle quali dedicava buona parte del proprio tempo libero, hanno il cuore spezzato.

La notizia della prematura scomparsa della volontaria ha raggiunto la presidentessa locale della “Cri”, Elena Alberton: «Siamo tutti sconvolti, non possiamo credere a quello che è successo. Elisa aveva solo 19 anni ma era con noi già da qualche anno: è stata sempre molto attiva tra i nostri giovani e al compimento della maggiore età ha iniziato anche a occuparsi dei servizi in ambulanza, per il Suem, sia nelle emergenze che nei trasporti dei degenti. Pur essendo molto giovane, è sempre stata disponibile e dolce, sia con i colleghi che con i pazienti. Aveva davvero a cuore la cura del prossimo e, come spesso accade ai nostri volontari più giovani, si era appassionata all’ambito sanitario a tal punto da decidere di diventare un’infermiera professionale».

A Bassano la ragazza aveva trovato anche l’amore, quello per Giorgio «un altro nostro volontario» aggiunge «e insieme formavano davvero una bella coppia». Anche i Donatori di sangue ieri hanno ricordato Elisa. «Come può una giovane speranza lasciarci così presto?», le parole piene di dolore affidate ai social dalla presidentessa Chiara Gazzola. «Volontaria della Croce rossa, donatrice di sangue e ben presto dottoressa al servizio degli altri. Questo è il tuo animo, il tuo modo di vedere la vita. Elisa tu sei qui, a ricordarci che siamo di passaggio, che il tempo è infinito ma può finire in un attimo. Ci insegni ad aver cura di ogni attimo della nostra vita, ad aver cura del prossimo come noi stessi. Tu sei qui Elisa, e sono presenti la tua persona, la tua anima il tuo giovane buon cuore». Cordoglio anche nella struttura per anziani dove avrebbe preso servizio ieri. Era, infatti, attesa alle 6 alla casa di riposo Umberto I di Montebelluna. Sono arrivati gli altri due tirocinanti, lei no, all’ora in cui avrebbe dovuto iniziare il servizio era già morta. «L’aspettavamo, non è più arrivata, abbiamo poi saputo dagli altri due tirocinanti e dalla scuola cosa era accaduto. Siamo rimasti tutti scossi quando siamo stati informati dell’incidente» racconta Marco Giacon, presidente della “Umberto I” «Era il suo primo giorno di tirocinio, avrebbe dovuto fare il primo turno, dalle 6 alle 14, in affiancamento al nostro personale».

Alla casa di riposo di Montebelluna, Elisa Girolametto avrebbe dovuto svolgere sette settimane di tirocinio. «La ragazza frequentava scienze infermieristiche a Padova, nella sede staccata di Feltre con cui siamo convenzionati per i tirocini» prosegue Giacon «abbiamo ripreso proprio ora i tirocini dopo che si è allentato il rischio di contagi. La sede staccata di Feltre ci aveva mandato tre tirocinanti, uno dei tre era Elisa. Avrebbe dovuto rimanere con noi sette settimane, a 36 ore la settimana, quindi con orario completo. Invece non ha potuto neppure iniziare».

Nella struttura, Elisa era passata per prendere accordi. «Era venuta in precedenza per compilare le carte e prendere visione del piano della sicurezza», spiega il direttore della casa di riposo, «si era trattenuta solo pochi minuti, avremmo cominciato a conoscerla da questo primo giorno di tirocinio, purtroppo la tragedia ci impedirà di poter apprezzare le capacità che sicuramente aveva». Giovanissima, entusiasta e con un cuore davvero grande. —

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