Inferno di traffico sulla Romea. Proteste da Chioggia: «Superato ogni limite»

Venerdì la strada è stata paralizzata per otto ore a causa di due incidenti e il cantiere del ponte sul Brenta dal 15 marzo provoca code insostenibili

CHIOGGIA. «Siamo in emergenza continua: subito un tavolo di concertazione di tutte le forze politiche, economiche e sociali per battere i pugni lì dove serve». Lo sfogo arriva dal presidente degli albergatori di Chioggia Giuliano Boscolo Cegion all’indomani dell’ennesima giornata nera per la Romea. Venerdì la statale è rimasta paralizzata per otto ore a causa dell’incidente mortale prima e del Tir ribaltato poi. Tutto nello spazio di meno di un chilometro tra Cavanella d’Adige e Sant’Anna. La viabilità del territorio non riesce più a sopportare la mole di traffico e urgono soluzioni, caldeggiate da anni, ma mai divenute realtà.

Le chiederà di nuovo la prossima settimana il sindaco Alessandro Ferro che incontrerà in videochat il sottosegretario alle Infrastrutture. Chiederà vie alternative (su tutte la Romea commerciale), ma anche soluzioni a breve termine come la possibilità di dirottare il traffico pesante in autostrada, rivolgendo anche un appello alla Regione, finora «non sufficientemente impegnata a risolvere i nodi viari dell’area sud». Il giorno dopo l’ennesimo inferno nel tratto di Romea clodiense, già in sofferenza continua dal 15 marzo a causa dei lavori di ristrutturazione del ponte sul Brenta, tornano le polemiche sulle croniche carenze della viabilità locale.

«Così davvero non si può andare avanti», spiega Cegion, «Il nostro sistema viario si trova in emergenza continua. Oltre al traffico normale della Romea, agli incidenti e agli ingorghi, conviviamo da mesi con code allucinanti dovute al cantiere, abbiamo le ambulanze con lampeggianti e sirene ferme al semaforo del ponte del Brenta. Il famoso sbarramento sul Brenta dov’è finito? Lo diciamo da anni e torniamo a ripeterlo: servono tavoli di concertazione per lanciare unitariamente un grido di allarme e la politica ci deve ascoltare. Serve una riflessione seria su come difendiamo sindacalmente a tutti i livelli il nostro territorio. Lo abbiamo detto, urlato, ribadito, ma non siamo stati mai ascoltati, anzi ci hanno rassicurato all’avvio del cantiere con la classica frase “andrà tutto bene, finirà in tempi brevi”. La nostra macro area ha bisogno di una progettualità viaria totalmente nuova, un intervento similare al passante di Mestre. Chi ha la responsabilità di questo isolamento cronico?».

«Purtroppo scontiamo decenni di mancate risposte», spiega il sindaco, «La politica a tutti i livelli dovrebbe far quadrato per portare queste questioni a Roma e premere perché si trovino soluzioni. Ora la Regione ha posto il tema della Romea commerciale come urgente, chiedendo che sia inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma non ne ha i requisiti... E in tutti gli anni precedenti?»

«C’è un territorio a sud della provincia che ha una sola via di collegamento, la Romea, che attraversa l’abitato e che ogni giorno ha un problema. In settimana avrò l’appuntamento con il sottosegretario a cui ripeterò tutte queste cose, ma cosa si può fare? Per far deviare i camion in autostrada servirebbero sconti sui pedaggi, altrimenti nessuno lo farà mai. Per la Romea commerciale serviranno, se si farà, anni. Le uniche prospettive a breve sono la rotonda a Valli che partirà in autunno, la costruzione del nuovo ponte sul Brenta al via entro fine anno e la circonvallazione tra Sant’Anna e Cavanella, che richiede una variante e un Valutazione di impatto ambientale» conclude.

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